di Angela Giorgi
«Non penso a tutta la miseria, ma alla bellezza che rimane ancora». Con queste parole di speranza, scritte da Anna Frank, l’Umbria sceglie di ricordare il dramma della Shoah. Proprio nel Giorno della Memoria, venerdì 27 gennaio, la Regione invita Manuela Dviri, giornalista in prima linea per l’impegno umanitario nel conflitto israelo-palestinese, a presentare il suo ultimo romanzo «Un mondo senza noi».
La Shoah in Italia La riflessione sull’Italia e la Shoah, indispensabile per non dimenticare e per imparare dagli orrori della storia, passa anche per l’Umbria. Venerdì alle 10, presso la Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni, il Giorno della Memoria interroga direttamente la coscienza del popolo italiano, grazie al racconto di Manuela Dviri e in presenza della presidente della Regione Catiuscia Marini, di Donatella Porzi (presidente Assemblea legislativa dell’Umbria), di Mario Tosti (presidente dell’Istituto per la storia contemporanea dell’Umbria) e di Sabrina Boarelli (dirigente dell’Ufficio scolastico regionale). Nel suo ultimo romanzo «Un mondo senza noi» (edito da Piemme, con una prefazione di Gad Lerner), la scrittrice italiana naturalizzata israeliana affronta i fantasmi del suo passato familiare: tra Ancona e Padova, l’autrice ricostruisce l’inasprimento delle persecuzione razziale e il diffondersi della connivenza e del sospetto tra le persone comuni. Vicini di casa e impiegati pubblici, tutti tacitamente coinvolti in un processo di esclusione e cancellazione.
Oltre il conflitto israelo-palestinese Come sarebbe un mondo senza il popolo ebraico? Questa la domanda su cui Manuela Dviri ritorna costantemente nel romanzo, intessendo parallelismi tra la Shoah storica e il presente in Israele, sotto l’angoscia dell’ultima guerra. Una guerra che Manuela Dviri, trasferitasi da Padova in Israele nel 1968, ha vissuto sulla propria pelle: nel 1998 il figlio Yonathan, in servizio nell’esercito israeliano, fu ucciso durante un conflitto con Hezbollah. A lui Manuela Dviri ha dedicato un’opera teatrale messa in scena da Ottavia Piccolo. Giornalista e scrittrice, collaboratrice di Vanity Fair e del Corriere della Sera, Manuela Dviri è impegnata in iniziative di dialogo con i palestinesi e in progetti umanitari israelo-palestinesi: il più importante è «Saving Children», dedicato ai bambini palestinesi che non possono essere curati dalla sanità nazionale. Dal 2003 il progetto è riuscito a curare diecimila bambini palestinesi, con la collaborazione di organizzazioni mediche di entrambi gli stati.
