di Mario Mariano
Per tornare in cima alla classifica c’è voluta sopratutto tanta pazienza. Tutto necessita di tempi di attesa, per avere le pietanze più gustose; c’è voluta una attesa di cottura molto lunga, visto che il Celano, seppure ultimo in classifica, non aveva alcuna intenzione di finire sulla graticola.
Le difficoltà Ha provato a sottrarsi come provano inevitabilmente tutte le squadre deboli: mettendosi con dieci uomini dietro la linea della palla, sperando in una prestazione super dell’ultimo baluardo (Liverani) e nella giornata-no dei frombolieri del Perugia.
I cambi azzeccati Una pazienza lunga 71 minuti, però senza rassegnazione. Battistini ha aspettato che il tran tran durasse poco più di un tempo, senza qualche alchimia tattica non si sarebbe venuto capo di nulla. Occorreva sveltire la manovra, provare a bissare il secondo tempo con il Fano, è cosi è stato grazie a tre cambi che si sono rivelati – ancora una volta – determinanti. Borgese è entrato subito in partita sradicando palloni a centrocampo, inserendosi al meglio in avanti ed insomma facendo tutto benissimo, laddove Carloto balbettava; ma il meglio doveva ancora arrivare: un pimpantissimo Moscati, affatto rammaricato di partire dalla panchina, ha preso da subito a fiondarsi sulla corsia di destra e il Celano non si è più raccapezzato: al primo pallone crossato come Dio comanda, Liverani e compagnia cantando sono andati a farfalle e Tozzi Borsoi si è limitato a sospingere in rete il pallone che ha fatto saltare tutto l’impianto difensivo degli abruzzesi.
Bravo Battistini Come se non bastasse, per la serie non c’è due senza tre, il signor PierFrancesco Battistini, quello che a Perugia non avrebbe dovuto mangiare né il primo né il secondo panettone, ha estratto dal cilindro il terzo cambio ok, pescando il superjolly: fuori un terzino (Pupeschi), dentro un attaccante, Bueno. Cosi per giustificare la sua domenica, l’italo argentino ha messo, come domenica scorsa, la ciliegina sulla torta, cinque minuti dopo il suo ingresso. Quando le attese, anche le più lunghe , sono cosi premianti, è necessario congratularsi con chi ha saputo trasformare la lana in seta: chi ha saputo tessere la tela ed aspettare il momento buono per proporla agli intenditori. Fuori di metafora, bravo Battistini, ma bravi anche i tessitori che hanno impreziosito con le loro giocate stoffe di prima scelta.
Giordano Quando già meditavamo un giudizio lusinghiero accompagnato da un voto generoso, dopo aver registrato puntualmente un “oh” lungo diversi secondi che ha accompagnato una uscita degna di questo nome, la prima in assoluto al Curi, ci è toccato in sorte di annotare la mezza “frittata” di inizio di ripresa per la consueta titubanza nel chiamare palla ad un compagno (Cacioli) impegnato nella marcatura di Croce: morale, il Celano è andato ad un passo dal vantaggio e chissà come sarebbe finita. Voto: 5.5
Pupeschi Nel primo tempo è tra i pochissimi a salvare la faccia perché gioca una quantità industriale di palloni con la consueta tenacia e con minore approssimazione. Voto: 6 (dal 26 st Bueno: farsi trovare al posto giusto nel momento giusto è per un attaccante una qualità importantissima, la sua intesa con Clemente ha preso a funzionare, ed i frutti sono sotto gli occhi di tutti: due goal che l’italo argentino dovrebbe dedicare al compagno di tante battaglie a Benevento.Voto: 7
Russo Concentrato, sempre diligente,sceglie bene il tempo per le chiusure non si tira indietro quando c’è da supportare i centrocampisti. Sulla incomprensione con Giordano ci sentiamo di assolverlo. Voto: 6.5
Cacioli Dovrebbe capire una volta per tutte che nessuno gli chiede il lancio (perché ne può azzeccare uno solo ogni tanto); vuole strafare, per dimostrare di essere indispensabile, finisce per entrare in affanno. Voto: 6
Zanchi Gli riesce la giocata più difficile, salvo sbagliare quella più facile, a scusante il fatto che è costretto a leggere la partita di volta in volta, a trovare tempi e posizione giusta, e per lui – che è un fascio di nervi – deve essere l’impresa più difficile. Voto: 6
Carloto Impalpabile fino a quando resta in campo, con un solo piccolo lampo (un pallone in profondità per Tozzi Borsoi nel primo tempo): non trova la posizione, sbaglia troppi passaggi, non si integra con Benedetti. Voto: 5 (dall’8 st Borgese: la partita decolla giusto nel momento in cui lui entra nel vivo del gioco, catturando palloni, lanciando con la consueta naturalezza ed in più cerca pure la soluzione personale con un tiro di precisione che centra il palo. Decisivo. Voto: 7.5
Benedetti E’ costretto a cantare e portare la croce nel primo tempo, giocando anche i palloni che dovevano essere di Carloto ed inevitabilmente commette qualche errore. Si integra al meglio con Borgese e con il suo ingresso. Dopo aver speso tante energie, preferisce avventurarsi di meno in avanti. Voto: 6.5
Margarita Come domenica contro il Fano cambia continuamente posizione, ovvio che preferisca le accelerazioni sulla fascia, ma è utile anche nel mezzo.Voto: 6.5
Clemente E’ il calciatore più trasformista della penisola, errori di misura nei passaggi e punizione tutte calciate sulla barriera nel primo tempo. Ma attenzione, avesse la continuità alla sua età anche Prandelli potrebbe prenderlo in considerazione: bastano ed avanzano le giocate del secondo tempo, una che non entra nella storia mondiale del calcio per una manciata di centimetri (tiro da 45 metri che finisce sul palo; simili imprese erano riuscite qualche volta solo a Maradona), poi gli assist a favore dei compagni. Voto: 7.5
Tozzi Borsoi Al piccolo trotto per un tempo, sfiduciato e dalle gambe mollicce. Si riprende alla distanza, segno di saper aspettare l’attimo giusto, dopo diverse giocate stilisticamente non proprio all’altezza. Tatticamente fa fatica a rendersi utile se non viene servito con palloni dalla fasce. Voto: 6+
Ferri Marini Sembra spiritato in avvio, ha voglia di recuperare il tempo perduto, prova il tiro dalla lunga distanza, ma alla lunga si spegne. Voto: 6 (dal 22′ st Moscati: il livornese ha cambio di passo, velocità e buona tecnica: quando decide per le giocate lineari è travolgente e decisivo, entrare nelle due azioni che hanno deciso la partita gli fanno di diritto guadagnare la palma di migliore in campo. Voto: 8
Battistini Ancora una volta ha letto bene la partita e sappiamo cosa pensano quelli che il particolare lo rimpiccioliscono al punto di sostenere: ma se è così bravo, perché il Perugia regala sempre un tempo all’avversario? La verità è assai più complessa: lui deve destreggiarsi in mezzo a difficoltà evidenti ed ad altre che possono conoscere solo che ha il polso dello spogliatoio. La rosa ampia gli concede dei “bonus” e lui li sfrutta quasi sempre al meglio. Voto: 7


Comments are closed.