Un nuovo presidio davanti al palazzo del governo di Terni è stato organizzato dai sindacati Fim, Fiom e Fismic per la giornata di giovedì, quando la vertenza Tct tornerà sul tavolo prefettizio dove è stata ufficialmente riaperta la trattativa tra il gruppo Arvedi e l’imprenditore ternano Gino Timpani per la compravendita di beni di proprietà della Tct. Questa, per anni, per conto dell’acciaieria Ast (ora in mano al cavaliere di Cremona), ha tagliato e spedito i prodotti del Tubificio fino al dicembre scorso. L’interruzione dell’attività dal 2023 è stata stabilita perché ritenuta non più redditizia da Timpani che non ha ottenuto, in alternativa, un adeguamento del contratto commerciale da parte di Acciai speciali Terni. Tale stato di cose, dall’inizio del nuovo anno, sta comportando lavorazioni a singhiozzo all’interno del Tubificio. E alla prossima manifestazione in viale della Stazione, prenderanno parte anche le maestranze di quest’ultimo sito in segno di solidarietà verso quei 50 lavoratori ignari di quello che sarà il loro destino, appeso al braccio di ferro tra le due aziende in campo.
Vertenza Tct Per una autorevole mediazione, i sindacati come noto si sono rivolti al Prefetto di Terni e in vista del prossimo tavolo, anche alla luce di quanto riferito da Timpani ai propri dipendenti nella serata di martedì, hanno fatto ulteriore sollecito al principale rappresentante del governo sul territorio per essere ricevuti prima della riunione in programma tra Tubificio di Terni e Tct. La volontà delle organizzazioni coinvolte è di vederci chiaro fino in fondo: «capire se ci sono margini per una intesa, senza entrare nei dettagli di un accordo tra privati, e la possibilità di mettere da subito in sicurezza i posti di lavoro». Il presidio in viale della Stazione scatterà alle 11. «L’esito del tavolo prefettizio – dichiarano Fim, Fiom e Fismic – rimane centrale per il futuro dei lavoratori Tct e potrebbe avere delle ricadute anche sull’intera filiera a partire dal Tubificio di Terni, per questi motivi il presidio sarà esteso anche a questi lavoratori». Un modo forse anche per incalzare Ast a fornire la propria versione dei fatti sullo stato delle interlocuzioni con Tct. Mentre in strada di Recentino Timpani ha avuto modo di riferire, da viale Brin non si sarebbero registrati segnali di alcun tipo, nemmeno ufficiosi.
