di Daniele Bovi
Non si arresta la crescita del numero di voucher, in Umbria come nel resto d’Italia. Secondo l’Osservatorio sul precariato diffuso lunedì dall’Inps, da gennaio a ottobre l’aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è stato del 33,4 per cento. In termini assoluti, si passa da 1,5 milioni a 2 milioni 84 mila, mentre nel 2014 erano 936 mila. Una crescita in linea con la media nazionale (+32,3 per cento) dove nel complesso il numero dei voucher sale da 91,8 a 121,5 milioni. Dati che hanno fatto tornare al centro il problema legato all’utilizzo di questo strumento. Dieci euro il valore nominale (7,5 euro la retribuzione netta) dei voucher che, nati per pagare lavori saltuari come quelli stagioni (con lo scopo di portare a galla quote di lavoro nero) sono diventatoi, ormai da tempo, una nuova frontiera del precariato.
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Interviene il ministro E così il Governo è pronto a «rideterminare dal punto di vista normativo il confine dell’uso» di questo strumento come ha commentato lunedì il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. «Abbiamo introdotto la tracciabilità, e dal prossimo mese vedremo l’effetto. Se è quello di una riduzione della dinamica di aumento e di una messa sotto controllo di questo strumento, bene. Se invece i dati ci diranno che anche questo strumento non è sufficiente a riposizionare correttamente i voucher la cosa che faremo è rimetterci le mani». Insomma, per capire se c’è un’inversione di tendenza grazie alla tracciabilità occorre aspettare il prossimo mese.
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I numeri Tornando alle statistiche Inps, oltre alla crescita dei voucher si conferma quanto emerso già negli scorsi mesi, ovvero una diminuzione delle assunzioni a tempo indeterminato a causa del venir meno delle agevolazioni previste dal governo attraverso la Legge di stabilità, che hanno dispiegato il loro effetto lungo tutto il 2015. Se nel 2015 nei primi dieci mesi dell’anno i contratti a tempo indeterminato sono stati 17.689, nel 2016 sono stati 10.511, meno di quelli del 2014 (10.522). Il rallentamento tra 2015 e 2016 è dunque notevole, -42 per cento, e più marcato rispetto a quello nazionale (-32 per cento), mentre 3.402 in tutto sono le assunzioni fatte in Umbria grazie all’esonero contributivo. Segno più invece per le assunzioni a termine: da 34.749 a 37.848, con le cessazioni di questo tipo di rapporti che sono state 29.217 (erano 28 mila nel 2015). Oltre 2.200 in meno poi le trasformazioni di rapporti a termine in contratti a tempo indeterminato (da 5.441 a 3.157).
Twitter @DanieleBovi
