Mario Mariano

di Mario Mariano

La modestia molto spesso si sposa con la presunzione. Così, come contro l’Ascoli, il Perugia va a nozze nelle praterie che gli vengono offerte da un Viareggio che definire velleitario è il minimo. Affrontare una delle favorite del campionato che presenta attaccanti di categoria superiore e concedere loro il contropiede, significa optare inesorabilmente per l’autolesionismo puro. Fabhino ed Eusepi a una settimana di distanza si ripetono e così pure Nicco, e per il Viareggio subito in affanno è notte fonda. Così fonda che nessuno si è accorto che la squadra di Camplone ha chiuso in dieci perché Comotto (sfortunato o fuori forma?) ha rimediato due cartellini gialli nello spazio di una manciata di minuti. Mezz’ora in dieci ma, esclusa una punizione di Vannucchi e altre piccole insidie, è stato il Perugia a rammaricasi per non aver incrementato il bottino.

Visto il Viareggio dopo appena dieci minuti, abbiamo pensato che Lucarelli deve davvero aver temuto di restare inattivo per essersi imbarcato in una avventura il cui finale non potrà mai essere roseo, e sommai proprio nello stadio dei Pini il livornese avrà ripensato alla occasione che gli era capitata in estate. Gli resta la consolazione che è stato lui a sottoscrivere e/o influenzare ed indirizzare la campagna acquisti di una rosa che ora sembra parlare al gran completo il linguaggio camploniano.
Non c’ e’ stata partita, ha fatto saper il tecnico pescarese, e mai considerazione è stata più realistica; piuttosto meno condivisibile, anzi “sorprendente” e’ stata la valutazione sull’arbitraggio che sarebbe stato censurabile, addirittura una direzione a senso unico. Giudizio affatto condivisibile!

Vetta raggiunta ed euforia dell’ambiente motivata sia per la bella rimonta in classifica, che per il lusinghiero cammino in Coppa Italia: di tutto questo Camplone e i suoi possono e debbono gioire, ma occorrerà soffermarsi sul fatto che il campionato è così anomalo dal dover mettere in preventivo qualche sorpresa. Una per tutte: un Gubbio incerottato e ad un passo dal mettere in discussione Bucchi, capace di espugnare il campo della capolista L’Aquila. Può bastare?

Camplone, con quel distacco apparente che oramai gli appartiene, è consapevole di aver dovuto impegnarsi a fondo nel plasmare una rosa scelta da altri, ma può dire di esserci riuscito, perché né Fabinho, né Eusepi erano stati così prolifici a neppure metà campionato. Così come può ritenersi soddisfatto di aver trovato la una sorta di formazione tipo, che anche nel calcio moderno resta un punto fermo per progetti importanti. Si cambia quando si vuole migliorare, per situazioni contingenti. Se a fine gara si vede chi ha giocato andare ad abbracciare Mungo, vuol dire che i titolari hanno rispetto per le seconde linee, ed il particolare non è di poco conto.

Koprivec: Atteso dopo la domenica annaspante contro l’Ascoli, torna reattivo e vigile, anche se alla resa dei conti si permette di rendere facile qualche conclusione dei viareggini; una punizione di Vannucchi ed un paio di uscite. Voto: 6.5

Conti: Cresce con il passare delle domeniche, per concentrazione e capacità di integrarsi con compagni più esperti. In surplace nel primo tempo, qualche affanno solo nella parte finale. Voto: 6

Massoni: Il turbante calzato non lo limita, ma è la fascia da capitano, dopo l’espulsione di Comotto, che lo rende più autorevole. In ogni caso una domenica senza affanni. Voto: 6

Scognamiglio: Vigila e spazza, per quel poco che basta, visto che non possono certo essere Vannucchi & c. a preoccupare, e non solo perché hanno polveri bagnate, ma sopratutto perché il Viareggio e disperso sul campo, senza idea e senza talento. Voto: 6

Comotto: Fino a quando resta in campo, si applica con la solita grinta, dimenticando però che quella va disciplinata, modulata a seconda delle zone del campo in cui si interviene e sugli effettivi pericoli dell’avversario. Non è pensabile che gli arbitri lo puntino domenicalmente ricordando il suo passato. Voto: 5

Insigne: Esalta i riflessi di Gazzoli in avvio di partita, con un tiro troppo centrale. L’errore non lo demoralizza, velocizza l’azione, il suo costante attivismo ipnotizza gli avversari; alla ricerca di maggior pragmatismo. Voto: 6.5 (dal 15′ st Sprocati: riesce a distendere la falcata nonostante la inferiorità numerica ed ha pure la possibilità di incrementare il bottino. Voto: ng)

Nicco: Straripante nei raid offensivi, che ne esaltano la potenza fisica e la capacità di tenere in corsa il pallone incollato al piede. Ancora decisivo nella metà campo avversaria, non si risparmia e domina a centrocampo. Voto: 7+ (dal 39′ st Vitofrancesco: cambio per aggiungere una presenza sull’almanacco Panini. Voto: ng)

Filipe: Gigioneggia senza affanni con quel suo ritmo compassato, ma a quelli del Viareggio basta poco per andare in tilt. Voto: 6

Moscati: Entra nella prima azione offensiva della partita e va vicino al goal, poi le solite corse sciolte ed utili, la solita duttilità tattica quando esce Comotto. Voto: 6.5

Eusepi: E’ lo stesso di sempre, precampionato compreso,quando con i goal mancati forse incise nel divorzio tra Lucarelli e Santopadre. Solo che adesso ha acquisito spavalderia sotto rete, perché per un attaccante la sola cura che funziona è il goal. E nessuno dica che non torna indietro, anzi a volte va a fare il terzino. Voto: 7

Fabinho: Simile a Nicco quando si distende, quando lascia in surplace gli avversari. Camplone deve averlo migliorato nelle conclusioni e nel prendere coscienza dei propri mezzi. Una media goal impressionante per uno che doveva solo fare i cross, segno di duttilità sua e di chi lo allena. Voto 7.5 (47′ st Mazzeo: ng)

Camplone: Non si atteggia e non si esalta, sta plasmando una squadra non sua, e questo torna a suo merito. Aver rivisto qualche valutazione gli fa onore, poteva solo risparmiarsi un commento sull’arbitraggio, assolutamente ininfluente sull’andamento di «una partita che non c’è stata», come ha pure giustamente rilevato. Voto: 7

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