Una vigna

Consorzio unico e marchio «Umbria», due dei punti più importanti del «Progetto vino» della giunta regionale, non convincono tutti i rappresentanti del settore, ascoltati lunedì dalla Seconda commissione del Consiglio regionale. Un settore convinto invece della necessità di portare avanti azioni integrate per la promozione del vino umbro. Dubbi e perplessità hanno fatto capolino durante l’audizione nel corso della quale numerosi sono stati gli interventi. Di fronte all’assessore all’Agricoltura Fernanda Cecchini Enzo Barbi, del Consorzio vino Orvieto, ha spiegato che investire sul nome «Umbria» è giusto, anche se per alcuni produttori della zona si porrebbero problemi di riconoscibilità. Dal suo punto di vista invece Marco Caprai, presidente di Confagricoltura, invita a pensare all’importanza dell’export, approva il Progetto nel suo complesso e dice sì al marchio: «Non è vero – ha detto – che rischia di deprimere le aziende. Il Bordeaux racchiude in sé centinaia di produttori che commercializzano con eccellenti risultati il proprio prodotto e il proprio territorio».

IL «PROGETTO VINO»

Il dibattito Dalla stessa Montefalco di Caprai il punto di vista del presidente del Consorzio vini Amilcare Pambuffetti è diverso: «Forse – ha spiegato – andrebbero meglio iniziative e progetti di promozione ai quali aderire volta per volta, piuttosto che istituire il marchio ‘Umbria’ su tutti i vini o il Consorzio unico, perché l’identità di ogni singolo territorio rappresenta un valore faticosamente raggiunto e da salvaguardare». Non convince neanche l’idea del consorzio unico perché per sfruttare i fondi Ue i livelli di cofinanziamento richiesti sarebbero troppo alti. Sul tavolo della discussione Lorenzo Berti della cantina Sasso dei Lupi mette poi il tema del credito, o meglio, dell’assenza di esso e, pur approvando nel complesso il Progetto, chiede che le iniziative non finiscano per disperdersi in mille rivoli. Secondo Coldiretti invece, rappresentata da Roberto Montagnoli, il marchio va bene purché l’identità dei produttori venga in qualche modo salvaguardata.

Azioni integrate «Attenzione a come utilizzare il marchio unico» dice infine Teresa Severini del Consorzio di Torgiano, che ha sottolineato la necessità di portare avanti azioni integrate di promozione del vino umbro, chiedendo alla Regione di aiutare la vitivinicoltura con altre azioni, come la realizzazione di infrastrutture stradali. Intervenendo, il presidente della commissione Gianfranco Chiacchieroni ha detto che sul documento sono già pervenute alcune osservazioni che «insieme a quelle che raccoglieremo oggi, costituiranno la base per una occasione di confronto più approfondito che mi auguro possa avvenire presto in Aula».

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