
di Giuliano Granocchia*
I termini degli accordi imposti alle lavoratrici e ai lavoratori di Mirafiori dal diktat della Fiat costituiscono degli spartiacque nella civiltà giuridica dell’economia e del lavoro del nostro Paese e meritano di essere considerate delle vere e proprie questioni nazionali cruciali per le sorti dei diritti del lavoro in Italia.
Viste le premesse e considerate le prese di posizione di vasti settori della politica, dell’imprenditoria e del sindacalismo, tutte protese ad accordare meriti alle posizioni della Fiat e ad assecondarne le volontà, il rischio che il modello Marchionne prenda piede e si estenda all’intero sistema delle relazioni sindacali in Italia, finanche nella pubblica amministrazione, è concreto e foriero di un’ulteriore regressione civile, culturale e materiale del nostro Paese.
Noi crediamo che, al contrario, di fronte alla distruzione sistematica di un secolo di conquiste di civiltà sui temi del lavoro debba esservi una risposta corale, generalizzata ed all’altezza di queste sfide. Bisogna restituire centralità politica al lavoro e riportare il lavoro, il mondo del lavoro, al centro dell’agenda politica: nell’azione di governo, nei programmi dei partiti, nella battaglia delle idee e nell’azione stessa delle pubbliche amministrazioni locali.
Questa è oggi la via maestra per la rigenerazione della politica e per un progetto di liberazione della vita pubblica dalle derive, dalla decadenza, dalla volgarizzazione e dall’autoreferenzialità che attualmente gravemente la segnano. La dignità della persona che lavora e le aspirazioni di quelle che un lavoro non ce l’hanno o ce l’hanno precario deve diventare la stella polare di orientamento per ogni decisione individuale e collettiva. E’ per queste ragioni che il 28 gennaio sarò anch’io tra le lavoratrici ed i lavoratori metalmeccanici ed insieme ai precari e agli studenti che hanno già dato la loro adesione allo sciopero generale indetto per quella data dalla Fiom-Cgil. Sarò anch’io alla manifestazione regionale di Perugia, con il lavoro, per i diritti e la libertà
*Assessore provinciale di Perugia al lavoro, formazione e istruzione
