Mario Mariano

.di Mario Mariano

Le motivazioni fanno grandi i calciatori del Parma fallito e retrocesso da mesi per battere la Juventus; sempre gli stimoli sono stati alla base della grande stagione del Carpi, dominatrice assoluta del campionato cadetto. Rimpicciolitisi quelli, è stato evidente che il Perugia abbia avuto da assolvere a questi compiti non propriamente scontati: 1) sbloccare il risultato; 2) chiudere prima possibile la partita; 3) contenere il possibile ritorno del Carpi. Missione compiuta in sette minuti e poi, con una ripresa meno aggressiva, è stato mantenuto il doppio vantaggio. Ora si può meglio apprezzare il pareggio di Pescara, quel goal di Goldaniga del 2-2 finale che ha inciso per guadagnare i playoff con una settimana d’anticipo. Il Carpi ha fatto del suo meglio, ma con le motivazioni già in vacanza, può considerarsi fortunato a non aver subito una valanga di goal.

Perugia-Carpi: la cronaca – Fotogallery del match – Fotogallery lo spettacolo della Nord

Chiara è stata l’impressione che Camplone abbia chiesto ai suoi nella ripresa di controllare le operazioni di gioco senza affondare. Sette minuti giocati a ritmo elevatissimo hanno messo ko la super capolista che, Ardemagni prima e Falcinelli poi, hanno messo al tappeto con due reti molto ben preparate e meglio realizzate. Valerio Verre è stato protagonista di una discesa a velocità elevatissima come gli riusciva nelle prima di campionato. Il Carpi non è riuscito a ricompattarsi nel primo tempo e nella ripresa ha pure provato a stringere i tempi traendo giovamento dalle forze fresche e da uno schieramento che ha accorciato gli spazi tra i reparti.

Interviste: gioia di Camplone

Camplone ha tirato fuori dal cilindro un 4-3-3 sia per affrontare l’emergenza legata alle squalifiche di Comotto e Goldaniga, sia per voler concedere un turno di risposò a Mantovani e Lanzafame, che magari avrebbero giocato volentieri la partita che ha fruttato i playoff. Camplone conosce meglio di tutti la situazione e il suo metro di giudizio non può essere quello della critica o dei tifosi, che non hanno certo riservato a Fabinho la stessa ovazione attribuita invece a Verre. Ma tant’è, il risultato conseguito è già importantissimo e premia il lavoro di società, tecnico e squadra. Risultato conseguito da neopromossa, con nessuna esperienza nella cadetteria. La svolta la campagna di rafforzamento di gennaio, inversione di passo in virtù dell’arrivo di calciatori esperti che hanno dato un apporto decisivo per la salvezza prima e per i playoff dopo.

Timeline: tutto il campionato dei Grifoni in un minuto

Pagellone interattivo il miglior Grifone

Koprivec: Pochi brividi ed una parata gli valgono una sufficienza piena. Voto: 6.5

Faraoni: Alzarsi o abbassarsi per lui poca differenza fa, tampona e si lancia per il cross con uguale attitudine. Voto: 6.5

Giacomazzi: Il Carpi organizza qualche azione nella ripresa e lui è un maestro ad abbassare i ritmi. Voto: 6+

Hegazy: Non perde mai la testa, consapevole dei suoi mezzi. La sua fisicità tornerà utile anche nei playoff. Voto: 6.5

Crescenzi: Già a Pescara era apparso in ripresa, si ripete, adattandosi anche come esterno basso del nuovo modulo, carpendo all’avversario anche palloni aerei. Voto: 6.5

Rizzo: Camplone lo ha voluto recuperare evidentemente per utilizzarlo nei playoff. Non forza quasi mai il ritmo, ma se perde un pallone si ingegna per recuperarlo. Voto: 6

Fossati: C’è già chi preconizza per lui un futuro in A in grandi club. Sarà così, ma fossimo in lui e nel suo procuratore non trascureremmo Perugia, in qualsiasi serie. Meglio primo in provincia che panchinaro in una big. Voto: 7

Verre: Il migliore e non solo per quella travolgente discesa del primo goal, quella resta negli occhi, ma anche per tante altre giocate quando lo lasciano scorrazzare senza opporgli resistenza. Voto: 7.5 (dal 40′ st Nielsen: voto ng)

Falcinelli: Tra i misteri della stagione ci va messa una ritrovata grinta una volta arrivato Ardemagni. Lavora a tutto campo, in aiuto di tutti, anche dei difensori, ma poi confeziona anche la ciliegina, la numero 14 e i giochi non sono ancora finiti. Voto: 7

Ardemagni: Ha dato peso non solo all’attacco ma a tutta la squadra. Quella fisicità che mancava è stata colmata dal suo arrivo, il mestiere e la voglia di volersi fermare in un club per più di un anno hanno fatto il resto. Voto: 7 (33′ st Fazzi: un “giallo” in un finale di partita che non è sembrato tesissimo. Voto: ng)

Fabinho: Di solito giocando si trova la forma, ma il brasiliano fa eccezione. Vorrà sorprendere tutti ai playoff? Certo, Camplone gli ha accordato tanta fiducia. Voto: 6 (29′ st Parigini: vorrebbe arrotondare il bottino, ma il Carpi non ci sta a subire una disfatta. Voto: ng)

Camplone: Un grande traguardo per chi un certo martedì sarebbe dovuto tornarsene a casa. Salvatosi per il rotto della cuffia, si è tolto più di un sassolino dalle scarpe. Il più difficile viene sempre dopo, ma a lui la gestione delle cose facili non sembra piacergli. Voto: 7

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