Perugia Pride Village

di Roberto Mauri

Gli orologi avevano da poco passato la mezzanotte quando sul palco allestito al Frontone per la finale di Miss Drag Queen Umbria calava il sipario. Era la notte di domenica 28 giugno e con la competizione fra Drag, si chiudeva anche la terza edizione del Perugia Pride Village. Un evento che ha qualcosa di incredibile, capace di attrarre alcune migliaia di persone in due giorni. E persone diverse, persone non necessariamente interne alla comunità lgbt umbra. Nel corso della serata di chiusura dal palco qualcuno saluta il pubblico e immediatamente si alza uno sventolio di mani. Nikita, la madrina del concorso Miss Drag Queen Umbria, chiede quanti siano i gay presenti, quante le lesbiche, quante le persone transessuali o bisessuali. Il pubblico risponde con applausi tiepidi. Poi però, quando chiede se per caso ci fosse qualche etero intelligente, il pubblico si alza, l’applauso è fragoroso e il desiderio di far sentire che la comunità lgbt umbra è sostenuta anche dall’esterno si fa palpabile, è impossibile non notarlo. I diritti lgbt sono di tutti e al Perugia Pride Village si sente.

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Non solo unioni civili D’altra parte il giorno precedente nel corso del dibattito sull’estensione dei diritti matrimoniali anche alle persone gay e lesbiche il tema era già venuto fuori. Lucia Caponera, di Arcilesbica, aveva sottolineato che la battaglia per il matrimonio egualitario appartiene a tutta la società, non ha a che fare solo con alcune minoranze. La senatrice Cirinnà a sua volta lo conferma anche nel video disponibile su Umbria24 aggiunge che arrivare al riconoscimento delle unioni di fatto è il passo intermedio prima di riprendere la lotta e puntare verso lo stesso matrimonio per tutti.

Uguaglianza e felicità

Circa tremila persone in due giorni Il Perugia Pride Village chiude in una calda notte d’estate e archivia una fatica organizzativa che è iniziata a settembre. Poche decine di volontari si sono distribuiti i compiti, si sono assunti delle responsabilità, hanno svolto il loro dovere con dedizione e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Circa tremila persone sono transitate dai Giardini del Frontone nei due giorni del Pride. Oltre venti le associazioni presenti: c’erano quelle degli studenti universitari, e quelle di volontariato internazionale, associazioni animaliste e gruppi per la difesa dei diritti delle donne, erano presenti alcuni partiti politici, sindacati e poi famiglie con bambini, persone anziane… C’erano diverse associazioni della galassia lgbt: da Famiglie Arcobaleno, che con Omphalos ha organizzato il Perugia Pride Village, a Esedomani di Terni fino ad Agedo, l’associazione di genitori e amici di omosessuali.

Fotogallery: la prima serata

Fotogallery: il secondo coloratissimo giorno

Matrimonio e famiglie omogenitoriali «Il nostro obiettivo – spiega Emidio Albertini, co-presidente di Omphalos – è portare le nostre istanze sotto gli occhi di tutti. Vogliamo offrire alla gente comune la possibilità di notare che quando chiediamo di poterci sposare, pretendiamo un semplice diritto riconosciuto a tutti gli altri. Quando chiediamo che si riconoscano le nostre famiglie, miriamo solo a tutelare delle cose che esistono già, non degli artifici teorici». E la risposta della gente di Perugia c’è ed è buona. Nonostante il sole a picco del pieno pomeriggio ad entrambi i dibattiti si sono contate un centinaio di presenze eppure la conversazione è durata un paio di ore senza che nessuno se ne andasse prima della fine. «Forse ora sarà un po’ più chiaro per tutti – aggiunge Patrizia Stefani, co-presidente di Omphalos – che le nostre priorità sono due: riconoscimento dei diritti matrimoniali e tutela delle nostre famiglie. Ovviamente questo passa attraverso la lotta all’omofobia che è indispensabile e senza la quale non potremo mai arrivare a nessun risultato».

