di Gruppo Tuderti 5 Stelle
Quanto avvenuto a Pian di San Martino a seguito dell’esondazione del Tevere durante la notte del 12 novembre rappresenta l’ennesimo esempio della totale assenza di una politica di territorio. A Todi, come in altri comuni, ci siamo trovati davanti a quello che era un disastro annunciato, ampiamente prevedibile, ed i cui danni, particolarmente ingenti, sarebbero potuti essere ben più limitati se solo si fosse agito diversamente.
Nonostante gran parte della classe politica nostrana adduca a giustificazione la presenza di piogge torrenziali, in realtà molti di noi sanno bene che questa non è di certo la prima esondazione che interessa la zona di Pian di San Martino che avviene nel corso della storia recente. Se in passato infatti l’acqua non aveva fatto questi danni ci era tuttavia andata molto vicino.
Si è parlato moltissimo di (mancata) prevenzione da parte delle autorità: tuttavia nessuno ha ancora preso in considerazione le responsabilità di due diversi enti che vengono pagati per “vigilare” su eventi come questi: il Consorzio di Bonifica Tevere-Nera, che da anni continua a farci pagare una tassa rivelatasi per l’ennesima volta inutile, e l’Autorità di Bacino del Fiume Tevere.
A memoria nostra non si ricorda il benché minimo intervento da parte di questi pubblici uffici per la salvaguardia dei territori del nostro comune e men che meno per la prevenzione, attraverso opportune opere di bonifica e pulizia del letto del fiume Tevere. Quali attività di prevenzione sono state svolte negli anni? Quanto tempo è che l’area colpita dall’alluvione non viene bonificata? Quanto tempo è che non viene nemmeno visionata?
Ed il Sindaco, da maggio fino ad ora, ha provato almeno a protestare contro questi enti?! Ha mai fatto sentire la sua voce?
Vorremo fare, a questi signori, un’ultima domanda: cosa sarebbe accaduto se la piena fosse arrivata di giorno, durante il normale svolgimento delle attività scolastiche ad esempio? Sicuramente i disagi sarebbero stati ancora maggiori, e se ciò non è accaduto è stato solo frutto del puro caso.
Nei palazzi comunali si è prontamente parlato di “evento imprevedibile”…talmente imprevedibile che nei giorni precedenti ci sono state delle esondazioni nella zona di Perugia prima, e, ben più gravi, in quella di Marsciano poi! Non ci sembra quindi totalmente insensato avvisare la popolazione di un eventuale pericolo ma probabilmente il nostro Sindaco ed i suoi collaboratori hanno ritenuto che l’allarme non fosse cosi urgente!
Ci sono stati poi, i vari capipopolo nostrani, che per prima cosa hanno ben pensato di soffiare sul tema dell’argine. Siamo d’accordo nel dire che l’argine costruito recentemente abbia svolto un ruolo cruciale nel salvare Ponterio dall’alluvione, oltreché essere stato costruito, almeno per quanto si può vedere al momento, con il solo scopo di permette la costruzione di 2 nuovi centri commerciali nella frazione tuderte, tuttavia non crediamo che la responsabilità del disastro avvenuto a Pian Di San Martino sia d’attribuire all’argine e vediamo in certi comportamenti e in certe dichiarazioni una strumentalizzazione bella e buona.
Nell’immagine è ben visibile che Pian Di San Martino sorge in all’interno di una valle alluvionale formatasi a causa della presenza di una curva del letto del fiume. L’acqua, esondando, trova come “via veloce” per il deflusso il salto, come mostrato in questa immagine, all’interno della valle che lei stessa, nel corso dei secoli, ha formato. L’argine di Ponterio, da questo punto di vista, sottrae un’area esondabile minima all’acqua, trovandosi Ponterio stesso a ridosso delle colline di Due Santi. In realtà ci sarebbe un elemento su cui intervenire: se osservate bene al centro della valle sorge, sopraelevata, la statale SS448, che prosegue in direzione Orvieto. Per il tratto iniziale, proprio quello posto a ridosso del fiume, questa di fatto non è forata alla base, e rappresenta un ARGINE, ben più imponente di quello di Ponterio. Tale ostruzione impedisce all’acqua il suo naturale deflusso verso la zona detta “Tevermorto” e, come un muro, aumenta le probabilità di esondazione dell’aria. Ma in questi anni qualcuno ha mai pensato di fare dei lavori per risolvere questo problema?
Siamo stufi della politica incompetente che è solo in grado di imporre tasse, vedi il Consorzio di bonifica Tevere-Nera, o di fare proprio il malcontento della popolazione indirizzandolo contro i mulini a vento. Vogliamo una politica diversa, competente e responsabile.
Vogliamo mandare a casa queste persone, e restituire alla popolazione il rispetto che le è dovuto. Todi non si merita di certo questo, non merita una classe politica strillona ed incompetente!
Tuttavia, prima ancora di stabilire i colpevoli il nostro pensiero alle popolazioni alluvionate. E’ in questa ottica che vogliamo perciò lanciare una provocazione al nostro sindaco Rossini. Secondo le norme vigenti nei comuni con una popolazione fra i 10.000 ed i 30.000 abitanti al sindaco spetta un’indennità di funzione pari ad € 3.098,7 mensili per 12 mensilità, in proporzione alla quale vanno determinate le indennità del vice-sindaco (55%), degli assessori (45%) e del presidente del consiglio (45%), mentre i gettoni di presenza sono pari ad €22,2 a seduta: perché la Giunta, considerando che hanno tutti un secondo lavoro dove sono degli affermati professionisti, non cede almeno una parte del proprio stipendio di Dicembre agli alluvionati? Sarebbe un bel gesto che per una volta farebbe sentire la politica vicina ai cittadini, non solo 6 mesi prima delle elezioni…secondo voi il Sindaco accetterà la nostra sfida?
