di A.G.
Una mostra in tre sedi che nasce dall’esigenza di ricordare la figura di Manlio Bacosi, personaggio significativo per Perugia e per l’Umbria ma anche proiettato a livello nazionale e internazionale. Popolare per le sue opere di grafica, ceramica e scultura, il trasversale artista è al centro dell’esposizione che si articola fra palazzo Vecchio a San Gemini (30 settembre – 15 ottobre), Fondazione Carit palazzo Montani Leoni a Terni (30 settembre – 5 novembre) e Museo civico di palazzo della Penna a Perugia (28 ottobre – 3 dicembre): accanto a paesaggi, fusioni di ferro e bronzo e pittura su infissi, per la prima volta saranno visibili le opere ritrovate della stagione post-cubista, finora del tutto sconosciuta.
La mostra Dalla breve esperienza post cubista, con opere ritrovate del Comune di Perugia e della Regione Umbria, alla più corposa fase informale ispirata dal Gruppo di Spoleto, fino alla breve ma intensa stagione dell’astratto: opere inedite e poco note costituiscono il cuore della mostra dedicata a Manlio Bacosi, accanto al paesaggismo con evidenti venature di surrealismo, in cui evoca la dolcezza della luce della sua terra, e alle nature morte. Eclettico e curioso, Bacosi praticò con successo la ceramica, la scultura in ferro e fusione in bronzo, allestimenti audaci come la pittura nei vecchi infissi, senza dimenticare la grafica. Questa trasversalità si è riflessa anche nella sua produzione, che annovera sia opere molto impegnative che una serie infinità di piccoli paesaggi, pensati dall’artista per essere alla portata economica di tutti. Le tre esposizioni presenteranno circa 122 opere fra pittura, scultura, ceramica e grafica, e si pongono come primo obiettivo quello di inquadrare definitivamente Bacosi nel panorama storico-artistico contemporaneo dopo anni di oblio. Forse il più popolare fra gli artisti attivi a Perugia dagli anni Cinquanta in poi, Bacosi è al centro di un progetto espositivo suddiviso in sezioni tematiche, corrispondenti alle fasi di esplorazione tecnica ed espressiva: gli esordi fra post-cubismo e informale, le sintesi architettoniche anni sessanta-settanta, il paesaggismo anni Ottanta, la ceramica, la scultura e, infine, la grafica.