Fotogallery: Miss Drag Queen

Un film, un corto, una birra e tanta musica Ma il Perugia Pride Village è stato anche un momento di aggregazione, di svago, di divertimento. La sera di sabato il Frontone era gremito per la proiezione del film “Pride” e poco prima del film è stato proiettato un cortometraggio realizzato dal Gruppo Giovani di Omphalos in cui si smontano uno per uno tutti gli stereotipi legati all’omosessualità, proprio un “Kit di sopravvivenza contro l’omofobia”. E un paio di ore prima, il pubblico del Pride, aveva già goduto di uno spettacolo bellissimo: alla fine del dibattito sulle famiglie omogenitoriali, senza annunci in pompa magna e senza tante cerimonie, la P-Funking Band è entrata ai Giardini del Frontone suonando. Hanno raggiunto l’area dibattiti, nei pressi dello schermo del cinema all’aperto, e si sono esibiti per un’ora e mezza. La gente presente si serrava intorno ai musicisti che nel frattempo eseguivano pezzi funky insieme ai grandi classici della tradizione lgbt. Il loro spettacolo è stato offerto da Ceres, sponsor che Omphalos ha cercato e che ha offerto volentieri l’esibizione della band perugina. Fra l’altro, solo per il Roma Pride e per il Pergugia Pride Village hanno prodotto una birra con un packaging speciale: il collo della bottiglia era circondato da un nastro giallo su cui si leggeva “No alle etichette”. «Ci è piaciuta subito la campagna di Ceres – spiegano i volontari di Ompahlos – ci abbiamo creduto senza discuterne troppo e abbiamo subito richiesto che diventassero lo sponsor del nostro evento». Per la prima volta il Perugia Pride Village ha avuto anche tre media partner. Oltre a Umbria24 che ha offerto ai suoi lettori una copertura del Perugia Pride Village iniziata prima ancora della conferenza stampa di apertura e continuata in tempo reale nei giorni del Pride, i volontari di Omphalos hanno ottenuto la collaborazione di due radio: Max Radio Classic ha offerto una diretta con dj set dalle 19 alle 20.30 di sabato, mentre Radio Radicale ha registrato entrambi i dibattiti e tutti gli interventi del pubblico che sono già fruibili dal loro sito e andranno in onda in differita anche sulle frequenze della stazione.

Video: intervista a Cirinnà

L’impegno di Catiuscia Marini Anche quest’anno ha accettato di essere al Perugia Pride Village la Presidente della Regione, Catiuscia Marini. Intervistata sulle intenzioni della sua giunta al riguardo della legge regionale contro l’omofobia che nella scorsa lagislatura giacque in un cassetto fino a decadere per sempre, la Presidente si è detta determinata a recuperare il testo che fu di Manlio Mariotti e di portarlo in discussione nei mesi che verranno. «Tutto dipenderà dai numeri – ha però spiegato la Marini – voi potete contare sulla mia determinazione personale e sul peso che ho all’interno del mio partito, ma approvare una legge ragionale dipende da quanti consiglieri, al momento giusto, prendono la stessa decisione e votano».

Riconoscenza, entusiasmo e lacrime Sui social dei ragazzi di Omphalos nei giorni immediatamente successivi alla chiusura dell’evento si leggono solo post pieni di entusiasmo. Il Maestro del coro “Omphalos Voices”, Sergio Briziarelli, che si è esibito con due pezzi la sera di domenica – ospite di Miss Drag Queen – propone di organizzare un coro di bambini “arcobaleno”, altri scrivono post di ringraziamento a chi ha lavorato sodo, a chi ha coordinato, organizzato, tessuto la trama di un evento così fortunato, altri ancora dichiarano il proprio orgoglio nel far parte di una associazione come Omphalos. Certo, nei ricordi di tutti forse rimarrà anche la testimonianza di Federica che in coda al dibattito sulle famiglie ha voluto prendere la parola per dire di essere lesbica, di essere serena nella propria pelle e di non potersi immaginare diversa da come è. Ma ha anche ammesso che sua mamma non riesce ad accettare di avere una figlia omosessuale «e io forse non sono una brava figlia per te – ha aggiunto fra le lacrime – però ti voglio bene, mamma, in tutti i casi ti voglio bene».

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