di A.G.
Otto cantine e i loro vini da raccontare, ma anche cibo a buffet, musica ed esposizioni d’arte nella domenica di Cantine aperte. Il 27 maggio, nella cornice del parco dell’agriturismo Il poggiolo (strada Bagnaia – Pilonico Materno, Perugia), le cantine Cenci, La casa dei cini, Mani di luna, La spina, Donini, Fontesecca, Riccioni, Leonardo Bussoletti presenteranno i loro vini in una giornata evento, organizzata in collaborazione con Pintór – trattoria culturale.
‘La meglio feccia’ All’interno del parco secolare condiviso dall’agriturismo e dall’adiacente ristorante Pintór, saranno allestite otto postazioni per ciascuna delle cantine dell’associazione Vignaioli resistenti umbri. Dalle 10.00 alle 20.00 i vini in degustazione saranno presentati e raccontati dai produttori, in abbinamento al buffet tipico preparato dallo chef Giuseppe Vaccaro e dallo staff del Pintór e in compagnia di musica dal vivo e arte, con la mostra collettiva di Sergio Angelella, Franca Ambrosi, Carla Medici e Mario Sciarra della Casa degli artisti, le personali di Francesco Peccia e Giovanni Cenci e l’esposizione dei ‘Freschi di cantina’ di Stefano Neri (Pistoia). Dalle 14.00 alle 19.00 è previsto uno spazio bimbi con babysitter. Il costo dell’intera giornata, comprensivo di degustazione e buffet, è di 25 euro a persona. Per prenotare, contattare l’associazione Vignaioli resistenti umbri al numero 335 770 6022 o all’indirizzo email info@vignaioliresistentiumbri.it
Vignaioli resistenti umbri è un progetto fondato da amici e vignaioli umbri dediti alla viticoltura ed enologia, nato in seguito all’esperienza di ‘Umbria grida terra’ al Mercato coperto di Perugia. Pur partendo da esperienze e storie diverse, i Vignaioli resistenti sono costantemente impegnati in un confronto costante, alla ricerca di nuove forme di produzione sempre più sostenibili e attente all’ambiente. Uniti dall’amore per la vigna, dalla passione per il proprio lavoro e per i vini di qualità, i Vignaioli resistenti hanno come obiettivo la libertà dall’omologazione del settore e dagli schemi prevalenti del mercato, nel rispetto del territorio e delle sue specificità naturalistiche, produttive e umane.
