di Danilo Nardoni
Sviluppa il suo percorso drammaturgico intorno al pregiudizio, questa pulsione oscura ancora così fortemente presente tutt’oggi e che ha permesso di innescare una immane tragedia come la Shoah, lo spettacolo che il Teatro di Sacco propone alla città di Perugia ed in occasione delle celebrazioni per la Giornata della Memoria. A seguito delle numerose prenotazioni per ‘Prejudice’ in programma quindi venerdì 27 gennaio presso il Teatro del Pavone alle 21 con ingresso gratuito, è stata già fissata anche una replica straordinaria per sabato 28 gennaio (ingresso libero fino a esaurimento posti, per prenotazioni tel. 320 6236109).
Gruppo di lavoro In collaborazione con Unitre-Università delle Tre Età (Perugia) e con il patrocinio di Regione Umbria, Comune di Perugia, Giovani Musulmani Italiani sez. Perugia, Uilt Umbria, il Teatro di Sacco quindi con un gruppo di lavoro sul tema del pregiudizio e costituito da persone di età, nazionalità, fedi, esperienze diverse, celebra questa giornata dedicata istituzionalmente nel mondo al ricordo di una della pagine più nere della storia dell’umanità: lo sterminio scientificamente premeditato di un popolo, gli ebrei, e l’assassinio di oppositori al nazismo, omosessuali, rom e sinti, malati di mente o portatori di handicap.
Tema del pregiudizio La Giornata della Memoria non può essere solo quella della condanna e dell’espiazione, ma anche un modo per guardare al futuro. Il tema dello spettacolo è il pregiudizio: «Abbiamo costruito con un gruppo straordinario di persone, un evento che ha una grande valenza artistica, ma soprattutto sociale e tanto altro», afferma il direttore del Teatro di Sacco Roberto Biselli. «Mettere a disposizione il mio lavoro e la mia esperienza per questa giornata è un impegno inderogabile per me e ringrazio tutti coloro che hanno prestato volontariamente il loro tempo, entusiasmo e la loro professionalità. Mi piacerebbe che quest’evento la Giornata della memoria della Shoah possa essere percepita anche come luogo di una possibile riconciliazione per una futura umanità; come peraltro noi, che lo stiamo costruendo, lo stiamo vivendo intensamente insieme, italiani, tedeschi, svizzeri, polacchi, cristiani, cattolici, musulmani, laici». Il pregiudizio, infatti, è ancora oggi molto radicato nella società e combatterlo non è impresa facile. Per contribuire a questo percorso è sceso in campo un gruppo eccezionale, costituito da persone di varie culture, superando così ogni barriera. «Dobbiamo insomma lavorare insieme per evitare che qualcuno possa rovinare questa grande ricchezza che è il nostro mondo. L’iniziativa, in questo contesto, è un piccolo passo nell’ambito di un progetto molto più ampio».
Contributo dell’Unitre L’Unitre è da sempre impegnata nella socializzazione, in qualità di università delle tre età, con l’obiettivo di coinvolgere tutte e tre le generazioni. «Il progetto che presentiamo – sottolinea la responsabile delle relazioni esterne Unitre Perugia Elvira Carrese – è stato da noi condiviso perché il tema al centro dello spettacolo è nelle nostre corde. Troppo spesso si emargina; ed allora, per reagire, dobbiamo continuare ad unirci portando avanti progetti comuni che, partendo dal passato, guardano al futuro».
Vetrina di pregiudizi Lo spettacolo che sarà proposto è una vetrina di pregiudizi: dai più innocui (“il vino rosso fa buon sangue”) ai più radicati (“gli immigrati rubano il lavoro agli italiani”). Perché parlare di pregiudizio per onorare la memoria delle vittime dei campi di concentramento? Perché è facile fare recinti con filo spinato elettrizzato, alzare torrette di guardia e deportarvi coloro che ci si è convinti abbiano colpa di tutto. Il gruppo di allievi-attori è composto da persone (allievi dei laboratori teatrali condotti da Biselli – allievi Unitre Perugia, III Atti – Giovani Musulmani d’Italia) di età, nazionalità, fedi, esperienze diverse. ‘Prejudice’ è realizzato con grande impegno dei numerosi allievi-attori ma anche grazie alla partecipazione del Centro per l’arte contemporanea Trebisonda, opere di Benedetta Galli e Danilo Fiorucci, dell’attrice-cantante Floriana La Rocca di Ars et Labor con i musicisti Daniel Obando e Cristiano Bellavia. L’evento si prefigge quindi di contribuire al mantenimento della memoria collettiva attraverso la condivisione, perché solo ricordando ciò che è stato si potrà, forse, impedire che non avvenga mai più quella, e tante altre, Shoah di cui il genere umano si è macchiato durante la storia della sua faticosa conquista della civiltà e di cui, purtroppo, a tutt’oggi, seppur con presupposti e dinamiche diverse, siamo ancora testimoni.
