di Ivano Porfiri

Se Umbria24.it fosse un paese ieri avremmo festeggiato l’arrivo del nostro compaesano numero cinquemila. Una comunità cresciuta in fretta, in modo anche inatteso. Un passaggio importante dal punto di vista formale per chi è partito da zero come noi, poco più di sei mesi fa: ad esempio, su Facebook abbiamo dovuto regolarizzare la nostra posizione: da profilo privato siamo passati a pagina pubblica. Avevamo raggiunto il massimo degli amici, appunto cinquemila, e il social network ha concesso questa possibilità. Ora possiamo crescere senza più limiti, si può aderire semplicemente cliccando sul tasto “Mi piace” e per i nostri utenti non cambia quasi nulla: possono vedere, approvare e commentare le nostre notizie esattamente come prima. Cambiano alcune possibilità di interazione (i messaggi privati non sono consentiti) ma ci sono mille altri modi per contattarci: email, telefono, fax, messaggi alle nostre pagine private di Facebook.

Siamo dunque una comunità di cinquemila. Anche nei contatti quotidiani al giornale spesso raggiungiamo questa soglia (superandola abbondantemente quando ci sono notizie che catturano più di altre l’attenzione). Proviamo a immaginarcelo questo paese sulla cui insegna c’è scritto con vernice nera su fondo bianco: “Benvenuti a Umbria24.it”.

Un paese di cinquemila persone è un piccolo paese, come tanti piccoli paesi dell’Umbria. In mezzo alle colline, con le montagne alle spalle e la vista su un lago (Trasimeno, Corbara o Piediluco, a vostro piacimento). Umbria24.it sarebbe un paese aperto e accogliente, con tante strade di accesso e poca burocrazia. Ci sarebbe una grande piazza con molte bacheche per i manifesti (o, se si vuole, schermi elettronici) piena di panchine disposte a circolo dove discutere degli argomenti più disparati: dalla cronaca alla politica, dall’attualità allo sport. Ci metteremmo uno, anzi parecchi, Speaker’s corner, come all’angolo di Hyde Park, dove chiunque può salire a dire la sua, purché non offenda, calunni o diffami. Data la sensibilità che ci è parso di cogliere in questi sei mesi in chi ci visita, sarebbe anche un paese a impatto zero, con molti pannelli solari e una raccolta differenziata efficiente. Ci sarebbe un cinema che proietta tanti film e una sala concerti con spettacoli di tutti i tipi. Ovviamente ci sarebbe una connessione a internet gratuita e senza fili.

Ma non è un paese delle favole quello che ci immaginiamo. Raccogliendo gli umori di chi in questi mesi si è unito alla nostra comunità, viene fuori una popolazione variegata, figlia di tempi difficili. Tanti sono arrabbiati con chi comanda, preoccupati per il futuro proprio e dei propri figli, indignati da come il bene di tutti venga calpestato ogni giorno. La popolazione di Umbria24.it è molto giovane (la stragrande maggioranza ha meno di 44 anni), tanti sono studenti e tantissimi i lavoratori precari o quelli costretti in cassa integrazione. Molti sono scossi e preoccupati dalla criminalità che in Umbria sta facendo crescere l’allarme sociale. Quella di Umbria24.it è anche una comunità multietnica, fatta di stranieri che in Umbria vivono ma anche che guardano l’Umbria da lontano. Il nostro giornale riceve ogni giorno visite da oltre 30 paesi e, in sei mesi, sono davvero pochi quelli da cui non abbiamo mai ricevuto nemmeno una visita (Afghanistan, Mongolia…ma non demordiamo). Ci guardano soprattutto da Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Francia, ma anche Russia e Cina. Guardano l’Umbria attraverso di noi.

La comunità, dicevamo, ha i suoi problemi anche gravi ma è comunque vitale, ha voglia di discutere, di reagire. Continua a crescere anche mentre questo articolo si va componendo. Raccoglie chi vuole partecipare, senza discriminazioni o veti a priori. D’altronde, come diceva qualcuno, più siamo meglio stiamo.

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