Assistere ad un concerto dei GTO ti dà la stessa sensazione che provi quelle rare volte che decidi di salire in soffitta a riaprire quella scatola coperta di polvere che contiene i tuoi ricordi, le tue vecchie foto, i giocattoli di un tempo. La scatola coperta di polvere sta lassù. Tu lo sai. Ma la riapri raramente. Perché il riaprirla ti rievoca emozioni antiche, profonde, intense, che ti lasciano dentro una malinconica ebrezza. Un misto di voglia di estate, di passione, di viaggio, di autostop, di incontri magici che durano lo spazio di un sogno.
E mentre i cinque “ragazzi” di San Leo Bastia dal palco ti raccontano in musica le loro storie, tu stai sotto ad ascoltarli e non puoi fare a meno di riesumare dalla scatola dei ricordi, diligentemente, ad una ad una, le istantanee della tua memoria. Una sequenza di personaggi ti sfilano sotto agli occhi. Quelli di Autostop, di El Piragna, de Il Mago, brani dell’ultimo disco Mondiàl uscito nel 2010. Ma anche quelli di Pellerossa e Fiori nel Fiume, tratti dalla prima produzione The Best of GTO del 2000.
Luna piena sulla pelle. Nella piazza gremita i ritmi si susseguono in un’alternanza di euforia e pacatezza, condivisione e solitudine, rock e lento. L’alternanza delle stagioni, dei sentimenti, dell’umano divenire. E tu rimani lì, in ascolto. Rapito dalla musica e dalle antiche sensazioni rievocate dai cantastorie sul palco. La partita della vita. I ritmi si susseguono senza soluzione di continuità condotti sapientemente dalla chitarra folk di Romano, e non lasciano tregua alle emozioni. Il risultato è una sorta di singola traccia, capitoli contigui di una unica grande storia, la storia di tutti coloro che non temono gli effetti collaterali della passione e non hanno paura del tempo, quel tempo che esprime un “concetto relativo. Sembra lento, si, ma poi vola via se non sei vivo”.
Trecce lunghe e spirito ribelle. E il tempo sembra proprio non essere passato per i cinque “bravi ragazzi” di San Leo Bastia. Da diciotto anni vivono assieme ed appieno il loro viaggio, a bordo del Ducato Fiat Panorama di un azzurro improbabile. E traspongono in musica le emozioni. Senza un briciolo di rimpianto o nostalgia. Perché ci “sarà sempre una strada per andare” ed una vecchia scatola coperta di polvere in soffitta da riempire di ricordi e sensazioni.
(Per info:www.gtoclub.it)


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