di Mario Mariano
Ma quale blitz, ma quale risalita. Accontentarsi del punticino e tornarsene in silenzio a casa a meditare. Ma non sarà così, nessuno avrà voglia di fare autocritica, di affondare il coltello per un’analisi che renda conto agli appassionati dei tanti mali che attanagliano una squadra, in difficoltà da subito, dalla sua prima amichevole, sia quando c’erano solo ragazzi di buona volontà, che quando sono arrivati i rinforzi e sopratutto quando è tornato l’allenatore che esordi dicendo: «Io non c’ ero, ma ci fossi stato avrei confermato questi giocatori ed avrei avallato questa campagna acquisti». Camplone in quelle ore di totale euforia, per una riconvocazione a sorpresa, non poteva dire diversamente, ma forse credeva anche in ciò che pensava per tanti motivi. Oggi dovesse guardarsi allo specchio la penserebbe allo stesso modo? O forse ha pensato (e pensa) che il suo modulo debba prevalere su tutto e tutti?
Fatto è che a Barletta è stata la copia esatta del primo tempo contro il Catanzaro, contro una squadra che basta guardare la classifica per capire in quale situazione si trova. Senza contare le dimissioni del presidente e i licenziamenti annunciati, in caso di mancata reazione, di allenatore e direttore sportivo. Alla luce del “dare” e dell’”avere” il pareggio è stata una manna, e lasciamo perdere il rigore sprecato dai pugliesi, ma soprattutto per quella palla goal affondata a pochi secondi della fine da Zigon, con Koprivec ancora protagonista.
Un punto che non serve né alla classifica né al morale, ma che aiuta a capire gli errori che sono stati commessi, e per chi ragiona con la propria testa anche da chi. Nel calcio per fortuna non ci sono sentenze che passano in giudicato,e i giudizi sono in continua evoluzione, le situazioni possono cambiare per diversi motivi. Ma intanto si è avuta la conferma (riconferma) che la rosa dello scorso anno, anche quella di questo stesso periodo, era decisamente più competitiva di quella attuale. E la differenza non sta solo nelle qualità tecniche di Politano, nelle sue incursioni, nei suoi goal. Erano tante altre le differenze, e visto il Filipe di Barletta c’è da rimpiangere con gli interessi Esposito. Prospettive? Gestire un trend come quello attuale non è facile, ma è obbligatorio avere misura, capacità di analisi di intervento. Il piatto piange e correre ai ripari non è solo un modo di dire.
Koprivec: Eroe di giornata, il rigore non era facile da neutralizzare e l’uscita di piede con la squadra in superiorità numerica, ma in confusione totale, durante il recupero, riabilitano appieno qualche prestazione incerta. Voto: 7+
Comotto: Lo spirito da combattente lo assiste, va anche vicino al goal su mischia, confermando coraggio. Gli si può addebitare che gioca più per se stesso che per la squadra, il pallone gli brucia tra i piedi e lui se ne libera sempre di fretta, a danno della qualità. Voto: 6
Massoni: Non lo pressano e lui ha modo di fasi valere, salvo che nella sola mischia davanti a Koprivec lo travolgono ed è costretto ad uscire. Voto: 6 (dal 47′ st Daffara: Il “gioco o non gioco” non gli si addice, perché è subito in affanno, il calcio di rigore per il fallo di mani è la cartina di tornasole: ha la testa altrove, e dalla sua parte quelli del Barletta capiscono alla scelta che possono passare. Voto: 4.5)
Scognamiglio: Pochi fronzoli, abbassa la testa e pedala, chiude, incoraggia, salva. A lui proprio non si può rimproverare nulla, come quasi sempre. Voto: 6.5
Sini: La continuità non gli appartiene, gioca a singhiozzo, alternando giocate di impeto a rincorse affannose. Non chiude come dovrebbe, non incide in maniera convincente quando si sgancia. Voto: 5+
Sprocati: Altro elemento che si accende (raramente) e si spegne, vagolando per il campo. Un lampo come quello al 35’ della ripresa non può certo giustificare la sua presenza in campo fino a quel momento. Voto: 5+
Moscati: Ha tenuto la squadra sulle palle almeno per una ora, correndo anche per chi non era in vena di farlo, rendendosi utile in più parti. Cantare e portare la croce resta sempre una impresa, ma l’ardore non gli difetta, il carattere neppure, solo il tiro stavolta non è preciso. Voto: 6.5
Filipe: La brutta copia di quello visto in precedenza, frastornato, lento, quasi mai in partita, lanci lunghi e fuori misura, o passaggetti laterali. Irriconoscibile. Voto: 4.5
Vitofrancesco: Non pervenuto neppure lui e se due centrocampisti su tre, sono in giornata nera, è chiaro che si rimediano figuracce anche dal Barletta. Continuiamo a pensare che i cambiamenti di ruolo lo abbiano frastornato. Voto: 5 (dal 32′ st Mungo: Sarebbe interessante sapere quali compiti gli siano stati assegnati, perché l’impressione è che vada dentro per fare numero e non per provare a fare gioco. Voto: ng
Mazzeo: Sgomita, arretra, va vicinissimo al goal dell’ex e quasi non si capisce perché spetti a lui restare negli spogliatoi nell’intervallo. Voto: 6 ( dal 1’ st Eusepi: lavora meno di Mazzeo e dunque dovrebbe essere più lucido sottorete, ed invece fallisce due palle goal, di cui una grida vendetta. Voto: 5.5)
Fabinho: Camplone continua a pensare che invertendo gli esterni gli avversari vadano in crisi, e non pensa che forse è il contrario. Un tattica (?) che non paga, il brasiliano comunque è in fase calante, sembra accontentarsi di far ammonire gli avversari. Voto: 5 =
Camplone: Come quasi sempre i cambi non incidono, dovrà dire chiaramente quali sono i veri problemi ed affrontarli. Cambiare fascia agli esterni ogni quarto d’ora è una ossessione che frastorna più Fabinho e Sprocati che gli avversari. Voto: 5
