Durante l’intervento tenuto oggi in aula, il senatore del partito Democratico Walter Verini ha criticato la recente manovra finanziaria, definendola priva di misure concrete per il lavoro e il sociale. Secondo Verini, il provvedimento è caratterizzato da «mance e mancette», mentre settori fondamentali come cultura, formazione e ricerca subiscono significativi tagli.

Il senatore ha inoltre sollevato preoccupazioni riguardo alla giustizia e alla sicurezza, evidenziando l’assenza di strategie efficaci per affrontare il sovraffollamento carcerario e il bisogno di un incremento reale del personale di polizia. Ha descritto l’approccio del governo come «carcerocentrico e vendicativo», contrario ai principi di recupero e reinserimento sociale.

Verini ha evidenziato come l’immagine del Papa che visita Rebibbia, davanti a un ministro della Giustizia, rappresenti «il fallimento di una politica che ha reso le carceri italiane una vergogna nazionale, con un preoccupante aumento dei suicidi tra i detenuti». Ha denunciato «la mancanza di interventi significativi per migliorare le condizioni carcerarie e ha messo in discussione l’efficacia delle politiche di sicurezza del governo, definendole come mera propaganda».

In conclusione del suo intervento senatore Verini ha inoltre ribadito che «la manovra non affronta le reali problematiche del Paese, mortificando il Parlamento e l’azione di governo, e ha sollecitato un impegno maggiore per politiche sociali efficaci e una giustizia più giusta e davvero garantista». Il parlamentare Pd ha infine lanciato un allarme per «l’inadeguatezza del governo anche nel campo della sicurezza informatica e della cybersicurezza, minacciate da mafie, terrorismi, potenze straniere».

«In particolare sulla giustizia – ha dichiarato – invece di proseguire il lavoro di riforma per una giustizia più efficiente, più veloce, più giusta, si è scelta la linea dello scontro, dell’attacco alla magistratura ritardato interventi per il rinnovamento tecnologico e il processo telematico. La sicurezza per il governo è solo propaganda»

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