di Giorgia Olivieri
Passioni tramandate di generazione in generazione, di maestro in allievo, di mano in mano: l’antica tradizione artigiana dell’Umbria vive ancora oggi grazie a chi ha voluto credere nel potere del ‘fatto a mano’. Nel centro storico di Perugia sono tante le realtà artigiane, molte delle quali concentrate tra borgo XX Giugno, via dei Priori e corso Vannucci. In queste «vie dell’arte» si respira umanità e cura, ma soprattutto tanta voglia di accogliere clienti e curiosi. Umbria24 è entrata in alcune botteghe artigiane simbolo del made in Umbria tra ceramica, cioccolato e sartoria.
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Mestiere raro Un mestiere in cui è necessario «credere», così lo descrive il giovane sarto Davide Pastocchi, artigiano di borgo XX Giugno, che ha recentemente aperto la sua bottega nel quartiere. Davide apprende a 18 anni il mestiere della sartoria da uomo grazie a un artigiano che lo «tiene a bottega» e, con la voglia di mettersi in proprio, apre dopo anni di esperienza la Sartoria Pastocchi. «Questo lavoro, oggi come oggi, è abbastanza particolare: raro e non facile da trovare, specialmente tra i giovani – racconta Davide – seppur sia una strada impegnativa e non semplice quella del lavoro artigiano, dà molte soddisfazioni e dà sempre la possibilità di mettersi in gioco».
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Artigianato come magia «L’artigianato oggi, almeno io l’ho interpretato così per come mi corrisponde di più, deve tornare ad aprire le porte anche per farsi conoscere e diventare luogo sociale», questo il pensiero di Monica Grelli, in arte Mogré, che esprime nel lavoro che porta avanti nella sua bottega da ceramista di via dei Priori. Monica, dopo aver frequentato l’Accademia d’arte e aver timidamente conosciuto la ceramica, la riscopre per caso grazie a una commissione da privati e da lì non la abbandona più. «Quando passa un bambino e ti vede lavorare si ferma a guardarti ed è incantato nel veder lavorare una persona con le mani, torna sempre a essere una magia in qualunque epoca, anche in quella digitale di oggi», racconta Monica.
Le difficoltà «L’artigiano dovrebbe innanzitutto lavorare, quindi stare nel laboratorio e produrre, oggi, nel mio caso diventa quasi un riposarmi, perché devi stare dietro a una serie di problematiche che tutte le aziende hanno ma che una grande industria affronta in maniera quotidiana e risolutiva, mentre un artigiano fa molta difficoltà», questi i limiti oggi del mestiere secondo Giordano Mangano, proprietario di Augusta Perusia. Quella di Mangano con il cioccolato è una storia che parte da suo padre, ex dipendente della Perugina, che decide di dare vita a una cioccolateria artigianale oggi nelle mani del figlio, che ha recentemente aperto un nuovo punto vendita in corso Vannucci. «L’artigiano è costretto tutti i giorni a confrontarsi con sistemi burocratici, fiscali, produttivi e costi esattamente uguali a una grande industria», conclude Mangano.
