Paolo Tamiazzo

di Paolo Tamiazzo*

La Marcia Perugia-Assisi è la storica manifestazione del movimento pacifista italiano, ideata e voluta da Aldo Capitini, il filosofo della nonviolenza, la cui prima edizione data il 24 settembre 1961 e fra le migliaia di persone che marciarono per la pace c’erano Italo Calvino, Renato Guttuso, e tanti altri intellettuali, sfilando in un percorso, da Perugia ad Assisi, carico di significato: da Perugia, città laica e di sinistra, ad Assisi in omaggio a San Francesco custode dei valori più veri e profondi della cristianità. In quegli anni caratterizzati dalla forte contrapposizione Est-Ovest, con lo spettro dell’olocausto atomico, la Marcia aveva l’obiettivo di unire cattolici e comunisti, laici e religiosi, nel comune desiderio di pace per il mondo.

LA PRESENTAZIONE DELLA MARCIA

Negli anni ‘80 il nuovo movimento pacifista italiano che per la prima volta si sviluppava fra culture politiche così diverse, ne raccolse l’eredità facendo della Marcia lo strumento di azione del movimento per la pace, organizzata di volta in volta con precisi obiettivi: contro l’installazione dei missili nucleari, per il blocco delle spese militari, contro le guerre che hanno insanguinato la ex-Jugoslavia, l’Iraq, l’Afganistan, contro le guerre dimenticate, soprattutto in Africa e per la pace tra Palestinesi e Israeliani.

FOTOGALLERY: LA MARCIA NOTTURNA

La Marcia era ed è ancora oggi un modo per ricordare a tutti che il pacifismo non è solo la testimonianza delle “anime belle” ma una proposta politica fondata e concreta e oggi le ragioni dell’impegno sono ancora più evidenti perchè denunciare, spiegare, proporre è ancora più urgente, in un tempo, il nostro, in cui gli spazi di partecipazione e di democrazia sono sempre più ristretti e forte è l’urgenza di una mobilitazione straordinaria della nostra società per dire i nostri no alle guerre, ai muri, al terrorismo, alla finanza speculativa, al commercio delle armi, alla distruzione del pianeta, e far conoscere i nostri si’, alle alternative possibili, reali, concrete per costruire un’economia globale di giustizia, combattere la fame e la miseria, per costruire un modello di welfare globale fondato sul rispetto dei diritti umani, sulla progressiva sconfitta delle enormi disuguaglianze che caratterizzano il pianeta, sulla gestione dei flussi migratori che ne sono la prima evidente conseguenza, sul contrasto ai cambiamenti climatici e per affermare concretamente che la convivenza nel e con il pianeta non solo è possibile ma oggi più che mai è anche indispensabile, unico modo per prevenire le guerre ed evitarne le catastrofiche conseguenze.

SABATO ANCHE LA CONFERENZA SU EUROPA E MEDITERRANEO

Per questo motivo abbiamo caratterizzato l’appello di convocazione “Contro la violenza e l’indifferenza per fermare le guerre, le stragi e i violenti; contrastare le idee e le politiche che alimentano le paure e le divisioni; gettare le basi per una società di pace” . Sappiamo che da sempre la Marcia per la Pace corre il rischio di ridursi ad uno stanco rituale e che non basta percorrere il tragitto da Perugia ad Assisi per contrastare l’odierna deriva violenta e di imbarbarimento dei tessuti sociali e delle relazioni umane, ma continuiamo ad essere certi del grande valore che ha il ritrovarsi insieme, diversi per età, razza, genere, credo politico e religioso, ad affermare e ricordare con forza al mondo che un’altra strada è possibile, che è possibile abbattere i muri dell’indifferenza, della rassegnazione e della disinformazione perché sia ben visibile la nostra indignazione e il nostro rifiuto per ciò che quotidianamente dipinge a lutto il nostro pianeta insieme al nostro impegno quotidiano per la trasformazione della società “globale” attraverso la pace, l’accoglienza, la solidarietà, il dialogo e la condivisione.

IL MESSAGGIO DI MATTARELLA

Già dal giorno dopo la Marcia, come per ogni Marcia in questi 55 anni, coloro che vorranno continuare a condividere insieme a noi un impegno serio, consapevole e quotidiano per la costruzione della pace attraverso azioni concrete, piccole e grandi ma tutte di grande valore, potranno trovarci nelle migliaia di circoli in tutta Italia che insieme alle bandiere che contraddistinguono le nostre organizzazioni, dall’Arci alle Acli, da Legambiente alla Cgil, dalle Reti degli studenti alle principali Ong che si occupano di cooperazione internazionale e a tante altre organizzazioni espongono nelle loro sedi quella bandiera arcobaleno che rappresenta l’immagine più bella dell’eredità che Aldo Capitini ci ha lasciato: un drappo multicolore ancora oggi conservato a pochi chilometri da Perugia, a Collevalenza, vicino a Todi: c’è bisogno ogni giorno del lavoro di tutti.

*Responsabile Pace, solidarietà e cooperazione Arci Umbria

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.