
di Wladimiro Boccali*
La nomina di nove nuovi sottosegretari non può lasciare indifferente le coscienze, soprattutto in un periodo particolarmente difficile per l’Italia e per gli italiani. E’ chiaro a tutti, e per stessa ammissione del presidente del Consiglio Berlusconi, che la nomina dei sottosegretari è funzionale esclusivamente al proseguimento dell’attività di governo. E già questo è un fatto su cui si potrebbe discutere molto. Perché se un governo non è in grado di mantenere la maggioranza, ha l’obbligo morale di dimettersi.
Provvedimento indecoroso Ma ciò che ritengo ancor più indecoroso è che il provvedimento arrivi in una fase economica dell’Italia particolarmente travagliata, in cui l’economia è ferma, la disoccupazione in forte crescita, la pressione fiscale pure, i lavoratori o vengono licenziati o posti in cassa integrazione; in cui i fondi per welfare, istruzione e cultura sono stati decurtati indiscriminatamente, i pensionati sono in grande difficoltà e i giovani non vedono un futuro davanti a loro.
Non si guarda alle urgenze Il governo Berlusconi di fronte a uno scenario così negativo, si appresta a varare una nuova pesante finanziaria per i cittadini e a «premiare» la fedeltà di chi nel 2008 è stato eletto con il Pdl, nel 2010 è passato con Fini, per tornare appena tre mesi dopo con Berlusconi. Un governo che vara leggi «ad personam», che non lavora alle urgenze, quelle vere, del paese.
Ignorati i contribuenti onesti Un esecutivo che è stato capace di far rientrare capitali dall’estero tassandoli solo del 4%, quando a tutti gli italiani vengono chiesti dei sacrifici ben superiori; e che continua a ignorare le problematiche di tutti quei contribuenti onesti che faticano ad arrivare a fine mese. Che governa a vista, senza una strategia precisa, come dimostra il decreto sullo sviluppo che prevede, se confermato, la concessione delle spiagge ai privati per 90 anni. Un provvedimento su cui la Commissione europea già si è pronunciata dicendosi «molto sorpresa, perché non sarebbe conforme con le regole del mercato unico europeo».
Le ricadute sugli enti locali Una politica che ricade tutta sugli enti locali che già con l’ultima manovra finanziaria sono stati chiamati a razionalizzare oltremodo spese e risorse. Peccato però che il governo centrale non faccia altrettanto. Vale la pena ricordare, infatti, che mentre crescono spesa corrente e indebitamento dell’amministrazione centrale, calano spesa corrente e indebitamento di Regioni ed enti locali. E Perugia è fra le amministrazioni più virtuose, che ha un bilancio sano e che ha rispettato il Patto di stabilità.
Sprecate risorse preziose E ora la nomina di 9 sottosegretari aggiuntivi graverà ulteriormente sulle tasche dei cittadini perché quelle risorse saranno sottratte a settori strategici del nostro vivere, come cultura e sociale. Qualche sottosegretario in meno, infatti, avrebbe potuto significare la sopravvivenza di alcune scuole o assicurare il lavoro a un lavoratore precario. Risorse preziose in tempi di magra che potevano essere destinate alla sicurezza, al sociale, agli anziani più bisognosi, alle famiglie disagiate, ai poveri, a evitare che si debbano applicare ticket alla sanità. Perché le risorse ora assegnate ai sottosegretari prima non c’erano per le vere necessità del paese?
*Sindaco di Perugia
