Addio a un pezzo di storia della città

di Mario Mariano per Umbria24.it

Se è vero che le persone si conoscono a tavola, allora sono sicuro di aver conosciuto bene Pasquale Lucertini. Non che la frequentazione sia avvenuta solo in trattorie e ristoranti dell’Umbria, ma si sa che davanti ad una bottiglia di vino e qualche specialità nostrana, i gourmet riescono a dare il meglio di se. Pasquale a tavola era un compagno ideale, perché non aveva una sola curiosità da appagare, ma tante; l’avvio era il calcio, il Perugia, per evidenti ragioni di priorità visto che la compagnia era fortemente interessata all’argomento, ma a seguire iniziava lo show che  vedeva Ilario Castagner divertirsi in maniera quasi  fanciullesca.

La sapevi quella? A lui, all’allenatore più amato dai perugini, le barzellette di Pasquale avevano il potere di far rivivere i momenti straordinari del Perugia dei miracoli. «La sapevi quella?» era l’inevitabile  inizio della parte più esilarante della serata, in qualsiasi parte dell’Umbria Giampiero Molinari, altro habitué delle nostre tavolate, avesse diramato le convocazioni: Pasquale dava inizio allo spettacolo con un  repertorio di storie, sempre aggiornate, che inevitabilmente tutti, ma sicuramente in maniera riduttiva, abbiamo definito  barzellette.

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Tavolate in festa A lui non interessava prioritariamente  che le sue storie facessero sorridere, piuttosto si proponeva di  rafforzare il clima di  amicizia e di cameratismo degli ospiti. Attorno al nostro tavolo quando andava male si fermavano, per lasciarsi coinvolgere dal clima di festa, non meno di una dozzina  di persone. Quando si arrivava nel locale prescelto, Castagner era di gran lunga al primo posto della popolarità,  ma  subito dopo veniva Pasquale. La curiosità sul personaggio era così alta che a dare i tempi della conversazione era lui.

Dal golf al Perugia Una volta partiva dal golf e da ciò che  quella disciplina gli aveva insegnato nella vita, per fare una virata su  un investimento in Romania, senza trascurare un commento sul Perugia dell’ultimo periodo. Sì, Pasquale ha amato il Grifo in maniera intensa e sincera, non essendo solo il fortunato frequentatore dei ritiri della squadra all’epoca della prima serie A, ma essendo  anche il fedele informatore di Castagner, impegnato come commentatore di Mediaset, delle imprese dei grifoni.

Estroverso e aperto Un carattere estroverso, aperto al mondo, con amicizie forti in America ed in chissà quanti altri angoli della Terra. Lucertini non è stato solo un imprenditore di successo (fu tra i primissimi ad intuire negli anni Settanta il boom dei blue jeans ed ancora prima l’importanza in una media famiglia italiana di possedere una macchina da cucire), ma un testimone dei tempi che cambiano. Un opinion leader che per essere tale sapeva di dover essere al passo con i tempi informandosi su tutto e tutti. Amico degli imprenditori, ma anche della gente comune, a qualcuno piaceva identificarlo come quello che racconta bene le barzellette.

Un’etichetta parziale Nel suo caso, come spesso in altri, una etichetta molto parziale. «L’avemo da arfà ste cene», mi incoraggiava, e poi inevitabilmente: «Ti ricordi come semo stati bene?». Pasquale te lo confermo: siamo stati davvero bene e e se poi a dirlo era Ilario, che di cibo se ne intendeva, tu eri doppiamente contento.

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One reply on “Dal golf al Perugia, dai blue jeans alle tavolate: addio a Pasquale Lucertini, uomo estroverso e curioso”

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