di Ivano Porfiri

Senza soldi pubblici il Festival internazionale del giornalismo sarà più bello ed è una sfida per cui chi fa informazione oggi deve fare il tifo, dopo l’annuncio di Arianna Ciccone e Chris Potter.

Fin dalle prime battute di questa vicenda, Umbria24 ha sperato fortemente che il Festival restasse a Perugia. Lo ha fatto seguendo tutte le tappe della vicenda, dando voce a tutti i protagonisti e senza prendere una parte in modo netto, perché abbiamo avuto il sentore che si stesse pericolosamente scivolando verso la brutta abitudine italiana del tifo da stadio con le posizioni prese a prescindere: da un lato chi diceva che gli organizzatori erano ingrati e arroganti, dall’altro chi sosteneva che gli amministratori gestiscono il denaro in modo opaco e clientelare. Si avvertiva la sensazione che sotto le esternazioni si celasse qualcosa di non detto e anche la paura che, in verità, la decisione sotto sotto fosse già stata presa. Nonostante le diatribe personali, però, i torti e le ragioni, i veleni e i tentativi di “inquinare i pozzi”, abbiamo sperato fin dall’inizio che finisse esattamente com’è finita. Per diverse ragioni.

La prima è che Perugia non poteva permettersi di perdere il Festival. Perché è un festival bello, di spessore internazionale, che fa della città un’agorà, che porta qui un mondo sì, forse autoreferenziale, ma che si interroga su una questione fondamentale: come cambia l’informazione, come può sopravvivere alle nuove sfide. Cultura vera. E perdere questo mentre si vuol essere capitale europea della cultura era un harakiri incomprensibile e inaccettabile.

Ma il motivo principale perché la sfida lanciata da Arianna Ciccone e Chris Potter deve essere vincente è che dà coraggio a chi, come noi, lavora in un settore che è in preda a una crisi di risorse devastante e di fronte a un bivio epocale: da una parte il vecchio sistema dei contributi pubblici che perlopiù tiene in vita esperienze editoriali già morte; dall’altro un mondo nuovo dell’informazione – ad esempio i giornali online come il nostro – che ha un pubblico ma non ha ancora scoperto la formula della sopravvivenza.

Ecco, Umbria24 tifa per il festival fatto con sponsor e crowdfunding perché, se andrà in porto, dimostrerà che un evento o un mezzo di informazione di qualità può vivere col sostegno di chi ne usufruisce, perché avrà la forza dell’indipendenza, perché sarà ancora più carico di responsabilità in quanto dovrà rendere conto anche dei 10 euro che io ho versato fidandomi. Perché, se ce la fate voi oggi, domani magari possiamo farcela anche noi.

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