di D.N.
Universo Assisi 2018 chiude il sipario con gli organizzatori che parlano di «un successo ben oltre le aspettative rispetto al 2017», confermando e sottolineando quindi il trend positivo di presenze, di interazioni social, di comunicazione, con spettacoli andati sold out già nei giorni precedenti l’appuntamento. E più di 200 artisti che si sono espressi nei “secret places” della città, coinvolgendo oltre 10 mila presenze nei vari eventi.
Placido ‘franciscus’ A chiudere è stato Michele Placido che ha parlato di «una iniziativa che fa onore ad Assisi, come centro del mondo, centro dell’umanità e di riflessione in questi momenti difficili». Commosso, ha ringraziato il festival per aver potuto portare in scena ‘Gloriosus Franciscus’, l’opera che ha realizzato con l’Anonima Frottolisti, prodotta in esclusiva per Assisi. Placido non nasconde quindi la sua emozione di poter portare ora nel cuore un’esperienza per lui così intensa, e in una location di eccezione come quella del sagrato della Basilica papale di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi. Un progetto portato avanti convintamente fin da subito, non appena gli fu inoltrata la proposta da Carlo Bosco, uno dei componenti del comitato artistico della rassegna dedicata alle arti contemporanee che ha chiuso proprio con il suo spettacolo l’edizione 2018. Un legame tra i due con al centro la figura di Francesco, il personaggio che li ha più volte intrattenuti in chiacchiere fino a notte fonda, che ha dato poi i suoi frutti proprio ad Assisi. Un’intuizione, quella di Bosco, che rimarrà nel cuore di Placido. «Devo solo ringraziare l’Amministrazione per aver ideato una rassegna capace di generare cultura attraverso eventi di questo tipo – aggiunge Placido – e rivolgere un grazie particolare a Carlo Bosco, e soprattutto all’Anonima Frottolisti, un gruppo straordinario, un’eccellenza di questo territorio».
Ospiti e iniziative Tra gli obiettivi raggiunti anche la riapertura al pubblico – con l’installazione visiva di Luca Trevisani – dell’ultima parte finora inaccessibile del complesso dell’ex Montedison di Santa Maria degli Angeli, un bene patrimonio di archeologia industriale che con l’occasione è stato rifunzionalizzato per farne uno spazio polivalente in più a disposizione della collettività. Tra gli artisti protagonisti, oltre a Placido, anche Michael Nyman e grandi big dell’architettura e del design, come Bjarke Ingels e Patricia Urquiola. E ancora, Antonella Ruggiero, Ghemon, Tangram, Fuccelli Fisarmony, Kordz, Classica Orchestra Afrobit, Volosi, Licia Lanera, Vinicio Marchioni, Mariella Fabbris, Vittorio Continelli, lo scrittore Gianluigi Ricuperati con Ipw (Institute for Production of Wonder).
Bilancio e futuro Il Festival organizzato da Città di Assisi, in collaborazione con Fia (Fondazione internazionale Assisi), si è tenuto dal 21 al 29 luglio e ha segnato anche l’avvio della stagione culturale estiva realizzata dall’Amministrazione comunale. Una rassegna che punta ad uno sguardo sul contemporaneo, sotto la direzione artistica di Joseph Grima e patrocinata dal Mibact, che ora mostra i risultati di una formula che secondo gli organizzatori e la risposta del pubblico funziona: attraverso grandi nomi dell’architettura, della musica, della danza, della letteratura e delle arti visive si mettono in luce nuovi “luoghi segreti” del territorio poco conosciuti. Spazi unici al mondo che fanno da cornice ai vari appuntamenti, spalmati quest’anno su nove giorni di festival. Una strategia per divulgare il patrimonio architettonico e paesaggistico, solitamente escluso dai grandi circuiti turistici, attraverso un investimento di parte delle entrate della tassa di soggiorno. A fare il resoconto è stato lo stesso sindaco Stefania Proietti, con deleghe alla Cultura e al Turismo, con accanto Giulio Franceschini, presidente di Fia, attraverso la presentazione del bilancio finale dell’edizione che si è svolta nella sala del Consiglio comunale di Palazzo dei Priori, ad Assisi. «Assisi ha dimostrato di avere non solo i luoghi, ma anche tutte le potenzialità per diventare vero e proprio cenacolo culturale permanente, luogo dove il pensiero si coniuga con la spiritualità per generare una coraggiosa rivoluzione culturale» ha detto il sindaco. Soddisfatto anche il direttore artistico: «Con questa seconda edizione di Universo Assisi – ha evidenziato Grima -, la città ha confermato con forza e convinzione il suo impegno ad essere una piattaforma per le arti a respiro internazionale, nazionale e regionale. Le straordinarie rappresentazioni che gli artisti partecipanti ci hanno offerto in questa settimana dimostrano che la capacità di ispirazione di Assisi è più forte che mai, e che il suo territorio nasconde ancora innumerevoli luoghi segreti e che lavoreremo insieme per scoprire nelle prossime edizioni».
