di Danilo Nardoni
La cantina Mevante, posizionata tra le colline di Bevagna (l’antica Mevania) esposte a Levante, sta vivendo un momento particolarmente intenso. Prima di tutto partecipando ad alcuni degli appuntamenti più rilevanti del panorama vitivinicolo nazionale, con l’obiettivo di raccontare la propria identità produttiva e presentare in anteprima le nuove annate, e poi organizzando una rassegna multidisciplinare dal titolo ‘Finché resta luce’.
Mevante, dopo essere stata protagonista al Vinitaly, la più importante manifestazione italiana dedicata al vino, all’interno del Padiglione riservato all’Umbria, ora sarà “A Montefalco”, in programma dal 27 al 29 aprile, uno degli eventi più attesi per gli appassionati e i professionisti del vino umbro. In questa occasione sarà possibile degustare in anteprima le nuove annate che entreranno in commercio nei prossimi mesi, offrendo uno sguardo privilegiato sull’evoluzione stilistica e produttiva della cantina. Sempre nel mese di aprile, Mevante sarà presente anche a Only Wine Festival, in programma il 25 e 27 aprile a Città di Castello, manifestazione dedicata ai giovani produttori e alle realtà più dinamiche del panorama enologico italiano. Un percorso che conferma l’impegno di Mevante nel valorizzare il territorio umbro attraverso una produzione attenta, contemporanea e fortemente identitaria, capace di dialogare con il pubblico nazionale e internazionale.
Ma Mevante continua anche a definire il proprio percorso oltre il vino e l’ospitalità, presentando in questo periodo anche “Finché resta luce”, una rassegna multidisciplinare curata dal CEPA – Centro Extradisciplinare per le Arti (hub culturale nato dall’incontro tra l’Associazione Culturale Strabismi e l’Associazione Culturale Free Time) che fino a settembre sta portando in cantina un calendario di appuntamenti tra musica, teatro, letteratura e stand-up comedy. Il progetto incontra così Mevante che da realtà vitivinicola si propone anche come spazio culturale attivo, capace di generare esperienze e relazioni attraverso linguaggi diversi.
Situata nel cuore della denominazione Montefalco Sagrantino DOCG, Mevante è una realtà che integra produzione agricola, accoglienza e ricerca sull’esperienza. Con questa rassegna apre i propri spazi alla cultura in modo continuativo, trasformando la cantina in un luogo dove il vino incontra altre forme di espressione. Ed i vini Mevante – dal Montefalco Sagrantino DOCG al Montefalco Rosso DOC, fino ai bianchi da Grechetto e Trebbiano Spoletino – diventano parte integrante del racconto, espressione diretta del territorio. “Finché resta luce” si sviluppa in otto appuntamenti a cadenza mensile, costruiti come momenti immersivi in cui la dimensione artistica e quella conviviale si intrecciano naturalmente. L’avvio è stato lo scorso 23 marzo con un’anteprima-vernissage in cantina: dj set e degustazione guidata accompagneranno la presentazione del calendario. L’inaugurazione ufficiale si è svolta invece il 28 marzo con lo spettacolo di Alessandro Ciacci, tra i protagonisti della nuova scena della stand-up comedy italiana.
Ora la rassegna torna con un doppio appuntamento dedicato al teatro. Sabato 25 aprile, alle 19.30, i suggestivi spazi in via Madonna della Neve ospiteranno lo spettacolo “Lettere a… Federico Garcia Lorca”, con Michele Bandini e Malcolm Angelucci, un dialogo “impossibile” tra reading e spettacolo con uno dei più grandi autori della storia della letteratura mondiale, il poeta e drammaturgo spagnolo fucilato 90 anni fa dai falangisti di Francisco Franco, a cui è dedicato l’appuntamento nel giorno della Festa della Liberazione (info e prenotazione obbligatoria: tel 345 4033168 – mail hospitality@agricolamevante.com). Questo “epistolario immaginario in forma radiofonica – spiegano gli autori – ci mette di fronte a qualcosa di forte, immediato, vero, facile da sentire, ma tanto raro. Qualcosa da desiderare oltre ogni gioia e attraverso ogni dolore. Duende, lo chiamava lo stesso Garcia Lorca: una forza vitale che supera ogni forma, ogni tecnica, ma le attraversa tutte, dalle ballate ai sonetti, dal teatro alla danza. Vita, morte, e, soprattutto, amore”.
Domenica 26 aprile, sempre alle 19.30, tocca invece agli attori e alle attrici che hanno partecipato ai laboratori teatrali condotti nei mesi scorsi a Foligno dall’associazione e compagnia Zoe e coordinati da Michele Bandini insieme ad Alessandro Sesti ed Annalaura Vinti. La storia dei laboratori Zoe arriva da lontano, da oltre vent’anni si occupa di formazione e propedeutica teatrale sul territorio e quest’anno sono stati realizzati grazie alla collaborazione con Spazio Danza che ha messo a disposizione le sale per gli incontri. Particolarità della nuova formula formativa è l’incontro con artisti provenienti dal territorio nazionale che hanno portato approfondimenti su regia, drammaturgia, cura del movimento e attorialità. In programma lo spettacolo “1984(?)”: il corso avanzato 2025/26 ha infatti affrontato una delle opere più famose del primo dopoguerra, 1984 di George Orwell, che nel 1948 (da qui il titolo frutto dell’inversione delle ultime due cifre) immaginò un futuro distopico in cui un regime totalitarista aveva riscritto la storia del mondo. Un partito unico sotto la guida di un’unica fantomatica figura: il Grande Fratello.
“Finché resta luce” proseguirà poi il 30 e il 31 maggio, in occasione di Cantine Aperte, con la musica di Upper Tiber River Band, ContrArie, Loop e Cinquantini Rock&Roll; a luglio – sabato 4 – serata messicana con il gruppo mariachi El Magnifico de Florencia. Ad agosto vino protagonista con Calici di Stelle, mentre sabato 19 settembre la rassegna si chiuderà con lo spettacolo “Francesco l’amato mio”, una produzione di Agape Teatro a ottocento anni dal Cantico delle Creature di San Francesco. Con “Finché resta luce”, pertanto, Mevante consolida quindi il proprio posizionamento come luogo da vivere, dove il vino diventa parte di un’esperienza più ampia, fatta di cultura, incontro e territorio.
