Turismo, dalla Federalberghi previsioni negative (Foto F. Troccoli)

di Vincenzo Bianconi*

Le imprese ricettive umbre sono in affanno: non hanno ancora assorbito la batosta dell’Imu, che in certi casi ha moltiplicato per tre quanto si pagava con la vecchia Ici, ancora vedono all’orizzonte la tassa di soggiorno, e devono misurarsi con prospettive incerte per la stagione già avviata. Dai dati Istat regionali è emerso un inizio anno particolarmente negativo con i primi due mesi in forte perdita rispetto allo stesso periodo del 2011, mentre la situazione è migliorata nei mesi di marzo e aprile. Il dato complessivo da gennaio ad aprile evidenzia un aumento di arrivi del 5,33% e presenze in crescita del 2,98 % rispetto agli stessi mesi del 2011. Maggio, però, non è andato affatto bene. La vera criticità resta la bassissima redditività delle imprese, sia per scelte commerciali che tendono a privilegiare la leva prezzo rispetto alla qualità, sia per i costanti aumenti della tassazione a livello locale e nazionale con un particolare rilievo per l’Imu, che proprio in questi giorni ha messo in difficoltà tutte le imprese del turismo.

Previsioni negative E’ difficile fare previsioni per il nostro territorio. Tenuto conto che i turisti italiani rappresentavano nel 2011 circa i due terzi del totale, è evidente che la crisi in atto non fa sperare in un’estate particolarmente positiva. D’altro canto anche quel terzo rappresentato dagli stranieri (peraltro cresciuti nel corso del 2011) potrebbe risentire del generale pessimismo che pervade in questo momento l’Europa. Una prima indicazione sul trend estivo verrà probabilmente dai due grandi eventi che stanno per cominciare, ovvero il Festival dei Due Mondi di Spoleto e Umbria Jazz a Perugia. Un sondaggio realizzato per conto di Federalberghi, sulle previsioni turistiche per l’estate 2012, stima che gli italiani che andranno in vacanza saranno circa 27,8 milioni, pari al 46,1% della popolazione: decisamente in calo rispetto al 2011.

Il peso dell’Imu Il 79% degli intervistati ha scelto o sceglierà l’Italia come meta della sua vacanza principale, mentre solo il 15% andrà all’estero. Il 6% non ha ancora deciso la sua destinazione. Scongiurato per l’anno in corso, il problema dell’imposta di soggiorno non è però risolto: il Comune di Perugia la vuole introdurre a partire dal 2013 ed altri Comuni ci stanno riflettendo. Abbiamo chiesto un nuovo incontro ad Anci Umbria perché non possiamo accettare ulteriori balzelli in aggiunta a quelli che siamo costretti a pagare direttamente. Per quanto riguarda l’Imu, le cifre a carico delle nostre imprese sono molto pesanti, a volte assolutamente impossibili.

Apt e Sviluppumbria Dall’indagine a campione realizzata dalla Federalberghi della Provincia di Perugia, emergono due dati preoccupanti: il primo è che in alcuni casi l’aumento rispetto alla vecchia Ici è di quasi 3 volte; il secondo è che circa il 15% delle imprese ha dichiarato di non aver effettuato il pagamento della prima rata entro la scadenza stabilita. La soppressione dell’Apt poi, ed il conseguente passaggio delle consegne dell’attività promozionale all’interno di Sviluppumbria, costituisce oggi per noi un elemento di incertezza. Chiediamo da tempo notizie precise, sia sulle caratteristiche di professionalità e conoscenza del settore, sia sul ruolo che si vorrà dare al turismo, che noi vorremmo centrale in tutte le politiche promozionali. In questo momento, ogni errore potrebbe compromettere il futuro dell’intero comparto.

*Presidente Federalberghi Perugia

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