di Mario Mariano

Per spezzare le reni alla Paganese c’è stato bisogno di tirare fuori il meglio da ciascuno, dopo che tanti, troppi, avevano mostrato solo il lato peggiore. Tre reti magistrali ( il rigore non è mai una prodezza) che avrebbero meritato un altro contesto. Ma tant’è. Conta il dipinto e non la cornice. E pazienza se anche il più pessimista dei tifosi del Grifo strada facendo abbia cambiato parere, dimenticando i cattivi pensieri dopo aver assistito ad uno spettacolo di una mediocrità disarmante. I goal rappresentano quello che Lord Brummel  chiamava i dettagli di un abito ben confezionato. Le rifiniture giuste, la scelta dei bottoni. Non solo le conclusioni sono sembrate di alto gradimento, ma anche la fase preparatoria, con Filipe che ha concluso dalla distanza dopo un ripetuto palleggio che ha finito per disorientare la difesa dei campani; con Comotto che –finalmente- si è ricordato di come si calcia un pallone in corsa. Goal d’autore, come quello di Insigne, che deve lavorare sulla continuità, perché due lampi per partita potrebbero essere troppo poco contro avversari di ben altro spessore; goal da manuale come quello di Mazzeo, cui potrebbe anche andare bene la staffetta, se riesce poi a trovare la concentrazione di infilare la porta con tanta frequenza.

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Il primo successo esterno va in archivio proprio con il ritrovato potenziale offensivo di una squadra che non può puntare sul solo Eusepi che fatica ad inquadrare la porta proprio perché costretto a fare kilometri su kilometri. Camplone, che è dotato di un equilibrio per lui persino naturale, saprà cogliere l’esatto valore della prestazione. Che dimostra come anche chi si macchia di errori pesanti riesce persino a rimpicciolirli  dando sfogo al meglio del proprio repertorio. Un meccanismo  psicologico  che è scattato per troppi giocatori, da pensare che si sia trattato solo di un caso. Non sappiamo se ci sia stato qualche collegamento mediatico internazionale  a dare la sveglia, oppure sia bastato la ramanzina di Camplone. Certo è che ha funzionato la consapevolezza di chi, avendo dato poco alla causa, si è saputo riprendere, magari senza gli interessi. Ma quelli serviranno per altri più impegnativi  appuntamenti.     

Koprivec: A voler essere pignoli sul secondo penalty poteva di meglio, il pochissimo lavoro dimostra la scarsa penetrazione della Paganese.Voto:6

Conti: Ha bella corsa e tecnica acquisita in un settore giovanile di grande tradizione, va saputo aspettare. E’ comunque sembrato più in sintonia con i compagni che in un recente passato.Voto:6

Massonni: Protagonista, al di là di un penalty forse generoso, perché i suoi inserimenti in area non sono mai per far numero. E’ tra i più “guardabili” anche nel primo tempo, per numero di interventi e per passaggi ai compagni. Mezzo punto in meno solo per la disattenzione sul rigore della Paganese.Voto:6.5

Scognamiglio: Rispetta la consegna di coprire la zona di competenza, lasciando a Massoni licenza di avanzare. Sparacchia nella ripresa quando –timidamente, molto timidamente- i campani si fanno sotto. Voto:6

Comotto: In affanno per tutto il primo tempo, rimane sempre nella propria metà campo, usando le maniere forti e buscando un “giallo” evitabilissimo. Nel bel mezzo di questa sconcertante prestazione, trova la discesa giusta, la misura dell’assist e da quel momento si trasforma.Voto:6

Insigne: Poche cose ma buone, molto buone. Un goal ed un assist che fanno definire la prestazione la migliore in assoluto da quando è a Perugia, perché ad un attaccante si chiede concretezza.Voto:7- (dal 28 st Sprocati: Partecipa alla goleada, ma entra a giochi fatti. Voto:ng

Moscati: Appartiene alla categoria di quelli che tirano la carretta, di tutto lo si potrà accusare, mai di fare flanella. Lo trovi ovunque e non è che il suo rendimento sia altalenante, è anzi tra i più regolari. Chiedergli di  azzeccare l’ultimo tiro dopo tanto correre, sarebbe stato troppo. Voto:7

Filipe: Ne commette di errori nel primo tempo, in quantità industriale ed è merito di Camplone se lasciandolo in campo ha sperato nel riscatto. Che arriva con un goal che rimpicciolisce gli errori, ma non li cancella del tutto, anche perché a gioco lungo i suoi passaggi sono diventati troppo scontati.Voto:6 +

Nicco: Si carica la squadra sulle spalle nel primo tempo, gioco magari poco appariscente ma utile, a fare legna. A risultato acquisito cresce anche in qualità di interventi. Voto:6.5

Eusepi: Va bene il rigore trasformato, va bene battersi con alterne fortune, ma divorare goal sta diventando una  costante. Voto:6 ( dal 37 st Mazzeo : Se ne va in fuga solitaria, guadagnando attimi decisivi, ma è la conclusione da applaudire.Voto:6.5

Fabinho: Il freddo, il terreno gibboso, la luna di traverso : una serie di fattori che lo riportano sulla normalità senza grandi lampi, quel di più visto nella ripresa gli vale la sufficienza.Voto:6 ( dal 41 st Vitofrancesco: ng

Camplone: Il mister di ghiaccio, la spugna che tutto assorbe incassa una ripresa all’altezza di una squadra capace di esaltarsi sotto rete anche in una partita dai contenuti modesti. Interessanti, molto interessanti gli inserimenti dei difensori e le conclusioni dalla distanza. Alternative obbligatorie, per non caricare tutte le responsabilità su Eusepi. Voto:6.5

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