di Angela Giorgi
È ufficiale: i cittadini di Norcia potranno visitare gratuitamente l’Annunciata di Jacopo della Quercia, sopravvissuta al terremoto del 30 ottobre scorso e attualmente ospitata dalla Galleria Nazionale dell’Umbria. Originariamente collocata nel Museo della Castellina, l’opera rappresenta uno dei simboli del patrimonio artistico nursino. Salvare le opere d’arte dall’oblio dei depositi significa anche pensare alla fruibilità del patrimonio, come testimoniano gli imminenti progetti del Museo Nazionale di Spoleto. Su questa linea, inaugura venerdì 23 dicembre a Siena una consistente esposizione di opere provenienti dalle chiese dalla Valnerina, promossa dall’Archidiocesi Spoleto-Norcia su iniziativa dell’Archidiocesi di Siena.
Un segno di rinascita È notizia di venerdì 23 dicembre: il Ministero dei Beni Culturali ha ufficialmente approvato la richiesta del Polo Museale dell’Umbria di garantire per i cittadini di Norcia l’ingresso gratuito all’esposizione dell’Annunciata di Jacopo della Quercia. Ospite della Galleria Nazionale dell’Umbria dal 22 dicembre 2016 al 30 marzo 2017, il capolavoro in terracotta policroma di inizio Quattrocento è stato miracolosamente salvato, intatto, dal Museo della Castellina dopo le scosse del 30 ottobre. Un’opera diventata un simbolo identitario per la comunità di Norcia e della Valnerina, che da oggi, benché sradicata, potrà conservare un contatto con il proprio territorio grazie all’arte. «È un segnale forte sia per la cittadinanza che per il turista», afferma Marco Pierini, Direttore del Polo Museale dell’Umbria. «Se le opere non necessitano di interventi di restauro, deve esserne garantita la fruizione». Una fruizione che, se attuabile nei confini del territorio regionale, assume valore simbolico e rilevanza strategica: valorizzare il patrimonio culturale delle zone colpite dal sisma in Umbria potrebbe contrastare la tendenza turistica negativa che ha investito l’intera regione.
La porta della Valnerina Il Direttore Pierini, inoltre, ha in questi giorni approvato un progetto proposto dalla Direttrice del Museo Nazionale di Spoleto Rosaria Mencarelli. Spoleto non è solo la sede del deposito del Santo Chiodo della Regione Umbria, dove le opere “senza casa” sopravvissute al sisma hanno trovato temporaneamente asilo. «È la porta della Valnerina», dichiara Rosaria Mencarelli, ideatrice del progetto per promuovere il patrimonio culturale delle aree colpite dal terremoto. L’intenzione è quella di ospitare ogni mese un’opera diversa, nel contesto di una città che le popolazioni percepiscono come punto di riferimento immediato oltre i confini della Valnerina. A partire da febbraio, il Museo di Spoleto accoglierà le opere provenienti dalle zone terremotate, restituendole così anche all’Umbria.
Dall’Umbria a Siena Inaugura venerdì 23 dicembre la mostra “La Bellezza ferita. Norcia, Earth Heart Art Quake. La speranza rinasce dai capolavori della città di San Benedetto”. Fino al 29 ottobre 2017, la cripta del Duomo di Siena custodirà opere salvate dalla Basilica di San Benedetto, dalle chiese di Santa Maria Argentea e di San Pellegrino e da monasteri e pievi della Valnerina. Le opere sono di proprietà dell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia che, su parere favorevole della Soprintendenza dell’Umbria, ha accolto la proposta dell’Archidiocesi di Siena di offrire una nuova collocazione al patrimonio culturale delle aree terremotate. Come riferisce una nota ufficiale, i promotori e gli organizzatori della mostra hanno destinato un contributo economico all’Archidiocesi Spoleto-Norcia per il restauro e la ricostruzione. Un’opportunità quindi, da un lato, di dare nuova visibilità all’arte che sarebbe rimasta forse confinata nei depositi. D’altro canto, ci si chiede se un’iniziativa analoga realizzata in Umbria non avrebbe rappresentato un segnale di speranza e un’occasione di ripresa per la nostra regione.
