Mario Mariano

di Mario Mariano

Finale con il trilling come l’ultima volta, ma con una differenza sostanziale: l’Ascoli non è neppure parente dell’Aquila, Bruno Giordano è stato un ottimo attaccante, ma come allenatore non vale di certo Giovannino Pagliari.

In ogni caso, non è partita che vale un solo gol di scarto, e la gente nell’uscire dallo stadio aveva due grandi pensieri: uno positivo e riguardava le eccellenti prestazioni di Nicco e Fabinho, che da soli hanno messo ko i marchigiani. Quello negativo riguardava il comportamento tenuto da quelle poche centinaia di disperati attestati in curva sud che ne hanno combinate di tutti i colori, macchiando perfino il minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’alluvione in Sardegna. Non domi hanno insultato con gli odiosi “ buu” che al Curi non siamo abituati a sentire, le discese travolgenti di Fabinho, che, affatto amareggiato, ha ripagato con una doppietta condita di altre giocate da elemento di serie superiore.

Il treno è stato preso, per la gioia di tutti, la striscia positiva ha riportato il Perugia ad un passo dalla vetta, ma sarà bene domandarsi perché la squadra non riesce a chiudere la partita, neppure quando la superiorità tecnica ed agonista è tanto ampia. Si dirà: il Perugia di Camplone non ama i tatticismi. Non sa cambiare pelle, sarebbe impossibile chiedergli di abbassare il ritmo e mantenere il controllo delle operazioni. Il Perugia di Camplone può permettersi il lusso di giovarsi di due prestazioni eccellenti e di mantenere gli altri sulla sufficienza. Basterà per il futuro? Attorno a questo interrogativo Camplone dovrà lavorare. Novellino, che in tribuna raccontava del “pieno” di insulti ricevuti a Terni sabato pomeriggio, all’intervallo ha emesso il giudizio definitivo: «Non c’è partita. In estate avevo chiesto Nicco per il Modena e ricordo che Fabinho fui io a suggerirlo a Santopadre ed Arcipreti, perché avevo intuito che dopo qualche stagione deludente, Perugia era la piazza giusta per il suo rilancio». Novellino ha lasciato la tribuna cinque minuti prima della fine e non ha visto il gol di Hanine, ma il giudizio non sarebbe cambiato, magari avrebbe storto la bocca davanti ai tanti gol che la squadra subisce sui calci piazzati.

Ma, almeno per questa volta, una risposta arriva dalla giornata grigia di Koprivec, che resta un punto di forza, deve restare, perché come è noto a tutti, se il portiere non è all’altezza, è praticamente impossibile lottare per il vertice della classifica. Allora mettiamola cosi : una giornataccia capita a tutti, è capitata anche a Fabinho, perché a sbagliare nel calcio sono tutti, perfino i grandi campioni di ieri e di oggi, Balotelli compreso, come ampiamente dimostrato anche nelle ultime ore.

Koprivec: Un solo intervento all’altezza della sua fama, con respinta sulla spingarda di Giacomini, tutto il resto da dimenticare, con respinte approssimative, uscite incerte, errori sui due gol. Camplone aveva fatto perfino riscaldare Stillo, forse lo sloveno aveva problemi fisici? Voto:5.5

Conti: Diligente in marcatura, non si avventura in raid offensivi e per ora può bastare, in attesa di maggiore presenza in fase offensiva. Voto:6

Massoni: Qualche brivido iniziale, con chiusure non sempre all’altezza e l’ Ascoli non sembra proprio avere forza d’urto per impensierire chicchesia. Esce per infortunio. Voto:6 (dal 15 st Sini ) Entra giusto nel momento in cui i marchigiani provano a spingere per riaprire la partita e dalla sua parte provano a metterlo in qualche difficoltà. Se la cava, ma è coinvolto anche lui sulle due reti subite. Voto:6

Scognamiglio: Il più vigile, il più risoluto.Capisce che non c’è bisogno di avventure in avanti e sbroglia qualche situazione intrigata.Ma anche lui non è indenne da censure. Voto:6+

Comotto: L’ardore c’è; il coraggio pure; la supponenza anche (vero Scalise?). Salva un gol “sicuro” su conclusione di Malatesta, ed accetta di tornare al centro dopo l’uscita di Massoni. Voto:6.5

Moscati: Sotto gli occhi di Novellino stavolta annaspa, gioca senza continuità, Meglio nella ripresa, comunque quando tenta pure la via del gol. Voto: 6

Filipe: Errori su errori nella prima parte, con mugugni della gente per quel suo incedere lento, per quell’ardore agonistico che non gli appartiene. Si riprende quando la partita si mette in discesa con i due gol di vantaggio e grazie alla disposizione tattica dell’Ascoli che a centrocampo gioca sempre in inferiorità numerica.Voto:6-

Nicco: Travolgente, imperioso nello scardinare il pallone dai piedi dell’avversario ed involarsi verso la porta avversaria, trovando le forze e la lucidità di servire due assist per Fabinho. Sarebbe perfetto se realizzasse la rete del 3-1 su servizio al bacio del brasiliano. Determinate. Voto:7.5

Insigne: Un paio di numeri nel primo tempo, con conclusione lenta, una rovesciata spettacolare ma velleitaria nella ripresa. Andava sostituito prima, ma Camplone vede e provvede e non ci sono controprove.Voto:6- ( dal 22 st Entra subito in partita, va anche a concludere con tiri non velleitari, tra lui e lo scugnizzo napoletano è una bella lotta per la conquista del posto. Voto:6+

Eusepi: Il goal era facile, di quelli che realizzava Paolo Rossi, che era una carta velina rispetto a questo giovanotto possente che lotta e si batte e, particolare non trascurabile, piace alla gente. Proprio perché incarna il prototipo di calciatore che piace ai perugini: uscire dal campo dopo aver dato tutto.Voto:6.5 (dal 32 st Mazzeo: ci suggerisce un collega che Camplone lo manda dentro quando gli altri sono stanchi. Lui che si sta abituando al ruolo che fu di Altafini agli sgoccioli di carriera nella Juventus (uomo decisivo partendo dalla panchina) riscalda il piede, ma le sue conclusioni non lasciano il segno, almeno questa volta. Voto:6

Fabinho: Merita la scena, merita l’ovazione della folla, smentisce l’etichetta con cui era arrivato: bravo tecnicamente, ma modesto sotto rete. Doppietta e tante altre cose tutte in una volta. Si è ambientato perfino al clima rigido di Perugia. Bravo. Voto: 8

Camplone: Un capostazione soddisfatto perché la squadra non si è fatta sfuggire il treno da sotto gli occhi. Magari un capostazione che fino a quando non fischia l’arbitro ti lascia sempre con il patema. Voto:7

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Ha svolto e svolge attività di formazione sul giornalismo digitale e multimediale.