Il Pagellone di Mario Mariano

di Mario Mariano

La sosta non nuoce al ritmo che Camplone ha dato alla squadra, che anche a Frosinone gioca come a Catanzaro, rimpicciolendo l’avversario in virtù di una qualità che si staglia sulle altre, la sicurezza con cui scende in campo. Una via di mezzo tra la assoluta consapevolezza dei propri mezzi e la sfrontatezza di giocare per divertirsi. Sì, negli ultimi 20-30 minuti ci stavano benissimo i tre cambi, perché qualcuno aveva corso più di altri, per generosità, per caratteristiche fisiche, ma nessuno è perfetto e dunque dato a Camplone tutti i meriti di questa straordinaria rimonta, diciamo chiaro e tondo che si giustifica male questa sua ostinatezza a «dimenticarsi» le sostituzione. Che si tratti di scaramanzia? Lo escludiamo al 101%! Che il tecnico pescarese voglia dimostrare che è solo lui a decidere e non anche il buonsenso? E’ probabile. Certo è che, come diceva il buon Guido Mazzetti, chi vince è un bel ragazzo, e Camplone adesso può permettersi non solo di sorridere a 32 denti ma anche di esultare come non lo avevamo mai visto prima di questa ennesima vittoria in trasferta. Un rendimento che è cresciuto nel tempo, passando anche attraverso momenti di alta criticità, e lui sempre a predicare che il tempo gli avrebbe dato ragione, che il gioco sarebbe arrivato e con quello la consapevolezza della squadra di non affrontare nessun avversario con il timore reverenziale, con la filosofia «vediamo di quale basta sono fatti loro e poi decidiamo la strategia».

La cronaca della garaLa fotogallery

Camplone ha avuto dalla Società ciò che voleva, e la sta ripagando con i risultati e con scelte anche forti: quelle di lasciare addirittura a casa «pezzi da 90» come Clemente e Cacioli e di tenere incollati alla panchina anche chi si aspetterebbe qualche scampolo di soddisfazione. Ma non si può stare troppo a sottilizzare, arrivasse anche la restituzione del punto di penalizzazione rimediato in avvio di campionato, anche il primo posto resterebbe un traguardo raggiungibile. I mille e più tifosi scesi fino al confine con la Campania hanno potuto capire meglio di chiunque altro come il Frosinone (che aveva perduto in casa solo contro il Pisa) difficilmente avrebbe potuto acciuffare il pareggio perché la sua era una manovra arruffona, improvvisata, mai capace di liberare un uomo davanti a Koprivec. Lo ribadiamo: il Perugia non ha corso rischi e dunque non c’è da gridare allo scandalo, ma immettere forze fresche, magari inserire Italiano poteva essere una decisione da condividere, anche perché sull’ex Verona si intende puntare in caso di play off.

Dicevamo che la sosta non ha nuociuto alla squadra, anzi la condizione fisica sembra quella arma in più di cui si avvale la squadra sui terreni asciutti, ed allora tanto vale sottolineare la bravura dello staff dei preparatori, del cui lavoro ci si ricorda solo quando le cose non vanno per il verso giusto, senza dare loro riconoscimenti strameritati, quando c’è un evidente strapotere fisico rispetto agli avversari.

Koprivec: Avrebbe anche potuto risparmiare l’acqua per la doccia, tanto deve aver poco lavorato con mani e piedi, al massimo tanta concentrazione per non lasciarsi buggerare su qualche improbabile conclusione degna di questo nome da parte dei frusinati. Voto: 7 di stima

Moscati: Galoppa a briglia sciolte, oramai a suo agio anche partendo da dietro, senza mai dimenticare che nasce e resta un calciatore che ama giocare nella metà campo avversaria. A Camplone il merito non solo di averlo utilizzato da subito, ma anche di averlo migliorato nella fase difensiva. Voto: 7

Russo: Si è capito da tempo che con un difensore che non perde un colpo, che ha uno strapotere fisico straordinario e soprattutto che non trasmette ansia al reparto, per Cacioli sarebbe stata durissima riprendersi il posto. Pochi affanni anche stavolta e tanti palloni giocati in anticipo, con l’aggiunta di una intesa sulla tattica del fuorigioco che conferma grande concentrazione. Voto: 7

Massoni: Devono stenderlo per superarlo, e quella è la sola impresa che riesce agli uomini di Stellone. Anche lui ha capito che restando concentrati si mandano i velleitari attaccanti oltre la linea difensiva, spengendo cosi le loro velleità. Voto: 7

Liviero: E’ furbissimo a intuire dove piazzare il pallone con le mani (rimessa laterale) per Nicco: una sorta di assist che mette il compagno in grado di piazzare la terza ciliegina consecutiva. Aurelio lo impegna a fondo nella prima parte, per poi spengersi con il passare dei minuti. Voto: 6.5

Dettori: Stellone lascia giocare, non chiede ai suoi né pressing, né marcature speciali, e cosi i “piedi buoni” del grifo hanno vita ancora più facile. Vederlo correre a briglia sciolte, divertendosi, è una delle ragioni per cui i mille tifosi possono dire di aver speso bene la loro domenica. Voto: 7

Esposito: Adesso tutti a dire quanto è bravo, troppo tardi! E’ lo stesso di sempre, è solo che attorno a lui la squadra si muove ed è più facile servire i compagni con lanci al bacio. E’ un direttore d’orchestra che sa usare la bacchetta! Voto: 7.5

Nicco: Il lavoro premia sempre, e lui di lavoro ne fa sempre tanto. Stavolta il goal arriva all’inizio e semmai lo galvanizza ancora di più. Meritava la sostituzione per un standing ovation, ma Camplone non sente ragioni. Voto: 7.5

Politano: Si muove su tutto il fronte, fisicamente sta benissimo, sfiora il goal del raddoppio, garantisce la superiorità numerica ogni volta che parte palla al piede. Chiedergli di più sarebbe ingeneroso. Voto: 7+ (dal 36′ st Rantier: il suo ingresso è assicurato, ma non con questo è solo un portafortuna, sa rendersi utile anche in una manciata di minuti. Voto: 6)

Ciofani: Il consueto lavoro oscuro, svolto al meglio, vicino al goal anche lui, ma è chiaro che si sacrifica alla causa e non si lamenta più di tanto, perché è integrato nella manovra, visto che adesso al tiro ci arrivano con sempre maggiore frequenza i centrocampisti Voto: 6.5

Fabinho: Basta guardare il calciatore di oggi e confrontarlo con quello di inizio stagione o di qualche settimana fa per capire quanto sia eccellente il lavoro dei preparatori fisici e quanto importante la fiducia accordatagli da tecnico e società. Lo descrivevano per un brasiliano nostalgico e fumoso, adesso è travolgente e sempre più pericoloso in zona goal. Voto: 7.5

Camplone: Ci piace vederlo scaricare la tensione a fine gara con le braccia al cielo, la squadra lo segue e basta poco per capire che i giocatori si divertono, senza mai correre a vuoto. Ciascuno conosce lo spartito, e cosi la orchestra suona meglio. Sui mancati cambi avrà le sue ragioni, perfetto non è mai stato nessuno. Voto: 8

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