Turisti sotto il sole cocente di Corso Vannucci (Foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri

Turisti sì, ma non in città lasciate completamente vuote. E’ stato un Ferragosto da tempi di crisi, secondo le associazioni di albergatori e consumatori, quello appena trascorso in Umbria. Molti umbri hanno ridotto i periodi di vacanza e, se non di giorno, la sera hanno affollato le feste e i palii medievali che hanno animato molti centri.

Gite in calo del 20% «Ci siamo portati dietro il segnale negativo di tutta la stagione – spiega il presidente di Federalberghi Perugia, Vincenzo Bianconi – gli italiani hanno palesato tutti i timori dovuti all’andamento difficile dell’economia». Se per l’estate in generale un parziale riequilibrio è stato dovuto all’afflusso di stranieri, infatti, quella del Ferragosto in Umbria è una delle festività tradizionalmente da turismo nazionale. «Molte gite fuori porta sono state fatte da comitive in pic nic oppure al ristorante ma al risparmio. In termini di volumi di mercato possiamo azzardare un calo del 20% rispetto allo scorso anno. Se, poi, parliamo del ricettivo i segnali continuano ad essere negativi».

Camere vuote in hotel Secondo Federalberghi, molti hotel hanno registrato camere vuote a Ferragosto. «Ci sono state chiamate anche il 15 per il 15 notte, un last minute estremo che negli anni scorsi non avveniva perché si sapeva che era un giorno da tutto esaurito». Gli alberghi in molti casi, per salvare il numero di ospiti, hanno inciso sulla rendita delle camere. «Una tendenza che pagheremo in bassa stagione, ad inizio 2013, quando molte aziende rischiano di chiudere o di trasformarsi in stagionali con forti ripercussioni occupazionali».

Tasse kamikaze Versante su cui inciderà anche l’aumento della pressione fiscale. Secondo Bianconi, «molti amministratori locali stanno intraprendendo la strada kamikaze di alte aliquote Imu e della tassa di soggiorno. In un periodo così difficile, con una concorrenza tanto alta tra territori vicini, servirebbe una sensibilità maggiore verso le imprese del territorio e sull’unica ricchezza che abbiamo».

Bene gli stranieri Se il turismo nazionale va male, segnali migliori si hanno dal mercato estero. «C’e’ un recupero importante di statunitensi e inglesi maturi – dice Bianconi – una scoperta dell’Umbria di chi abbandona dopo tanti anni la Toscana perché qui trova un ambiente più autentico, un rafforzamento del brand importante in ottica futura, solo che per arrivare al domani bisogna vivere l’oggi e l’oggi è sempre più difficile».