Intorno colline verdeggianti. Dentro le imponenti e misteriose mura poligonali di epoca preromana, che custodiscono secoli di storia millenaria, sorge Amelia, una delle gemme più affascinanti e forse meno conosciute della regione. Una antica città che vanta origini che si perdono nel mito e fondata, secondo la leggenda, persino prima di Roma. Ogni pietra racconta storie di popoli italici, romani e nobili famiglie. Passeggiare tra i suoi vicoli silenziosi, entrare nei palazzi rinascimentali che impreziosiscono il centro storico, affacciarsi su panorami mozzafiato, significa allontanarsi dai circuiti del turismo di massa. Amelia non si smentisce mai ed accoglie così con il suo fascino austero e fiero.

Ad accendere queste sue caratteristiche ci ha pensato Amerino Tipico Festival. Tre giorni di appuntamenti, degustazioni, visite, esperienze e incontri e un risultato che parla chiaro: tutte le iniziative sono andate sold out, confermando il successo di un format capace di raccontare Amelia e l’Amerino attraverso il filo conduttore del gusto, della cultura e della valorizzazione del territorio.

Dal 2 al 4 ottobre scorsi, Amelia ha accolto la seconda edizione del Festival, trasformando il suo patrimonio storico e architettonico in uno straordinario scenario per raccontare le produzioni e le tradizioni dell’Amerino. Un progetto che ha messo in relazione luoghi, storia, prodotti, produttori e persone, dimostrando come la città possa diventare un grande palcoscenico per promuovere le proprie eccellenze e quelle dell’intero territorio amerino.

Il successo di pubblico ha riguardato l’intero programma di esperienze e, soprattutto, il nuovo format di “Cena Itinerante tra cortili, androni e chiostri dei Palazzi Storici di Amelia” – Palazzo Cansacchi, Pagliaricci, Venturelli e il Chiostro di San Francesco – uno degli appuntamenti più caratterizzanti di questa edizione.

Artefici della bella iniziativa il Comune di Amelia e gli ideatori e organizzatori dall’Agenzia ADD Comunicazione ed eventi. L’evento è stato possibile anche grazie al sostegno del MIC – Ministero della Cultura Direzione Spettacoli, con la collaborazione della Condotta Slow Food Umbria Meridionale e della Strada dei Vini Etrusco Romana.

“Il Festival ha scelto di portare il pubblico dentro una Amelia più intima e sorprendente – spiega Daniela Tabarrini, ideatrice e responsabile organizzativa dell’evento – valorizzando spazi e luoghi che appartengono alla storia della città. È proprio questo uno degli elementi che l’evento ha voluto mettere in evidenza: Amelia conserva in maniera quasi silenziosa un patrimonio storico, artistico e architettonico straordinario, che può diventare una risorsa ulteriore per raccontare le ricchezze agroalimentari ed enogastronomiche del territorio”.

Una contaminazione che durante i tre giorni ha funzionato, portando il pubblico a scoprire la città attraverso i suoi sapori e, contemporaneamente, a conoscere i prodotti attraverso i luoghi che ne rappresentano l’identità.

“Siamo davvero felici ed entusiasti del risultato di queste tre giornate di Amerino Tipico Festival – commenta Tommaso Agabiti, Assessore del Comune di Amelia – Il tutto esaurito negli eventi di venerdì, i 260 partecipanti alla cena itinerante del sabato e i posti esauriti nei tour di domenica dedicati all’olio, al vino e al trekking, rappresentano un risultato eccezionale, che ci ripaga del lavoro svolto e ci dà grande energia per il futuro. Volevamo offrire ai cittadini e ai visitatori un’esperienza speciale, facendo incontrare le eccellenze enogastronomiche, con la bellezza e l’identità del nostro territorio. Le visite guidate nelle aziende hanno permesso di conoscere da vicino il lavoro, la cura e la passione che ci sono dietro un prodotto di qualità: un valore che si comprende pienamente incontrando i produttori e scoprendo i luoghi in cui nasce. Allo stesso tempo, vedere il centro storico animato, con i palazzi e i cortili diventati luoghi di incontro, degustazione e convivialità, è stata una delle soddisfazioni più belle. È un successo di squadra, reso possibile dall’impegno delle amministrazioni coinvolte, dei produttori, delle associazioni, degli operatori e di tutte le persone che hanno collaborato. A ciascuno di loro, così come al pubblico che ci ha scelto, va un ringraziamento sincero.È stato un anno molto bello per noi, ricco di lavoro e soddisfazioni. Stiamo già lavorando per migliorarci in vista della prossima edizione, facendo tesoro di questa esperienza. L’entusiasmo di queste giornate ci incoraggia a continuare su questa strada, con l’obiettivo di far crescere il festival e valorizzare sempre di più l’Amerino e le sue eccellenze”.

Protagonisti del festival sono stati i prodotti identitari dell’Amerino, a partire dalla Fava Cottòra, Presidio Slow Food, fino all’olio extravergine di oliva, con particolare attenzione all’antica cultivar Rajo, e ai vini della DOC Amelia, con il Ciliegiolo in primo piano insieme alle altre varietà che caratterizzano la produzione vitivinicola dell’area. Il recupero delle produzioni antiche è stato proprio il tema della tavola rotonda inaugurale, “Il recupero dei prodotti antichi come risorsa per l’Amerino”, che ha aperto la manifestazione al Teatro Sociale, mettendo a confronto istituzioni, esperti, Slow Food, produttori e realtà impegnate nella salvaguardia della biodiversità agricola, in particolare il Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria (3A-PTA).

A seguire “Terre e Vini”, esperienza di degustazione guidata da Antonio Boco, ha portato al centro dell’attenzione i vitigni autoctoni dell’Amerino, mentre la giornata di sabato ha proposto un’esperienza dedicata ai prodotti dimenticati e ritrovati di Amelia con una degustazione sold out, e “Parole da Mangiare a Teatro”, esperienza immersiva curata dall’Associazione Ippocampo.

Domenica poi il pubblico è stato accompagnato al di fuori del centro storico, direttamente nei luoghi di produzione, con il Trekking dei sapori tra vigneti e oliveti e i tour in navetta dedicati al vino e all’olio. Un modo per completare il racconto: dopo aver conosciuto i prodotti attraverso la storia e la cultura di Amelia, i partecipanti hanno potuto incontrare produttori, visitare cantine, frantoi e paesaggi agricoli, entrando direttamente nei luoghi in cui quelle eccellenze nascono.

È questa la direzione indicata dal successo dell’Amerino Tipico Festival: costruire un’esperienza territoriale nella quale il prodotto non sia soltanto qualcosa da degustare, ma diventi il punto di partenza per conoscere paesaggio, storia, cultura, tradizioni e comunità. Un modello che può contribuire a rafforzare il ruolo di Amelia come porta d’accesso all’Amerino e a promuovere un territorio fatto di produzioni di qualità, biodiversità, piccoli produttori e patrimoni culturali ancora in parte da scoprire.