Mario Mariano

di Mario Mariano

Per fortuna che erano state provate soluzioni alternative in attacco per sbloccare la situazione ed arrivare alla sospiratissima vittoria! La verità nuda e cruda, senza giri di parole e filtri? Tanta confusione accompagnata da una scarsa condizione fisica. Sarà pure colpa del terreno sintetico di Trapani, che ha ridotto le forze del Grifo, ma già dopo 30 minuti in tanti, in troppi erano avevano le gambe molli. Non uno ma cento passi indietro rispetto all’ultima al Curi contro il Cesena.

LE IMMAGINI DELLA GARA

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L’ennesimo 0-0 figlio non tanto del posticipo contro la squadra di Cosmi, quanto del l’ansia che sta avvolgendo tutti, allenatore compreso. Scelte che faranno discutere, ma sopratutto si è visto chiaramente che la squadra risponde in maniera approssimativa alle sollecitazioni del tecnico. Poco gioco, poca corsa, rare occasioni da gol e sarebbe volersi arrampicare sui vetri se si volesse insistere con la sfortuna, che ha sì un ruolo preciso nei risultati della vita e dello sport, ma che va chiamata in causa solo in situazioni estreme: attribuire ai pali un’importanza eccessiva significa solo allontanare l’analisi di ciò che si è veduto fin qui. Attenzione: non è un mero atto di accusa verso Bisoli, ma è chiaro che dopo un precampionato degno di nota e di buone prospettive, la squadra ha fortemente deluso in campionato. I risultati che non arrivano possono mandare in tilt chiunque e, chiaramente, continuando il tourbillon di cambi e di moduli, il rischio che si corre è quello di avere poche idee e confuse. In attacco Ardemagni ha avuto una sola palla gol e su quella si è infortunato, lasciando il posto a Di Carmine, che poco meglio ha fatto. Senza dire di Drolè, di cui si è visto l’esatto rovescio della medaglia rispetto al debutto: dall’euforia si è passati all’affanno, all’approssimazione.

LA CRONACA DEL MATCH

Si fa fatica a salvare qualche prestazione dei 14 calciatori scesi in campo, e Bisoli dovrebbe avere il buonsenso di chiedere scusa alla gente. Tifosi pazienti ed anche commoventi per tutta la gara; incoraggiamenti che sono cresciuti nei momenti più difficili, salvo che dopo i sei minuti di recupero la disapprovazione è stata plateale. Al di là dei risultati modesti crediamo di aver colto lo stato d’animo del popolo del Grifo: di essersi sentiti presi in giro dopo le tante troppe promesse di vittorie, delle costanti attenuanti (sfortuna e arbitraggi avversi) spiattellati a destra e a manca. La gente di Perugia mastica calcio, ed ha capito che la crisi non è legata solo a un golletto che può arrivare in qualsiasi momento anche della peggiore partita. Chi deve fare la diagnosi della situazione la farà, come è accaduto anche ai tempi di Camplone, per intanto i tifosi hanno diritto di sapere ufficialmente che occorre limitare gli obiettivi di inizio di stagione. Detto questo si potrebbe ripartire anche con meno ansia e un po’ più di lucidità.

Rosati: Salvato da Alhassan che spunta sulla linea di porta ad allontanare la deviazione di tacco di Caputo. Deve stare sempre concentrato perché nella ripresa la Virtus Entella ha provato anche a vincere. Voto: 6

Belmonte: Si limita a svolgere con diligenza la parte difensiva, quando c’è da spingere entra in affanno. Voto: 6- (dal 36′ st Del Prete: atto di presenza. Voto: ng)

Rossi: Qualche appoggio sbagliato, ma la sua parte la fa sempre, non è la difesa il problema della squadra. Voto: 6

Volta: Un’ammonizione evitabile ma che denota mancanza di tranquillità, anche lui come i compagni sembrano accusare i costanti rimbrotti della panchina. Voto: 6

Alhassan: Non solo per il salvataggio a Rosati battuto, ma per continuità dell’azione, pur con errori nei passaggi, è tra i pochi a meritare un applauso. Svolge un lavoro interessante sulla fascia anche in fase offensiva. Voto: 6,5

Rizzo: Lontano parente di quello visto due settimane fa, forse ha fatto scendere in campo il cugino visto l’affaticamento di Trapani. Anche nella conclusione di testa che sbatte sulla traversa, più che la sfortuna ha deciso la mancanza di coordinazione nel saltare. Voto: 5+

Della Rocca: Il più lucido, anche perché chi ha più qualità tecniche in questi casi se la cava. Quel sinistro ad aprile le sole cose fa salvare di un pomeriggio grigissimo. Voto: 6

Lanzafame: Sbaglieremo ma si sentirà sotto assedio, con cambi di ruolo continui, il suo rendimento va a farsi friggere. Appare perfino svogliato come a non gradire il compito, e chissà come l’avrà presa nel restare negli spogliatoi. Voto: 5,5 (1′ st Di Carmine: ha un’occasione in 45 minuti ma frana sul portiere. Gira al largo senza incidere. Voto: 5,5)

Zapata: Il migliore nel primo tempo, quando va vicino al gol. Si scioglie nella ripresa, sperduto senza arte né parte. Voto: 6–

Ardemagni: Non si vede quasi mai perché mal servito e perché smanioso di recuperare il tempo perduto. Si fa male quando gli capita l’occasione d’oro. Voto: 5 (dal 22′ st Zebli: non incide, ma entra nel momento peggiore. Voto: ng)

Drolè: Un calo fisiologico ci stava, ma infila errori a ripetizione, non può essere lui il salvatore della patria. Ci fermiamo qui perché è giovane e può accusare le troppe critiche così farsi condizionare dai troppi elogi. Voto: 5

Bisoli: Condizione fisica allarmante, gioco latitante, calci piazzati senza una convincente preparazione. Forse anche lui dovrà fare autocritica e capire che l’impegno suo non basta. Perugia è piazza esigente che, in subordine al gioco, vuole fortissimamente i risultati. Voto: 5-

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