di Mario Mariano
Non tutti gli 0-0 sono uguali. C’é quello con il Prato, una squadra in flessione, ma ugualmente con tante palle goal create; e poi c’é questo pareggio con il Benevento che conferma come nel calcio per uscire dalla crisi occorra una sola medicina: i tre punti. Salvo che questa volta le recriminazioni sono ridotte ai minimi termini, perché nel bel mezzo c’é stata la scoppola di Pisa con conseguenze annesse. La più evidente delle conseguenze è la paura che sta bloccando la squadra, in crisi di gioco, di lucidità, a metà strada tra il provare ad osare e lo starsene guardinga a tamponare lo spavaldo Benevento di Brini che, nel mezzo del campo, trova spazi ampi, come pure, per la verità era capitato al Prato. L’ autostima, che era la peculiarità più evidente nelle domeniche delle vacche grasse, si é notevolmente abbassata, e lo stesso Camplone , reattivo,e a volte perfino grintoso, in panchina ha dato l’impressione di non sapere come turare la falle.
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I tanti “se” Se Filipe é rimasto in campo fino in fondo, nonostante una prestazione non all’altezza, una ragione ci sarà, e cioè che Carcione, già in affanno nelle due precedenti uscite, non garantisce qualcosa di meglio. Se Sanseverino resta in panchina é molto probabile che voglia dire che anche lui non riesce a trovare il ritmo giusto , ed allora é legittimo chiedersi se davvero fino ad ora i rinforzi di gennaio si sono rivelati tali, se ‘il problema del terzino sinistro’ ha trovato una soluzione, o é rimasto tutto come prima quando le cose giravano per il giusto verso, ma ugualmente qualche magagna appariva evidente. Se il punto contro i campani é da considerarsi “utile” ai fini del risultato finale lo sapremo domenica pomeriggio sintonizzandosi sulla trasferta del Frosinone a Pontedera. Se i punti di distacco dovessero essere sempre tre, si é ancora in tempo a soffermarsi sul fatto che gli uomini di Stellone debbono fermarsi per un turno e che all’ultima di campionato devono scendere al Curi. In ogni caso la gestione della crisi non é facile; di solito si spedisce la squadra in ritiro (Gaucci era ultra convinto che funzionavano, ma non é matematico) e si da inizio ai dibattiti. Ma anche quelli servono a poco, specie se proseguirà la via del silenzio. La sensazione é che a questo punto ci sarebbero volute forze fresche, ma anche Hanty, se si toglie un salvataggio in difesa, poco ha combinato.E allora si torna al punto di partenza, i rinforzi -per ora- non ci sono stati. A Camplone spetta di fare la mossa giusta: proponga lui la soluzione, provi a non subirla.
Koprivec :Doveva discolparsi dopo Pisa e ci é riuscito.Motivato e concentrato, ha salvato sia su avversari, che compagni( vero Scognamiglio?). La ripartenza deve avvenire da chi ha più esperienza.Voto: 6.5
Comotto : Destra o sinistra per lui cambia poco. Ci mette il temperamento ed il coraggio di far soccorre un avversario a terra, pur sapendo che avrebbe preso una valanga di fischi dai tifosi che sollecitavano a giocare. La lealtà va sempre incoraggiata.Voto: 6.5
Massoni : É ancora con la testa a Pisa, tra i più spaesati e fuori forma, meriterebbe di fermarsi a riflettere un pó. Da punto di forza a punto debole il cambiamento é stato repentino.Voto: 5
Scognamiglio :Ha il merito di riscattare qualche incertezza iniziale, la sua condizione é ottimale, il temperamento lo salva sempre.Voto: 6+
Sini :Remissivo, attendista, non chiude, né si propone, commentando anche errori evitabili. Il momento ‘no’ della squadre evidenzia le sue pecche magari solo di gioventú.Voto:5 (dal 34 St. Henty, si a trovare davanti a Koprivec per allontanare un cross pericoloso Voto: ng)
Moscati: Sull’ impegno nulla da eccepire, ma anche lui, che pure corre a destra e manca, gioca in maniera individualistica, come a voler dire, ” io il mio lo faccio”. Eravamo abituati a ben altro.voto : 6
Filipe : la sintesi non é nostra e non vogliamo prendercene il merito: “ha sempre giocato così, solo che la squadra si esprimeva in altro modo e pure il suo compito riportava a casa la sufficienza”.Di fatto timbra il cartellino, ma limitandosi solo a quello.Voto :5-
Nicco: Un tempo per accendere i motori, un altro a tutto regime, ma intestardendosi a voler fare tutto da solo. Certe discese con finalizzazione tentare il tiro, riuscivano solo a Baggio e Mradona.voto: 5.5
Mazzeo: Lenta la manovra, difficoltà di trovare una zona di campo dove rendersi utile, senza contare che getta al vento anche i calci piazzati, che un tempo erano la sua specialità.Voto: 5.5
Eusepi: Lodevole il fatto che giochi seppure con i postumi dell’infortunio di Pisa, apprezzabile che provi a far salire la squadra, battagliando e sgomitando, ma poi si torna alla coperta che se serve a coprire i piedi, lascia sguarnita la testa.La lucidità con la fatica non va d’accordo.voto: 5.5
Sprocati: supponente come non mai, vorrebbe spaccare il mondo e unisce per consegnare il pallone agli avversari.Voto: 5
Fabinho: Torna ad essere il cugino di Ayres, quello travolgente di quasi tutto il campionato.Qualche spunto, ma sopratutto, perché cambiare corsia quando Som sembrava molto più in difficoltà di Celiak? Il cambio di fascia non deve essere un rito, ma una risorsa.Voto: 5.5
Camplone: A lui il compito di risolvere il cruciverba, di riportare in quota la squadra, restituendo fiducia nel gioco. Smentisca con i fatti che anche lui vive un periodo di involuzione. Anni ed anni di serie A da calciatore, un ambiente ancora gestibile, con tifosi disposti a fiancheggiare la squadra anche in tempi di crisi, vanno mesi ora a frutto.Voto: 5.5
