di Mario Mariano
Non arretra di un centimetro il Perugia e ribadisce di avere pieno merito nel guidare la classifica, battendo anche un’Aquila che avrebbe potuto subire una punizione ben maggiore. Finisce così punito anche quel suo mini ds, Califano, di cui si ricordano poche piroette e qualche golletto di rapina con la maglia del Grifo. Sosteneva Califano alla vigilia che L’Aquila avesse un gioco superiore e come sola ammissione concedeva al Perugia di avere un giocatore che poteva fare la differenza. Vero che Gianpiero Clemente ha realizzato il goal che ha suggellato un blitz vittorioso. Così come è vero che l’euforia per la centesima rete tra i professionisti ha esaltato a tal punto il bomber che non è riuscito a vedere compagni meglio piazzati di lui: in definitiva non ha restituito a Tozzi Borsoi l’assist ricevuto nel primo tempo. Se il «Fattori» però è stato violato per la prima volta nella stagione, caro signor Califano, la spiegazione è semplice quanto la sua approssimativa analisi: il Perugia ha dimostrato di essere più squadra, di avere giocatori capaci di saper giocare in più ruoli, con identica capacità ed utilità per il collettivo.
Bene Giordano Liquidato Califano, non resta che ribadire la bontà della rosa che permette a Battistini di operare ampie scelte, a partita in corso, inserendo giocatori che si sentono parte integrante del gruppo. Se poi ci si mette che qualche risultato concreto, apprezzato da tutti, lo sta dando anche la cura Bonaiuti che si è fatto carico di portare Daniele Giordano ad una condizione di forma più che accettabile; se insomma anche il ruolo del portiere, che aveva creato più di un imbarazzo, verrà confermato dai fatti che è ben coperto, com’è accaduto a L’Aquila, beh ci sarà da marcare stretto non tanto gli avversari ma il territorio. Territorio inteso come un ambiente di cui va saputa gestire la naturale euforia che i risultati determinano. Conoscendolo, ci sentiamo di escludere che Battistini darà tregua ai suoi: sul lavoro non transige. E la fame di vittorie ce l’hanno in tanti, dirigenti compresi.
Giordano Che inizi a dare i suoi frutti la cura Bonaiuti è fuor di dubbio: i progressi sono innegabili, gli interventi risolutivi pure (vedi deviazione d’istinto nell’assalto finale degli abruzzesi), con qualche chicca nel primo tempo che ha fatto strabuzzare gli occhi , come ad esempio quella uscita fuori area ad anticipare di testa compagno ed avversario. Voto: 6.5
Anania Una corsa stilisticamente perfetta ma anche efficace. Il turno di riposo gli restituisce lucidità nella spinta offensiva, nei passaggi, nel fare l’elastico con la consueta grinta. Ha forse ragione Arcipreti, quando sostiene che dopo Clemente dei nuovi arrivi è quello dal rendimento più elevato. Il goal arriva da una sua poderosa inziativa. Voto: 7
Borghetti Non si avventura mai in avanti, sbriga il compito con diligenza, concentrato sui calci piazzati. Il resto sono pinzillacchere come avrebbe detto il grande Totò. Tra lui e Russo è una bella lotta, ma nel gioco delle scelte Battistini se la sta cavando egregiamente. Voto: 6+
Cacioli Ha capito la lezione e ci complimentiamo con lui. Di colpo fa sparire i fronzoli, i lanci di quaranta metri che finivano sempre sui piedi degli avversari. Fa sparire pure il tentativo di stoppare la palla per dimostrare di essere uno con il piede buono. In sintesi, fa esattamente il contrario delle ultime volte ed i risultati si vedono: non sbaglia un pallone che sia uno perché mette da parte lo stile, cosicché la sua si rivela una prestazione di concretezza assoluta. Voto: 7-
Pupeschi Deve esercitarsi sempre di più nel palleggio se davvero un giorno vorrà vedere un suo cross finire a centro aerea e non tra le braccia del portiere. Ma intanto quando non ha simili velleità è il solito lottatore che se ne infischia dello stile e guarda al sodo. Voto: 6.5
