di Ivano Porfiri

Hanno accarezzato le pareti del borgo antico di Corciano le note dell’accordèon di Richard Galliano. Il musicista francese non ha deluso il pubblico del Corciano Festival concedendosi in un repertorio ricco e variegato.

E’ arrivato in piazza Coragino (tutto esaurito per l’occasione) come un menestrello, fisarmonica in spalla, e così se ne è andato al termine del concerto. L’aria distratta dell’artista di strada con le mani agili del grande musicista. Richard Galliano le ha fatte danzare sulla fisarmonica come fossero ballerini di tango, alternando delicatezza e forza. Note lievi, sfiorate, e colpi allo strumento come fosse un tamburo.

Il maestro ha dialogato con la Corciano Festival Orchestra diretta da Marco Pontini. Brani in «solo» alternati ad esibizioni in cui Galliano si è inserito alla perfezione nel tessuto orchestrale. Dopo l’apertura con il Caribbean Concerto di Kees Vlak, l’ingresso in scena del fisarmonicista che ha snocciolato Fou Rire e il Tango pour Claude di sapore piazzolliano.

Insieme all’orchestra l’omaggio all’Italia con Guarda che Luna, seguita da quattro composizioni dello stesso Galliano: Chat Pitre, La Valse a Margaux, Love Day e Aria. Immancabile Libertango di Piazzolla reinterpretato dal fisarmonicista in chiave del tutto personale. A chiudere l’Historia de un amour di Luis Miguel e Menuetto e Badinerie di Bach.