di Ivano Porfiri
Walter Veltroni non sarà nel prossimo Parlamento: si è autorottamato. Vi era entrato nel 1987, a 32 anni. Ma la sua carriera politica era iniziata molto prima: da consigliere comunale a Roma nel 1976 a soli 21 anni. Tempi in cui la politica era una scelta difficile e di passione. Poi, per molti, è diventata una carriera.
La notizia del ritiro di Veltroni, eletto anche in Umbria in passato, ha scosso il partito. Enrico Letta ha tentato addirittura un: «Ripensaci». Un remake del ripensamento quando disse che, dopo aver fatto il sindaco di Roma, sarebbe andato a fare il volontario in Africa. In verità, non sono pochi a pensare che il turbamento agiti, più che l’animo dei colleghi (compagni e avversari) di Veltroni, le sedie sotto il loro deretano.
Che farà D’Alema, si chiedono ora in tanti. Eletto deputato nello stesso anno di Veltroni, lui che meditava già il ritiro, ma poi è sembrato ripensarci per contrastare l’odiato Renzi, si presenterà alle prossime Politiche? Oppure giungerà alla decisione che le istituzioni italiane possono fare a meno di lui e lui della quotidianità del Parlamento?
E che farà Rosy Bindi, Gianfranco Fini, Silvio Berlusconi? E, ancora, Giorgio La Malfa (in Parlamento da 40 anni), Beppe Pisanu (38 anni anni di servizio), Altero Matteoli e Filippo Berselli (entrambi Pdl). E Anna Finocchiaro (da 25 anni alla Camera), ma anche la radicale Emma Bonino, parlamentare da 21 anni e l’eterno Franco Marini (20 anni)?. Carriera ultraventennale anche per Maurizio Gasparri, Roberto Calderoli e Roberto Castelli. Pressoché certa la presenza nel prossimo Parlamento di Pierferdinando Casini, nelle istituzioni repubblicane da 29 anni, proprio come Fini.
La domanda per tutti loro è semplice: vi sentite ancora indispensabili? Pensate che nessuno meglio di voi possa rappresentare l’Italia nel 2012? Non è solo un problema anagrafico (che peraltro c’è: quando questa classe politica è entrata in Parlamento le lettere si scrivevano a macchina e la tv era in bianco e nero), anche di logoramento: migliorare questo Paese è dura, ce la fate ancora dall’alto del vostro status e con i conti in banca così pieni? Ma il rapporto tra potere e logoramento ce l’ha insegnato uno che, da senatore a vita, queste polemiche da post-Seconda Repubblica può godersele (salute permettendo) con un ghigno come Giulio Andreotti.
Oppure si scatenerà un vero e proprio «effetto Veltroni»? Magari anche nella politica locale: quanti, ad esempio, in Umbria si sentiranno coinvolti e, dopo una vita intera fra consigli comunali, provinciali, regionali o in Parlamento decideranno che – vabbè – magari si può anche fare un benedetto passo indietro? Ce ne sono sia nel centrosinistra che nel centrodestra. Walter ha dato l’esempio. Che fate, vi autorottamate anche voi?

