di Mario Mariano
Si discuteva, nel campionato che produsse la promozione in Prima Divisione, se il Perugia fosse Clemente-dipendente visto che molti successi di quella stagione vennero firmati da un giocatore di un tasso tecnico superiore per la categoria, capace di essere determinate sia nel creare la superiorità numerica con i suoi assist o i suoi dribbling che nel realizzare goal decisivi. Lo stesso tema si ripropone ora, con Fabinho: se il brasiliano ha la palla tra i piedi è assai più probabile che ci scappi la giocata giusta che l’errore. Fabinho è di livello superiore e sorprende che qualche club di B non abbia fatto l’impossibile per averlo. Averlo confermato è stata una decisione giusta che sta dando i suoi frutti, perché Fabinho si sta rivelando assai più determinante di Clemente, perché due stagioni fa la squadra aveva un’anima e si riusciva a tirar fuori il meglio anche da calciatori che poi si sono perduti.
Fabinho determinante Fabinho è stato determinante in occasione dei due goal che hanno permesso ad un Perugia in superiorità numerica per un’ora di vincere, con un’Aquila che ha ripreso a volare nel secondo tempo proprio perché anche il brasiliano aveva scaricato le pile e stava respirando dopo che per tutto il primo tempo aveva messo la difesa di Pagliari alle corde. A Fabinho a differenza di Clemente manca la lucidità e la freddezza in area di rigore: avesse anche queste qualità potrebbe aspirare a qualsiasi squadra del massimo campionato italiano. La partita con la vice capolista sta in gran parte nel patrimonio di palle goal dilapidato da Eusepi, Insigne e compagnia cantando, oltre che nel fatto che i difensori giocano distanti dai centrocampisti, preferendo stazionare invece che proporsi per il gioco.
Morale Morale: chiudere il primo tempo con un solo goal di scarto obbliga l’Aquila a giocarsi il tutto per tutto, con cambi coraggiosi da parte di Giovanni Pagliari, con risposte dalla panchina di Camplone dettate da motivi contingenti (il goal del pareggio di Triarico) e dal giocare la carta Mazzeo, che diventa decisiva, ma che mantiene intatti gli equivoci di una squadra che solo il mercato di gennaio potrà modellare meglio. Camplone le prova tutte, con una rotazione di pedine che non si capisce bene se motivata dal tentativo di trovare la formula giusta o dalla necessità di tenere compatto il gruppo utilizzando un po’ tutti i componenti la rosa. Un’inversione di tendenza rispetto alla passata stagione. Bastasse una vittoria soffertissima, per decretare la svolta della stagione, il calcio sarebbe materia di facile quadratura del cerchio. Ed invece non è così.
Koprivec Inattivo per oltre i due terzi della partita, e però costretto a tentare l’uscita su Triarico dopo il maldestro tentativo dei suoi compagni di reparto di tutelarlo. Costretto a stare in campana fino all’ultimissimo tuffo, quando se la cava egregiamente per evitare la super-beffa, costretto a chiedere il salvataggio sulla linea a Massoni. Voto: 6.5
Comotto Forse da lui ci si aspetta troppo perché la carriera è quella a tutti nota, e le sue promesse sono state reiterate. Fatto sta che ne combina di frittate e ciambelle mal riuscite, al punto che il palo centrato nella porta amica diventa una sorta di bonus ritenendo che un avversario alle sue spalle era in agguato. Voto: 5-
Massoni Diciamolo chiaro: se arriva alla sufficienza è per il salvataggio finale che lascia respirare tutti ed evita la crisi, perché altrimenti anche lui non combina tantissimo quando la squadra avrebbe dovuto mantenere ben altre distanze tra i reparti. Voto: 6+
Scognamiglio Non arrembante come in altre occasioni, anzi titubante ed approssimativo. Corresponsabile anche lui nelle fasi che portano L’Aquila al pareggio ed a sfiorare il secondo rocambolesco pareggio. Voto: 6
Sini Apprezzabile l’accresciuta intesa con Fabinho e qualche scampolo di lucidità nella ripresa dopo il goal di Triarico. Ma anche lui deve trovare continuità. Voto: 6
Nicco Esce a sorpresa, perché fino alla sostituzione tiene in piedi la squadra assieme a Fabinho. Fa legna, corre per due, dispensa assist. Gli manca solo il goal, ma almeno ci prova anche se la mira non è quella giusta. Voto: 7 (dal 32’ st Vitofrancesco Inevitabile che gli toccasse la panchina dopo tanti cambiamenti di ruolo, fa il suo con tutte le attenuanti del caso visto che non si capisce se è un jolly prezioso o un tappabuchi. Voto: ng)
Filipe Ha perduto lo smalto delle settimane scorse, rischia di meno, si limita al compitino. Da capire se il calo è legato a ragioni fisiche o al fatto che la squadra non ha una identità tattica collaudata. Voto: 6- (dal 32’ st Mazzeo Il goal pesante ha il suo peso, è una rete da uno che ha estro e che aveva bisogno di riappropriarsi della benevolenza dei tifosi. Voto: 7)
Moscati Corre troppo, ed è in quel troppo che occorre intervenire. Segno che va in zone dove non dovrebbe andare e che poi lo portano a errori anche grossolani. Ma la generosità specie in giornate dove altri fanno poco, va apprezzata. Voto: 6
Insigne Non inquadra la porta, non ha continuità e forza nei garretti. Gli viene concessa fiducia, ma non vorremmo che gli pesi troppo il cognome che porta e che inevitabilmente induce tutti a fare confronti con il fratello. Voto: 5+ (dal 18’ st Sprocati Non entra in partita, finisce per lottare contro gli avversari e contro il suo fantasma, in area di rigore si perde come un calciatore dilettante. Voto: 5.5)
Eusepi Questa storia di sottrarsi al tiro quando ha lo specchio della porta spalancato deve avere una spiegazione di carattere psicologico. L’altruismo è sempre una qualità, ma gli eccessi non vanno mai bene. Avrebbe dovuto mettere al sicuro il risultato, ed il rigore trasformato basta solo per raggiungere la sufficienza. Voto: 6
Fabinho Scrugli, il difensore che lo ha marcato, avrà avuto un attacco di vertigini. Gioca una quantità incredibile di palloni nel primo tempo e dà il via all’azione che porta al goal del successo. Voto: 7+
Camplone I santi in Paradiso che aveva detto di non avere, lo cercano e lo aiutano ad uscire da una situazione complicata. Non dà mai l’impressione che creda nei cambi, ma stavolta Mazzeo lo smentisce. Che sia il goal della svolta a restituirgli serenità? Auguri. Voto: 6
