Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un geometra della Provincia di Perugia indirizzata al presidente Nando Mismetti sulla difficile situazione dell’ente

Preg.mo Presidente Nando Mismetti,
la Provincia di Perugia ha rappresentato per 30 anni non solo il luogo in cui svolgere la mia professione, ma è stato per certi versi una seconda casa, l’occasione per crescere come uomo nel confronto quotidiano con i cittadini e con i colleghi. L’amarezza di assistere al declino di un ente divenuto capro espiatorio del sistema del pubblico impiego e dei suoi, in parte veri, vizi, non cancella tuttavia una storia che mi appartiene e la responsabilità che da essa deriva.

In questi anni ho avuto l’onore e l’onere di guidare come responsabile di ufficio colleghi e colleghe che ogni giorno si impegnano per dare al cittadino servizi fondamentali. Il servizio controllo e costruzioni, va anche detto, rappresenta nell’economia dell’ente, e per gli effetti, in quella della provincia, un volano per l’economia, legata ancora oggi al settore delle costruzioni. I tumulti di questi giorni hanno prodotto effetti di cui vanno valutate le conseguenze.

Questa mattina, con lettera del direttore generale, sono state azzerate tutte le posizioni organizzative dell’ente con l’obiettivo di razionalizzare e tagliare i costi del personale. Questo, come sottolineato dallo stesso direttore, produrrà problemi e disservizi che, aggiungo io, pagheranno soprattutto i cittadini, essendo gli sportelli e gli uffici privi del responsabile del procedimento, figura individuata dalla legge come fondamentale.

Premesso che una posizione organizzativa garantisce al dipendente un salario accessorio che si aggira intorno ai 300 € al mese (lontano dalle cifre cui i più pensano), a fronte di responsabilità rilevanti, mi faccio portatore di una proposta: vengano attribuiti gli incarichi di posizioni organizzative azzerando i compensi. Quello che va ricostruito è il rapporto di fiducia fra cittadino e istituzioni, fra cittadino e pubblico impiego, deteriorato da anni di mal costume. Ma non si cambia il sentimento comune con la parole, servono gesti ed esempi concreti. Io sono pronto a fare la mia parte.

Sono pronto a garantire servizi e prestazioni facendomi carico di responsabilità senza compenso relativo, comprendendo la difficoltà che attraversiamo ma soprattutto immaginando il danno che potrebbe derivare alla società da alcune scelte. Lancio questa sfida a tutti i colleghi e alle colleghe che hanno una posizione organizzativa. Abbattimo il pregiudizio dando noi per primi l’esempio.

Distinti saluti
Geom. Claudio Serafini

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