di Nico Nunzi*
La vita di ognuno di noi è segnata da scelte che poi, inevitabilmente, condizioneranno il nostro destino. Se si ha la fortuna di poter scegliere credo si debbano mettere sul piatto della bilancia i pro e i contro di una decisione che coinvolge, anzi sconvolge, tutto il tuo mondo, i tuoi affetti più cari, il tuo vivere quotidiano.
La domanda a cui dare una risposta è: perché dovrei ricandidarmi a Sindaco?
Ho ricoperto il mio mandato in anni difficili, complicati, e malgrado ciò penso di aver tenuto fede a quanto promesso nell’introduzione del nostro programma elettorale: «…I prossimi cinque anni ci vedranno protagonisti della più grande crescita nel tessuto sociale del nostro territorio. Dopo esserci prodigati per uno sviluppo organico delle opere pubbliche è arrivato il momento di far crescere ed estendere l’idea di una nuova Otricoli, tesa alla crescita del turismo e dello sviluppo urbanistico…».
Oltre 5 milioni di euro in opere pubbliche investiti e soprattutto una ritrovata energia positiva, idee nuove, collaborazione massima, coesione sociale e armonia di intenti sono il lascito di un gruppo di lavoro giovane e preparato che ho avuto il privilegio di guidare. Se dovessi basare la mia scelta solo sull’operato dell’amministrazione non avrei dubbi, e sono sicuro non ne avrebbe la stragrande maggioranza di voi a sceglierci di nuovo.
Quando però una scelta è così importante i fattori sono molteplici, e non ci si deve chiedere come è stato fare il sindaco ma bensì, come sarà farlo nei prossimi anni?
La prima cosa che mi viene in mente pensando ad una possibile ricandidatura è la campagna elettorale. Nel 2009 sono stato offeso e con me sono stati tirati dentro, in un vortice di cattiveria mista ad ignoranza e poca lungimiranza, le persone che mi hanno accompagnato in questa avventura, la mia famiglia, i miei affetti più cari. Negli anni questa cattiveria, da parte di alcuni, si è trasformata in invidia, infamia personale, costringendomi a perseguire le vie legali per difendere l’operato di una amministrazione che ha fatto della trasparenza e dell’impegno quotidiano al servizio dei cittadini il proprio punto di forza. Ho sempre risposto con l’integrità morale e la forza delle idee, nella consapevolezza che nella vita l’onestà ed il lavoro pagano sempre.
Questi personaggi hanno provato a sporcare non solo il mio nome ma quello di tutte le persone di buona volontà che lavorano attraverso il volontariato, l’impegno civile, l’attaccamento alla propria terra e di conseguenza con il loro operato, denigrano tutta la nostra Otricoli.
Se ripenso a quindici anni fa quando ho iniziato la mia avventura, vedo oggi un paese più unito, scevro da dinamiche politiche che, a parte i casi isolati che ho sopra menzionato, non hanno più ragione di esistere.
Un sindaco ha il dovere di ascoltare, capire, risolvere, tre verbi che i ‘nostri’ politici non hanno più da tempo nel loro vocabolario. Spero che chi ci governa torni a guardare negli occhi la propria gente per proteggerla da un sistema che la sta schiacciando. Ho perso fiducia in uno Stato che obbliga un comune virtuoso come il nostro ad un aumento indecente della pressione fiscale non lasciando risorse sui territori. Il ruolo dell’amministrazione locale è sempre più ridotto ad essere di esattore conto terzi di un governo nazionale o regionale, che ci usurpa servizi primari (idrico, nettezza urbana, spazzamento), lasciandoci inermi di fronte alle problematiche sociali legate ad un costo della vita divenuto insostenibile per larga parte della nostra gente.
Caricarsi sulle spalle tutti i giorni il peso di problemi, che il più delle volte non puoi gestire in autonomia, significa portarsi questo fardello nella propria quotidianità, nel proprio mondo, nella propria vita, sempre.
Dopo quindici anni spesi in vari ruoli e soprattutto dopo cinque anni da sindaco credo di non avere più lo slancio, la voglia, l’energia di rimettermi in gioco. La sconfitta per me più grande sarebbe far passare l’idea che in qualche modo io sia corresponsabile di un sistema che ha ridotto la nostra Italia, l’Italia dei cesari, del risorgimento, del boom economico, ad essere ‘guidata’ da vecchi burocrati o da marziani idealisti, derisa agli occhi del mondo e ridicolizzata da una classe dirigente inetta ed inadeguata. In un paese dove tutti sono incollati alla poltrona e qualcuno la vede solo come trampolino di lancio per futuri incarichi, io lascio, sperando che chi prenderà il mio posto abbia la forza e l’onestà per continuare a far crescere la nostra Otricoli con la mia stessa attitudine al lavoro ma con ancora più lungimiranza per provare a cambiare il sistema dall’interno.
Sono orgoglioso di lasciargli un Comune coeso, con un bilancio sano e alcune opere pubbliche già finanziate, per proseguire serenamente in un percorso di sviluppo territoriale già avviato e che ci vede ormai protagonisti indiscussi di un rilancio avvenuto in anni di duro lavoro che hanno prodotto una nuova Otricoli, fiera del suo glorioso passato e pronta per le sfide del futuro.
La forza delle idee è stata e dovrà essere in futuro ciò che farà la differenza come lo sono state in questi anni le menti illuminate con cui ho avuto il piacere di collaborare.
Abbraccio idealmente tutte le persone che hanno condiviso con me anche solo un giorno di questo lungo percorso. Sono stati anni intensi (quanto lavoro dietro ogni singolo risultato!!), entusiasmanti (se ripenso alle luci dei campi di S. Severino e delle mura castellane di Poggio che si accendono, ad Ocriculum tornato a risplendere di luce propria!!), ma anche difficili (come dare risposte ai bisogni primari di famiglie in difficoltà??) e a volte tristi (Daniele sarai sempre con noi).
Chiuderò da dopo le elezioni la mia esperienza come primo cittadino ma sarò pronto a fare il mio, indipendentemente dal ruolo, per il bene della nostra comunità e per il rispetto che ho sempre avuto per le persone con le quali ho condiviso tanto e che non hanno mai chiesto in cambio nulla.
Sarò sempre ‘insieme per continuare a crescere’ con chi, senza individualismi sterili e personalismi, vorrà lavorare per sviluppare, con idee concrete e innovative, un diverso modo di approcciare il bene pubblico e l’interesse generale. Tutti dovremmo chiederci cosa potremmo fare per gli altri, servono persone che abbiano voglia di mettersi in gioco senza preconcetti, come io lo ero nel 1999.
Da giugno quella che è stata la frase finale della mia campagna elettorale cinque anni fa, sarà la mia guida per gli anni a venire: «Una persona non si giudica per cosa fa, ma per come lo fa, non si giudica per ciò che dice o promette, ma per ciò che dimostra ed ha dimostrato nella vita e nel lavoro».
*Sindaco di Otricoli
