La presidente Catiuscia Marini

Lettera indirizzata al Coordinamento nazionale enti locali per la pace e i diritti umani.

di Catiuscia Marini

La Giornata internazionale della Pace indetta dalle Nazioni Unite per il 21 settembre è una occasione preziosa per riaffermare i valori della pace e della nonviolenza che sono costitutivi dell’identità della nostra regione.

La Carta delle Nazioni Unite del 1945, all’articolo 2, – ricorda la presidente – proibisce l’uso e la minaccia dell’uso della forza da parte degli stati. Essa è, tra le ‘norme imperative del diritto internazionale generale’ previste dalla Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati del 1969, una delle più solenni ed importanti. Purtroppo, le notizie che quotidianamente ci giungono da ogni angolo del pianeta documentano una cronica violazione del divieto dell’uso della forza ed uno stato di guerra diffuso e permanente, tanto che Papa Francesco non ha esitato a definire questa situazione una ‘III guerra mondiale’ combattuta ‘a pezzi’.

Nelle intenzioni dell’Assemblea generale dell’Onu il 21 settembre è il giorno del ‘cessate il fuoco’ e della nonviolenza (che io preferisco scrivere con una sola parola, come faceva Capitini, e non con il trattino come nei testi dell’Onu). Vorrei che, almeno per un giorno, cessasse l’orribile rumore delle armi e si potessero udire solo parole che invitano alla convivenza. Vorrei che il 21 settembre fossero abbattuti i muri che si stanno scelleratamente costruendo ai confini dell’Europa e che cessassero le illegali politiche di respingimento dei profughi vittime delle guerre e di persecuzioni di ogni tipo.

Vorrei che nelle scuole della nostra Umbria, come proposto da codesto Coordinamento, si parlasse di pace e diritti umani, non quali entità astratte che riguardano paesi ed eventi lontani, ma in termini di impegno quotidiano per sconfiggere la xenofobia e ogni forma di discriminazione e per costruire una società migliore perché più giusta, libera e coesa. A queste iniziative sulle orme di Francesco d’Assisi va il mio convinto sostegno.

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