Mario Mariano

di Mario Mariano

Varrebbe sempre la pena non fare pronostici (ma nel calcio anche quelli tengono banco durante la settimana), che quando si tratta di un derby è sempre più lunga da digerire, ed allora tutti provano a dire la loro. Perfino Bucchi nella peggiore delle ipotesi aveva pensato – tenendo anche conto che doveva rinunciare a Boisfer, Moroni, Bartolucci, Briganti, Caccavallo e Giallombardo – che ci sarebbe scappata una partita equilibrata, magari con la possibilità che il cuore valesse più della tecnica. Mai previsione si rivelò più sbagliata. Una sconfitta cosi pensante nel calcio produce ripercussioni devastanti, e se le nostre fonti sono attendibili, la sorte dell’ex centravanti del Grifo dei tempi d’oro della serie A, lanciato da Castagner, è segnata.

LA CRONACA

Supponenti Perché se è vero che a posteriori tutto è più facile, tremendamente più facile, è altrettanto vero che proprio le tante assenze avrebbero dovuto consigliare al Gubbio di considerare almeno una fase di approccio alla partita, di capire di che pasta fosse questo Perugia che avrà pure rischiato il pareggio la domenica prima contro la Nocerina, rimasta in dieci per un tempo, ma solo perché Fabinho era stato richiamato in panchina. Ecco, anche i sassi sapevano della ritrovata condizione fisica e mentale del brasiliano, coincisa con la nascita del primogenito, ma a Gubbio debbono essersene dimenticati. Tutti scriteriatamente all’assalto della porta di Koprivec, e visto che nella circostanza nessuno ha avuto la freddezza di concretizzare quell’arrembaggio scriteriato, il brasiliano ha avuto davanti a sé le praterie per punire – da subito – la supponenza degli eugubini.

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Ora la sosta Convinti si trattasse solo di un episodio, i giovanotti di Bucchi non hanno saputo aspettare gli eventi, c’era ancora tempo per recuperare, con una forzatura «difendere la sconfitta» come diceva Brera, per non ritrovarsi sotto di tre gol dopo trenta minuti. Invece hanno continuato ad avventarsi, con la conseguenza che sono state sotto gli occhi di tutti. Verissimo che (forse) stava andando tutto storto (ma inquadrare almeno lo specchio della porta deve essere per loro una impresa) e al Perugia tutto dritto: ogni tiro un goal o, nella peggiore delle ipotesi, un palo. Insomma il risultato poteva essere tennistico e di più ancora e bene hanno fatto tutti a non voler ulteriormente infierire (giustificatissimo Henty al debutto, che ha divorato un paio di reti in una manciata di minuti). Adesso il calendario obbliga il Perugia ad una sosta, che è la sola che può fermare il cammino di una squadra che Camplone sta gestendo con un aplomb invidiabile. Ciò che piace e convince è la compostezza e l’equilibrio della gestione dei risultati, la consapevolezza – appare evidente – che il cammino è lungo e non è da escludere che come spesso accade tutto si decida nelle ultimissime settimane.

Koprivec: Si può dare merito ad un portiere di ipnotizzare a tal punto gli avversari tanto da essere disoccupato nonostante le tante conclusioni del Gubbio? Derby da spettatore non pagante. Voto: 6

Conti: Neppure le voci di mercato di arrivi in ogni reparto frenano l’ardore del giovane sempre più autorevole ed arrembante. Mai messo in difficoltà da chi è capitato nella sua zona di competenza. Voto:6.5

Comotto: Non c’è stata battaglia da derby e dunque l’elmetto tanto invocato alla vigilia è rimasto negli spogliatoi. Il temperamento – quello sì – è stato necessario. La dimostrazione che quando si è in condizione si evitano anche interventi al limite del regolamento. Voto: 6.5

Scognamiglio: Qualche straordinario per limitare le incursioni sulla fascia destra, ma al tanto fumo non ha fatto seguito l’arrosto. in ogni intervento decisionismo e autorevolezza. Voto: 6.5

Sini: Qualche affanno perché gli eugubini provano a sfondare dalla sua parte, ma si sapeva. Con l’applicazione e il mutuo soccorso dei compagni allertati, si è ovviato al pericolo. Voto: 6+ ( dal 18’ st Vitofrancesco: Entra a giochi fatti da un pezzo; rallenta di proposito la manovra per far girare a vuoto gli avversari e far respirare i suoi. Voto: 6)

Moscati: Straripante, fosforico. Lo trovi dappertutto, perfino al ristorante portafortuna scovato dal segretario Ercoli che sa coccolare i giocatori, da dirigente che conosce quali molle vanno toccate oltre quelle della scaramanzia. Il livornese aiuta il compagno in affanno e poi si distende, andando a realizzare il quarto goal, con un inserimento da applausi. Voto: 7.5

Filipe: Il ritmo – molto alto per la verità – lo mette un tantino in disparte, ma lui sa riemergere alla distanza, mai facendosi travolgere. La lucidità gli permette di sbagliare pochissimi palloni. Voto: 6.5

Nicco: Eccone un altro che unisce forza fisica a tecnica, anche lui facente parte del club degli amanti di pesce, scaramanzia che nel calcio conta tantissimo. Ma è chiaro che il piemontese è tipo tosto e sa che alla buona tavola va unito il coraggio e la voglia di salire di categoria. Voto: 7.5 (dal 28’ st Sprocati: Passerella finale. Voto:ng)

Mazzeo: È la dimostrazione lampante di come nel calcio certi luoghi comuni possono essere annullati dalla maturità che ti porta a disciplinare le energie e far diventare importanti le giocate. Lui come altri non riescono a dare punti di riferimento, perché vige la regola del mutuo soccorso. Farsi trovare al posto giusto nel momento giusto e non solo in area di rigore. Voto: 7.5

Eusepi: Al rientro realizza una doppietta (che è sempre un bel bottino), le discussioni sulla posizione al momento del primo goal sono roba da moviola che non stabilisce mai nulla di preciso. Lui invece ribadisce che partecipando al gioco, sa essere lucido anche sotto rete. Voto: 7.5

Fabinho: Ancora il migliore, a dispetto del fatto che non va in goal. Oltre agli «strappi» che lasciano gli avversari senza fiato, le conclusioni e gli assist. Mettiamoci anche l’umiltà e la simpatia che sono sempre merce rara nello sport. Fa tutto con semplicità e generosità. Il risultato finale della stagione dipenderà da molti fattori, ma tra i primissimi c’è il suo rendimento da qui alla fine. Voto: 8.5 (dal 35’ st Henty: Presenta come biglietto da visita due conclusioni che stanno a significare la voglia di dare un contributo alla causa. Voto: ng)

Camplone: Non carica il derby più del dovuto, anzi trasmette un senso di sicurezza( «loro non lo vincono da tanto tempo…»). Immaginando che il Gubbio partirà forte, chiede ai suoi di sfruttare gli spazi e, visto che le cose sono andate così e visto che a fine partita dà dimostrazione di self control, non resta che fargli i complimenti. Voto: 7.5

Twitter @mimar2000

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