Lorenzo Mariani

di Lorenzo Mariani*

E’ positivo il giudizio di Confcooperative sul Dap 2011, il Documento annuale di programmazione elaborato dalla giunta regionale. Il Dap, che è stato già sottoposto alla concertazione del Tavolo dell’Alleanza per lo Sviluppo nel dicembre scorso è sicuramente un Documento che traccia una obbligatoria linea di discontinuità rispetto al passato, dettata dal riassetto della finanza pubblica che fa seguito all’approvazione nazionale della Legge 122/2010. Questa determina dal 2012 un taglio di risorse di 4,5 miliardi, ma appare del tutto evidente come già in questa fase fosse necessario lasciare intravedere fin dal 2011 una strategia nelle politiche regionali atta a far fronte a tale inevitabile approdo, governando al contempo la crisi in atto.

Apprezziamo senz’altro l’invarianza della fiscalità regionale rispetto al 2010 ma questo non ci distoglie dal considerare che già lo scorso anno l’unico sistema imprenditoriale che aveva visto incrementare la pressione fiscale era stato quello delle Cooperative Sociali, che avevano visto reintrodurre l’IRAP di cui da anni erano esenti. Precisiamo che, in fin dei conti, trattasi di una pura operazione di cassa per la Pubblica Amministrazione considerando il fatto che la gran parte dei servizi e del fatturato le Cooperative Sociali lo sviluppano in appalti pubblici dove vige un tariffario regionale che, in presenza o in assenza dell’Irap, si adatta fatturando il servizio con o senza l’incidenza dell’aliquota. In concreto tale imposta finisce solo per creare una tensione finanziaria nelle imprese sociali già di per sé sottoposte ad un grave stress finanziario imputabile a ritardi di pagamento spesso inaccettabili.

Se a questa situazione si assomma una diminuzione di 5 milioni di euro delle risorse per il welfare tra finanze nazionali e regionali, la domanda emerge piuttosto spontanea: quale livello di welfare vogliamo mantenere o costruire nella nostra regione? La risposta in verità noi ce l’avremmo e passa attraverso il coinvolgimento e la messa a sistema delle risorse delle Fondazioni Bancarie che per Statuto debbono essere restituite alla collettività attraverso azioni sociali e culturali. Siamo certi, pertanto, di incontrare la sensibilità della Presidente Marini nel farsi parte attiva per promuovere questa regia e per costruire insieme al privato sociale un nuovo sistema di welfare regionale.

Ottimo nel comparto agricolo – conclude Mariani – è il supporto a politiche aggregative e il potenziamento delle Filiere agroalimentari attraverso Organizzazioni dei Produttori stabili quale strumento indispensabile per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari tipiche regionali e per governare le crisi dei mercati eventuali. Proprio sulla promozione dell’Umbria, in conclusione, il nostro auspicio, come quello di tutte le Associazioni Imprenditoriali, è quello di arrivare a fare sintesi attraverso una regia regionale che convogli in una azione strategica tutti gli Enti che per varia natura si occupano di promozione (Regione, Camere di Commercio, Centro Estero, APT, ecc.) le cui risorse a disposizione, qualora distribuite a pioggia non producono alcun effetto, ma se inserite in un’unica azione di sistema saranno in grado di dare alle imprese umbre un importante valore aggiunto.

*Segretario Regionale di Confcooperative Umbria

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