di Fabio Di Gioia*

La recente frana in località Strettura, insieme alle chiusure e limitazioni sulla SS3 Flaminia nel tratto tra Spoleto e Terni, ha nuovamente evidenziato il ruolo strategico della SS209 Valnerina, utilizzata come asse alternativo per la deviazione del traffico, in particolare dei mezzi pesanti, a seguito delle criticità registrate sul valico della Somma e lungo la Flaminia.

Ancora una volta la Valnerina si dimostra fondamentale per garantire la continuità della circolazione in situazioni di emergenza. Secondo i dati Anas sul traffico medio giornaliero nel tratto Terni–Scheggino transitano oltre 6 mila veicoli al giorno, con una percentuale di mezzi pesanti compresa tra il 12 e il 15 per cento, valore che aumenta sensibilmente in occasione delle deviazioni forzate dalla Flaminia.

Tuttavia non è possibile ridurre il ruolo della Valnerina a quello di infrastruttura di emergenza, con conseguenti disagi per la circolazione ordinaria, per la sicurezza stradale e per la qualità della vita dei residenti della zona (che utilizzano quotidianamente la strada).

In questo quadro, va accolta positivamente la decisione della Regione Umbria di destinare circa un milione di euro allo studio di fattibilità per una nuova arteria in Valnerina: un primo passo verso una visione più strutturale della mobilità. Da un lato sarà essenziale valutare costi e benefici; dall’altro bisognerà soprattutto considerare i vantaggi concreti per i residenti e per il settore turistico affinché la Valnerina non resti ai margini dei processi di sviluppo infrastrutturale. Chi vive e produce in Valnerina deve poter contare su prospettive di crescita analoghe a quelle di altri territori e su una viabilità adeguata alle sue esigenze.

Come sindaco di Arrone e consigliere provinciale esprimo quindi sostegno all’impegno della Regione Umbria e colgo l’occasione per invitare Anas, gestore della statale 209 Valnerina e della statale S3 Flaminia, a valutare interventi mirati di miglioramento dell’arteria, sia sotto il profilo della sicurezza che della funzionalità.

In particolare, è necessario fare chiarezza sui tempi di eventuali interventi di manutenzione del ponte Terni–Rieti e sulle ricadute in termini di disagi per la popolazione residente nella zona. Soluzioni temporanee, come il transito attraverso infrastrutture datate, non appaiono più compatibili con gli attuali volumi di traffico, soprattutto per i mezzi pesanti. Serve una risposta chiara, puntuale e funzionale in grado di mettere al centro la sicurezza e lo sviluppo della Valnerina.

*Fabio Di Gioia sindaco di Arrone e consigliere provinciale di Terni

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