di Mario Mariano
Manca una statistica precisa al riguardo, ma una squadra che fa festa dopo una stagione lunghissima, pure contrassegnata da un lacerante cambio alla guida della società, per una promozione strameritata, inevitabilmente subisce un contraccolpo psicologico oltre che fisico: questo è accaduto a Lamezia Terme, come sarebbe potuto accadere anche con una squadra meno motivata. La sconfitta dolce, come si definisce quella che non ha conseguenze di alcun genere se non di incidere su statistiche e record. Il risultato finale è già scritto e al 99,9%: sarà primo posto perché l’Isola Liri non avrà neppure tanta voglia di sudare contro una squadra che aspetta l’abbraccio del suo stadio e della città. Nonostante la Calabria non sia stata terra di conquiste, il Perugia può consolarsi dato che le due sconfitte rimediate contro Catanzaro e Lamezia non sono state umilianti ma, anzi, sono piene di «se» e di «ma» che a poco servono, ma che semmai fanno capire come il campionato almeno nelle zone alte della classifica sia stato equilibrato fino all’ultimo.
Calabresi cinici La squadra outsider, che non manca mai, è riuscita a mantenere l’imbattibilità del proprio campo e questo rafforza il concetto che per portare via punti occorreva che il gioco del Perugia fosse meno accademico. Ma si sa, senza fame non si lotta su ogni pallone: con il solo domino del gioco si stringono in mano solo mosche, perché è risaputo fin da quando furono scritte le regole del calcio, si vince solo se si realizza un goal in più dell’avversario. I calabresi di mister Costantino hanno saputo capitalizzare al meglio quanto hanno saputo creare: due reti in virtù di tre tiri verso la porta di Giordano. Questo sì che è pragmatismo di primissimo ordine! Battistini, non potendo contare su tre uomini cardine come Clemente, Margarita e Anania ha puntato sulla freschezza atletica dei giovani, per dare ai comprimari la possibilità di raccogliere qualche soddisfazione. I risultati non sono stati pari alle aspettative, perché si è capito come nel calcio serve oggi come ieri un mix tra esperienza, determinazione e sano agonismo.
Battistini e la conferma Non potendo avere tutto questo è arrivata la terza sconfitta in trasferta che non intacca di una virgola la cavalcata della squadra, che pure ha dovuto superare momenti difficili. Si è trattato di una sconfitta strettamente legata ai festeggiamenti, che non peserà neppure sulla decisione che la società deve prendere sul conto di Battistini. Ciascuno ha detto come la pensa, con rispetto dei ruoli e delle responsabilità. Per coerenza Moneti e Santopadre aspetteranno la fine del campionato prima di emettere il verdetto. Giusto o sbagliato che sia questo prendere tempo, va letto come un desiderio di ponderare bene la situazione, tenendo il più lontano possibile l’emotività del momento, ascoltando le richieste di rinforzi da parte del tecnico e le conferme dei giocatori della rosa di questa stagione. Moneti e Santopadre hanno tutto il diritto di aspettare il momento giusto per l’annuncio ufficiale. Nel caso del Gubbio ad esempio si è visto quanto sia importante che ad essere convinta al 100% della scelta sia la società.
Giordano Assolutamente non colpevole sui due goal, per il resto ordinaria amministrazione. Voto: 6
Pupeschi La sensazione è che i cambiamenti di ruolo non lo aiutano a trovare sempre il tempo giusto nelle chiusure. Quanto al piede a volte poco preciso nei passaggi anche facili, si può pensare solo di insistere su una costante esercitazione. Voto: 6-
Cacioli Ha il merito di essere andato vicinissimo al goal (palo su angolo di Benedetti) per rimediare all’errore commesso in collaborazione con Russo sul primo goal del Lamezia. Si lascia sopraffare da un inspiegabile nervosismo, forse perché si accorge che non tutti si battono con il coltello tra i denti come fa lui. Voto: 6-
Russo Anche lui accetta di attestarsi quasi a metà campo in occasione del goal di Romero, una difesa cosi alta non la attua più neppure Zeman dopo aver pagato dazio per tanto tempo. Apprezzato un lancio al bacio per Luchini nella ripresa. Voto: 6
Zanchi E’ quello che ci prova di più a scardinare la difesa dei calabresi con tiri dalla lunga distanza. Nella fase offensiva è sempre un valore aggiunto, in quella difensiva va a fasi alterne, il raddoppio del Lamezia arriva perchè lui è fuori zona. Voto: 6+
Moneti Non difetta né nella corsa né nell’impegno, ma ha sempre troppa fretta di liberarsi del pallone. Non prova a superare l’avversario con il dribbling, ma piuttosto con la forza fisica, e questo ne limita l’efficacia. Conclusioni dalla distanza velleitarie. Voto: 6- (dal 6′ s.t Moscati Partenza a voler dimostrare di fare la differenza, ma si affloscia perchè nel secondo tempo la squadra perde fiducia. Voto: 5.5
Carloto E’ tra i più lucidi sia nel recupero dei palloni che nel lancio, e visto che davanti non ci provano mai, si assume il compito di tirare dalla lunga distanza, confermando buoni doti balistiche. Voto: 6.5 (dal 5′ st Ferri Marini Forse è di quelli che ha più festeggiato dopo la doppietta di Fano, altrimenti non si spiega perché ha i riflessi appannati che gli impediscono perfino di realizzare il goal della bandiera. Voto 6–
Benedetti Tiene il campo con grande dignità, sempre lucido e pronto a rendersi utile per la causa. Si sta esercitando nel tiro visto che a volte centra il bersaglio, ma stavolta non ha fortuna, perchè gli ribattono il pallone sulla linea. Voto: 6.5
Borgese Su di lui si potrà contare anche per il futuro perchè è duttile in un centrocampo che domina la scena ma non fa emergere la differenza. Voto: 6
Balistreri Come a Fano, nel primo tempo non gli riesce giocare un pallone che uno. La sensazione è che più di tutti avverte l’assenza di Clemente, nella ripresa meriterebbe anche lui la gioia del goal, perché ritrova qualche guizzo dei suoi, determinanti da gennaio in avanti. Voto:6
Padovani Tanta corsa ma poca malizia e freddezza quando gli arrivano palloni invitanti. La sensazione è che debba ancora maturare per palcoscenici importanti. Voto: 6–
(dal 9′ st Luchini, lontano dalla scena da molto tempo, utilizzato in più zone del campo, è quello che gode delle attenuanti più robuste. Ma quell’avanzare a testa bassa, come un torello che ha davanti un drappo rosso, non depone a suo favore. Voto: 6–)
Battistini Non merita di restare sulla graticola per così tanto tempo, ma il suo futuro non è legato a sbalzi di umore o altro bensì solo alla reciproca volontà di sentirsi uniti, di uscire dal colloquio finale con la percezione netta che il feeling è saldo. Anche se non ha esperienza di C vale più di 100 «sòle» che hanno allenato a fasi alterne e che a Perugia cercherebbero solo un rilancio. A Lamezia era obbligatorio utilizzare le seconde linee. Voto: 7

