L’Umbria ha smesso da anni di progettare il proprio futuro. Walter Ceccarini su Passaggi Magazine prova ad aprire il dibattito su quale identità, attraverso la programmazione, potrà avere la regione nel 2050.
SVOLTA NELLA SCIENZA SUL RAPPORTO TRA INQUINAMENTO E RISCALDAMENTO CLIMATICO
L’autore in particolare si domanda «in quale documento attuale si può ritrovare uno sforzo di analisi della situazione economica e sociale tale da definire un’idea generale del futuro della nostra Regione e del suo territorio (tipo: l’Umbria, cuore verde d’Italia, prima Regione decarbonizzata d’Europa. È troppo?) nel contesto nazionale e non solo? Da quanto tempo non c’è un confronto su un elaborato che parli di governo del territorio, di riqualificazione delle città, di consumo del suolo, della indispensabile transizione energetica? (A tal proposito, che fine ha fatto il più volte annunciato Piano Paesaggistico?)». CONTINUA A LEGGERE
