opere silvia grandi galleria area privata
Opere in mostra di Silvia Grandi

di Dan. Nar.

Mai come in quest’epoca di invasione della privacy e manipolazioni elettorali via facebook è sentito il tema della salvaguardia dell’uomo e della sua identità. Venerdì 8 giugno a Perugia, l’artista genovese Silvia Grandi ha inaugurato, all’interno della Galleria Area Privata, la sua esposizione pittorica dedicata proprio all’anonimato e all’astratto con una performance, anch’essa “senza forma” condotta da un attore anonimo. La mostra prosegue il 9 e 10 giugno dalle 17 alle 21.

Provocare La provocazione, secondo Pietro Nicoletti, “patron” dello spazio espositivo indipendente situato in via Vermiglioli n.2 (traversa di via dei Priori), ormai uno dei pochi baluardi per mostre di arte contemporanea nel cuore del centro storico della città, «è mirata a sollevare il velo sul tema dell’anonimato e dell’invasione sempre più aggressiva delle nostre vite personali, online ed offline, ed è un’occasione per riflettere, in quest’epoca fondata sull’immagine, sul narcisismo, e sulla vanità, a proposito del ruolo che l’immagine, il colore, la forma, il suono possono avere per recuperare quanto di umano ancora resiste». Provocazione nella provocazione, l’esposizione si è così inaugurata con una performance di un attore (rigorosamente anonimo) basata sulla voce, sulla forma del corpo e sull’esperanto.

Pittura informale Secondo il critico Margherita Levo Rosenberg, «Silvia Grandi […] dipinge guardando alla pittura informale e le sue opere risentono della grande avventura espressiva del Novecento. Usa colori acrilici, più spesso terrosi, stesi in equilibrio – non facendo prevalere né la mano sull’occhio né l’occhio sulla mano – ai quali aggiunge talvolta inserti materici, per lo più di carta, a costruire “immagini” ispirate al vissuto dei muri, dei marciapiedi e di tutto ciò che, consunto, perde la sua forma formale per assumere una forma informale. […] Poco loquace, per nulla in cerca di dichiarazioni, sembra volerci dire che dietro ogni “facciata” c’è un intero mondo, che emerge nelle campiture colorate, nei giochi di chiaroscuri, nelle sfumature e nelle sovrapposizioni di materia e colore, e che, per coglierlo ed esprimerlo con la pittura occorre certo una motivazione profonda, ma anche una fatica fisica per stare sulla tela, fino a quando il risultato diventa soddisfacente; per questo è bene che l’ispirazione ci colga al lavoro».

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