di Fabio Narciso*
Vorrei esprimere alcune considerazioni in merito alle recenti dichiarazioni del presidente Inps, dottor Antonio Mastropasqua sulla cancellazione degli ‘enti inutili’ e sulla scarsa efficienza dei servizi pubblici per l’impiego.
Dopo aver toccato con mano i fallimenti della recente ‘riforma Fornero’ certificati dai dati dei monitoraggi sugli effetti a breve nel mercato del lavoro, è certo che sul fronte delle politiche del lavoro in Italia si spende ancora troppo poco in politiche attive e di contro in maniera discutibile in politiche passive. Il sistema va riformato mettendo al centro un pacchetto d’interventi che abbiano come obbiettivo un’integrazione del mondo della scuola, dell’università, della formazione e del lavoro: è necessario potenziare le politiche per l’ orientamento in modo da accompagnare le scelte dei nostri ragazzi e per abbassare un costo sociale e delle famiglie italiane dovuto a scelte errate.
Prendiamo per esempio il mercato del lavoro si è molto parlato del nuovo programma operativo, delle molte risorse che arriveranno dall’Europa sopratutto per i giovani del contratto di apprendistato. Pochi sanno o pochi leggono i recenti rapporti Isfol sull’apprendistato: i 2/3 degli insuccessi nei contratti di apprendistato sono attribuibili agli abbandoni dei giovani ed 1/3 alla responsabilità dell’ impresa. Questa è la chiara dimostrazione che non esistono politiche di orientamento in grado di preparare i ragazzi e le famiglie, ne tantomeno esiste un sistema, come quello tedesco, in grado di integrare scuola e mondo del lavoro.
In questo contesto non condivido la critica fatta dal dottor Mastropasqua sull’efficienza dei centri per l’impiego pubblici. In generale questa critica viene fatta per candidarsi a gestire centralmente i molti finanziamenti europei dati alle politiche attive dall’Europa ed in maniera quantomeno discutibile si ripete la litania della capacità d’intermediazione dei servizi pubblici che invece in realtà è molto diversificata territorialmente. Non viene mai specificato però che i servizi in questione sono, rispetto a quelli europei, di certo più sviluppati dei nostri, molto più giovani : esistono da circa 12 anni ed al contempo sono i meno finanziati d’Europa (attualmente solo con le risorse europee del Fse) con il più basso rapporto tra operatore e disoccupato.
Soprattutto poi sono contenitori che fanno tantissime altre cose, ed in alcune realtà anche molto bene, oltre all’intermediazione che dovrebbero essere valutate e considerate in termini di contributo sostanziale all’occupabilità: come erogare formazione, tirocini, servizi amministrativi, orientamento e non promozione, servizi per la cassa integrazione, servizio collocamento europeo rete Eures, senza specificare che ogni anno accolgono in consulenza milioni di disoccupati ed imprese svolgendo un ruolo sociale.
Per questo motivo la valutazione dell’efficienza deve essere complessiva e non strumentalmente parziale facendosi così carico di vulnus normativi ed inefficienze complessive di un sistema da riformare in diverse delle sue componenti. Consiglierei al dottor Mastropasqua, oltre a lottare per la riduzione degli enti inutili, obiettivo certamente meritevole (alcuni di questi forse potrebbero essere tra le decine che hanno conferito allo stesso presidente degli incarichi) di contribuire alla risoluzione di problemi annosi come quello rappresentato dalla riunificazione delle casse ordinarie con le gestioni separate dei milioni di lavoratori di collaboratori a progetto che oltre a finanziare le casse Inps non vedranno riconosciuta la possibilità di avere la giusta continuità pensionistica e questo potrebbe rappresentare la futura bomba sociale dopo quella già deflagrata degli esodati.
*Membro della Segreteria regionale del Partito Democratico