Margarita Corre il doppio di Paolo Sollier, e non è poco, a velocità tre volte superiore. Tatticamente è devastante perché finisce per far impazzire avversari e panchina (quella degli altri, ovviamente). Impossibile registrare quante zone del campo occupa di volta in volta, solo il piede un po’ sbilenco ed il gran correre (come capitava esattamente a Sollier) gli fanno perdere l’attimo giusto al momento di battere a rete. Voto: 7 (dal 37′ st Bueno Meno di venti minuti, ma anche lui è lontano parente del giocatore pesante e lento di qualche settimana fa. Si rende utile sia in copertura che nelle ripartenze. Se Clemente lo ha sponsorizzato presso Arcipreti una ragione ci sarà. Voto: 6)
Benedetti Ci aveva abituato troppo bene e così è apparso lampante la sua difficoltà di entrare in partita nel primo tempo. Non gli davano il tempo di pensare e lui non si raccapezzava. Ma non è stato il solo ad andare in apnea per una ventina di minuti. Nella ripresa riprende a macinare il gioco come sa, e pazienza se va a commettere un fallo che gli impedirà di giocare la prossima partita. Voto: 6+ (dal 27′ st Carloto Doveva farsi perdonare la prestazione assolutamente sottotono di domenica scorsa contro il modesto Celano. E per quanto poco sia rimasto in campo è riuscito a giocare molti palloni, non sbagliando praticamente nulla. Voto: 6)
Borgese Come Benedetti, nel primo tempo balla che è una meraviglia perché non trova la posizione. Come d’incanto nella ripresa torna il centrocampista lucido e di grande utilità, diventando il vero catalizzatore del gioco: lo ritrovi dappertutto come gli capita nelle giornate migliori. Fatta la media merita ampiamente la sufficienza e conferma di essere tra i pochi insostituibili. Voto: 6.5
Clemente Quando si riesce perfino a perdonargli un paio di peccati di presunzione, perché preferisce tirare invece di servire il pallone a Tozzi Borsoi meglio piazzato, vuol dire che non solo ha segnato il goal della vittoria, ma è stato lucido in tutti gli altri frangenti della partita. Rivera aveva Lodetti che correva anche per lui, così come Suarez si avvaleva di Bedin che correva dietro a tutti. Clemente fa la sua parte, ma è chiaro che c’è chi gli copre le spalle, come Margarita e a turno gli altri. E lui li ripaga con gol pesantissimi, perché quando si arriva in area di rigore occorre grande qualità. Chiede il cambio dopo l’ammonizione e viene subito accontentato. Voto: 8 (dal 30′ st Ferri Marini E’ forse il solo a dare meno di quanto era lecito aspettarsi. Sbaglia palloni facili, appare superficiale ed approssimativo proprio nella fase cruciale della partita. Peccato, perché le qualità ci sono e si sono pure intraviste. Voto: 5.5)
Tozzi Borsoi Riscatta il primo tempo un po’ anonimo per uno come lui che di esperienza e qualità ne ha da vendere con l’assist a Clemente. E’ pimpantissimo nella ripresa quando gioca in spazi più ampi e si propone per le ripartenze che meriterebbero migliore fortuna. Non se la prende più di tanto quando Clemente non gli restituisce la cortesia. Se aiuta ad aprire varchi, se dispensa palloni da battere a rete, gli si può perdonare di essere in fondo alla classifica dei marcatori. Per ora. Voto: 6.5
Moscati La sensazione è che si trovi meglio a destra che sulla corsia opposta quando gli tocca occuparsi di più della fase difensiva che di spingere sulla fascia. Entra nel goal con un velo che spiazza la difesa abruzzese, ha una falcata da calciatore vero, a dispetto di chi si ostina a pensare che non abbia buone prospettive di carriera. Tatticamente è secondo solo a Margarita in questo momento. Voto: 6.5
Battistini Non erano di maniera i suoi propositi bellicosi della vigilia, quando sapendo di avere una autentica pattuglia di «sfondatori» e fini dicitori, ha chiesto alla squadra di giocare a viso aperto. Soffre per una metà del primo tempo, ma non si agita sapendo che in difesa le consegne per Cacioli e company erano di non mollare un metro, di mettere da parte le finezze. Alla distanza, il Perugia domina la scena e lui si gode il primato. Voto: 7.5

