di E.U.

«Sono uno scrittore perché mi piace trasferire e condividere emozioni e pensieri con altre persone. Noi viviamo in un’epoca in cui ognuno è concentrato su se stesso. Mentre la scrittura ci ricorda che noi siamo tanti anelli di una lunga catena. Non siamo degli anelli solidali, riusciamo a dare un senso alla nostra vita, quando ci sentiamo all’interno di una catena». Così lo scrittore narnese Antonio Fresa si racconta ai microfoni di Umbria24 prima della presentazione del suo libro ‘Le opere, i giorni: Storie quotidiane di passioni’ in programma giovedì 18 gennaio alle 17.30 presso la biblioteca del Circolo lavoratori Terni.

Scrivere, condividere «Il raccontare è uno dei modi per rimanere legati alle persone, alle storie, a quelli che non ci sono più e quelli che ancora sono parte della nostra vita – spiega Antonio Fresa -. Racconto per non perdere del tutto il rapporto con l’umanità. I libri portano ad incontrare situazioni che non conosciamo. Ho una rete di tante persone che mi circondano; posso andare ad una conferenza con cento persone, o in altre con cinque persone, ma ogni volta più che essere ascoltato, ascolto ciò che fanno gli altri». Focus sull’opera del professore: «Il libro è dedicato al lavoro, essendo incuriosito dalle attività degli altri – racconta lo scrittore -. Amo osservare, scoprire, scrutare i segreti di altri lavori essendo tutti importanti e funzionali per la società. La copertina viene da un’idea proveniente da Caltagirone (CT), dove ci sono maestri che lavorano le piastrelle a mano, opere tutte uguali ma in realtà tutte diverse. Il futuro che abbiamo davanti ci fa capire come il lavoro come abbiamo sempre conosciuto, in senso industriale, stia cambiando. Avremo delle produzioni industriali mirate su un utente finale, grazie a nuove forme di produzione. Questo richiederà non dei tecnici, ma delle persone che hanno una concezione del bello e della qualità di personalizzare le cose. Ritornerà una grande quantità di Made in Italy, in particolare la qualità della manifattura. Il titolo, una deformazione mentale da studi umanistici, un riferimento ai classici. ‘Le opere e i giorni’ è un poema epico di Esiodo, volto a ricordarci ciò che contraddistingue gli uomini, ovvero la nostra capacità di lavorare e di trasformare la realtà».

L’autore e l’opera Antonio Fresa, originario di Portici (NA), da venti anni trapiantato in Umbria. È professare di filosofia e storia all’istituto ‘Gandhi’ di Narni e presidente dell’Unitre Narni. La sua pubblicazione ‘Le opere, i giorni: Storie quotidiane di passioni’ presenta occasioni di incontro su altri lavori. Riporta e illustra la sapienza celata dietro alle professioni nelle officine, nelle botteghe, nei laboratori portati avanti con dedizione, amore, esperienza. Lavori che sono la ricchezza, il marchio e storia. Una raccolta di racconti basata sulla meraviglia, lo stupore per quello che le donne e gli uomini, sanno creare con la loro dedizione, applicazione e sagacia. Piccole storie, che aiutano a pensare alle grandi trasformazioni del mondo in cui viviamo. Alle sfide della complessità e delle transazioni che dobbiamo affrontare.

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