di M.Alessia Manti
Correva l’anno 2006. Sul palco di un teatro Turreno vivo e ancora punto di riferimento culturale di Perugia, il 3 marzo si esibisce Lou Reed, il musicista dalla chitarra ‘arrugginita’, fondatore dei Velvet Undergound. Ad un giorno dalla sua scomparsa Sergio Piazzoli, patron della Musical Box Eventi, ci riporta indietro, a quella memorabile serata. Partendo da una camminata, anzi, da una ‘vasca’ come si dice da queste parti, che Piazzoli ebbe il piacere di condividere con uno dei suoi miti di gioventù.
«Con quel concerto si chiuse un cerchio» L’artista americano fu protagonista indiscusso della Stagione d’autore, la rassegna che scandisce l’inverno musicale della città da ormai più di vent’anni. Un concerto che naturalmente registrò il tutto esaurito già poco dopo essere stato annunciato. «Facemmo di tutto per portarlo – ricorda Piazzoli -, volevamo si chiudesse quel cerchio con i Velvet Underground, aperto anni prima ospitando Nico e John Cale con uno spettacolo dedicato a New York. Fu l’ultimo concerto di stampo internazionale al Turreno». Non solo. Perchè dopo Reed, infatti, nel 2007 il teatro smise di essere la culla dei live in città e fu Lucio Dalla a regalare alla platea del Turreno lo spettacolo finale.
I nomi sul palco del Turreno Dal ’90 fino al 2007 il palco del Turreno accolse una lunga lista di nomi altisonanti. Concerti che, come nel caso di David Sylvian, la Musical Box riuscì a ‘strappare’ a città-tempio della musica come Firenze. Diamanda Galas, David Byrne, Ryuichi Sakamoto,Tom Robinson sono solo alcuni degli artisti che calcarono quel palco. «Avere un artista di questo calibro fu un’emozione altissima – confessa Piazzoli – perchè si trattava di un idolo per me». Reed non era mai stato a Perugia e la bellezza del suo centro storico non lo lasciò indifferente. Arrivato in città infatti volle andare dall’hotel Brufani al Turreno a piedi. «Una ‘vasca’ che mi ha aiutato sicuramente a metterlo a suo agio e a placare la mia tensione – prosegue – perchè, arrivati al soundcheck mi sono sbilanciato e gli ho chiesto che effetto gli facesse suonare nei teatri dopo le contestazioni. Mi disse ‘Forse stiamo invecchiando, forse no». Piazzoli fa riferimento al periodo delle contestazioni politiche durante i concerti negli anni ’70 che coinvolsero anche Reed. Memorabile a Roma il concerto in cui venne catturato come ostaggio il suo manager David Zard ed in cui venne ferito alla testa da un cubetto di porfido il bassista. «Adesso che è andato via ho solo voglia di riascoltare il grande patrimonio musicale che ci ha lasciato e ricordare quella camminata». Anzi no, quella vasca. E noi con lui.
