di M. To.

Erano andati su tutte le furie, i costruttori edili umbri, quando il consiglio regionale aveva deciso di non approvare il nuovo ‘testo unico’ sull’urbanistica e chiedere che l’elaborato passasse al vaglio delle seconda commissione.

L’Ance Paolo Ratini, vice presidente regionale dell’Ance, l’associazione di categoria, non l’ha presa per niente bene: «Con enorme sforzo e sofferenza, di concerto con altre associazioni di categoria e gli uffici tecnici regionali – dice – era stato avviato un seppur timido tentativo di semplificazione in materia urbanistica. I 1.300 articoli, costituenti la parte legislativa, nel ‘testo unico’ sono stati ridotti a circa 400. A ciò si aggiunga che anche la parte dei regolamenti è stata oggetto di profonda revisione. Due anni di lavoro rischiano finire buttati».

L’assessore Fabio Paparelli, l’assessore regionale ‘al ramo’, getta però decise secchiate d’acqua sul fuoco della polemica: «Nessuna volontà dilatoria e, invece, semplice necessità di mettere a fuoco alcuni dei contenuti di un documento che, vista la straordinaria importanza che riveste, deve essere verificato con grande cura. Ma il fatto stesso che la giunta regionale ha garantito di voler riportare il testo in aula il 15 gennaio prossimo, dovrebbe essere un chiaro segnale relativo alla volontà di non gettare nulla e, anzi, di voler fare in fretta. Ma nella certezza delle procedure».

La replica Il vice presidente di Ance dice che «la precisazione dell’assessore è molto importante e ci tranquillizza. Adesso possiamo sperare che il grande sforzo fatto, personalmente voglio ringraziare gli uffici tecnici regionali per il lavoro svolto, si possa concretizzare in quello che era il risultato che ci si era posti come obiettivo: una normativa utile alla collettività e non certo solo ad una categoria professionale».

I dubbi A dirla tutta le cose starebbero così: nel testo ci sarebbero dei passaggi che si presterebbero ad interpretazioni diverse – possibili sanatorie secondo i pessimisti; semplici regolarizzazioni sulla base delle modifiche normative, secondo gli ottimisti – che dovranno essere eliminate. Fatto questo, il nuovo ‘testo unico’ avrà il via libera. Anche se la polemica politica, ovviamente, non è mancata,

Le minoranze Secondo i gruppi di opposizione (Up-Ncd, Fi, FdI, Udc) «il Pd ha di fatto bloccato il testo unico sull’urbanistica dopo averlo votato in commissione. Nell’ultima seduta dell’assemblea legislativa, infatti, è stata fatta una scelta singolare: i consiglieri regionali del Pd avevano votato l’atto in commissione dopo un lavoro di circa un anno. Incredibilmente, poi, hanno deciso di bloccare un testo importante, atteso da tante categorie e che avrebbe consentito una semplificazione in una materia molto complessa».

Il Pd Il capogruppo regionale del Pd, Renato Locchi, però, parla di «centrodestra confuso e diviso» che «maschera le proprie difficoltà». Locchi spiega che «il consiglio regionale ha rinviato l’approvazione della proposta di testo unico in materia di assetto del territorio per approfondire un unico punto che, legittimamente, era stato modificato nel corso dei lavori della Seconda Commissione. Si tratta – sottolinea Renato Locchi – di un punto particolarmente delicato, di cui si ravvisava l’esigenza di valutare meglio portata ed effetti, anche sotto il profilo della legittimità costituzionale. Il rinvio alla prima metà di gennaio del voto definitivo sul testo unico e relativi regolamenti fa comunque della Regione Umbria la prima in Italia che si dota di un tale strumento normativo in materia di urbanistica».

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